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Non è colpa del bambino: ADHD analisi di un caso

Informazioni tesi

  Autore: Marco Moretti
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in corso di specializzazione per la formazione di insegnanti di sostegno
Anno: 2007
Docente/Relatore: Benedetto Dordi
Istituito da: Libera Università degli Studi di Bolzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

Questa tesi di tirocinio si riferisce alla mia esperienza didattica maturata nel corso dell’anno 2006-2007 nell’Istituto Comprensivo 2 “il Milione” di Suzzara in Provincia di Mantova, in Lombardia. L’incarico che ho ricoperto è stato quello di insegnante di sostegnonella scuola media inferiore. In questa scuola insegno, ormai da sei anni, come docente di italiano come Lingua Seconda. "Latu sensu" ho sempre fatto l’insegnante di sostegno se vogliamo considerare l’alfabetizzazione un sostegno alle famiglie straniere svantaggiate che non possono permettersi un corso privato di lingua italiana per i propri figli. I genitori di questi ragazzi, poi, molto spesso conoscono poco la lingua italiana. Ho avuto la fortuna di seguire un alunno indiano, il bambino S., insieme con il mio docente accogliente. Ho avuto la possibilità di seguire il ragazzo sia individualmente sia inserito in un contesto classe in cui ero il docente. Il dirigente scolastico, infatti, ha voluto inserire l’allievo nel corso di alfabetizzazione di lingua italiana da me tenuto nel pomeriggio affinché stando insieme alla sorella e ad altri amici indiani avesse la possibilità di imparare meglio la lingua italiana e per farlo stare in una classe dal momento che al mattino per i suoi problemi era seguito dall’insegnante di sostegno.

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Anno Accademico 2006-2007 4 CAPITOLO I IL CONTESTO LA MIA ESPERIENZA DI TIROCINIO Questa tesi di tirocinio si riferisce alla mia esperienza didattica maturata nel corso dell’anno 2006-2007 nell’Istituto Comprensivo 2 “il Milione” di Suzzara in Provincia di Mantova, in Lombardia. L’incarico che ho ricoperto è stato quello di insegnante di sostegno nella scuola media inferiore. In questa scuola insegno, ormai da sei anni, come docente di italiano come Lingua Seconda. Latu sensu ho sempre fatto l’insegnate di sostegno se vogliamo considerare l’alfabetizzazione un sostegno alle famiglie straniere svantaggiate che non possono permettersi un corso privato di lingua italiana per i propri figli. I genitori di questi ragazzi, poi, molto spesso conoscono poco la lingua italiana. Ho avuto la fortuna di seguire un alunno indiano, il bambino S., insieme con il mio docente accogliente, professoressa Annalisa Fila. Ho avuto la possibilità di seguire il ragazzo sia individualmente sia inserito in un contesto classe in cui ero il docente. Il dirigente scolastico, infatti, ha voluto inserire l’allievo nel corso di alfabetizzazione di lingua italiana da me tenuto nel pomeriggio affinché stando insieme alla sorella e ad altri amici indiani avesse la possibilità di imparare meglio la lingua italiana e per farlo stare in una classe dal momento che al mattino per i suoi problemi era seguito dall’insegnante di sostegno. Il ragazzo viene da Chandigarh, detta anche Città d’argento, polo urbano di 650mila abitanti sito a trecentoventi metri di altitudine sull’altipiano desertico del Punjab-Haryana Plains. È stato concepito come un gigantesco corpo umano metaforico e reale, il cui tronco, a sud, è una scacchiera a maglia ortogonale di circa cinquanta isolati o “settori” lunghi ciascuno 1200 metri e larghi 800, numerati a scendere dalla testa distribuiti su 114 chilometri quadrati. Ciascun “settore” è parzialmente autosufficiente e suddiviso in zone corrispondenti alle classi sociali (caste) che, secondo una consuetudine antica, dividono la popolazione indiana.

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