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L'internazionalizzazione delle imprese minori: i risultati di un'indagine empirica

L’intensificarsi della competizione su scala mondiale ha portato, nell’ultimo decennio, un numero sempre maggiore di imprese minori a ricercare nuove opportunità sui mercati internazionali. L’internazionalizzazione, oggi, non è più solo una modalità con cui l’impresa crea valore, estende il proprio vantaggio competitivo ed accede a nuove opportunità, ma, nell’attuale contesto economico, è una via obbligata per la sopravvivenza ed il successo dell’impresa nel tempo. Per l’impresa, l’internazionalizzazione è una decisione complessa, accompagnata da un processo di trasformazione aziendale, spesso irreversibile, che riguarda, tra gli altri, gli assetti finanziari, la struttura organizzativa e tecnica, il posizionamento sul mercato e la gestione delle risorse umane.
La letteratura tradizionalmente confronta le imprese minori solo con quelle di dimensioni maggiori, mentre l’obiettivo di questo lavoro è di comprendere se esistano delle differenze tra le microimprese e le altre tipologie di piccole e medie imprese in termini di limiti, ostacoli e barriere incontrate durante il processo di internazionalizzazione. Si cercherà, quindi, di comprendere quali siano le differenze e la loro motivazione attraverso l’utilizzo di un data set composto da circa 140 piccole e medie imprese.
Il questionario utilizzato per la ricerca prende avvio da un progetto Europeo, intrapreso nel 2006 dal dipartimento di Ricerche Aziendali dell’Università di Pavia, attraverso una stretta collaborazione con altre Università Europee, con lo scopo di creare il primo data set europeo di PMI esportatrici e di comprendere quali fattori abbiano favorito i loro processi di internazionalizzazione e quali strategie li abbiano supportati.
La popolazione di imprese intervistate rappresenta aziende localizzate soprattutto nel nord-ovest, appartenenti a diversi settori manifatturieri, alcune delle quali caratterizzate da numerosi anni di attività internazionale alle spalle.
La struttura generale del lavoro prevede due parti, la prima comprende una riorganizzazione delle teorie internazionali, con particolare riguardo verso le imprese minori e le barriere da esse incontrate, mentre la seconda è dedicata ai risultati dell’indagine empirica.
In particolare, il primo capitolo concettualizzerà i termini chiave della trattazione, fornendo un primo quadro sull’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, mentre il secondo analizzerà le principali teorie di internazionalizzazione e le possibili modalità per attuarle.
Il terzo capitolo, invece, si concentrerà sui possibili problemi legati alle attività estere, con particolare riguardo agli ostacoli e alle barriere incontrare dalle imprese di dimensioni minori. Più nello specifico, saranno rivisitati, con occhio critico, i maggiori autori che hanno affrontato tale argomento e le principali ricerche empiriche sulle barriere e gli stimoli all’esportazione. Infine, l’ultimo capitolo della prima parte tratterà degli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione, cercando di identificare il loro ruolo e le maggiori strutture presenti nel nostro Paese.
La seconda parte è, invece, interamente dedicata ai risultati della ricerca. Dopo una prima analisi descrittiva, si è cercato di realizzare delle indagini più approfondite che potessero cogliere dei legami tra la dimensione aziendale e le scelte di internazionalizzazione intraprese dalle imprese intervistate.
L’obiettivo della trattazione è, quindi, quello di individuare, in relazione a tali scelte, i problemi riscontrati dalle piccole e medie imprese e, in particolare, da quelle di minori dimensioni, così da poter comprendere di quali strumenti di sostegno esse abbiano realmente bisogno.

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4 Introduzione L’intensificarsi della competizione su scala mondiale ha portato, nell’ultimo decennio, un numero sempre maggiore di imprese minori a ricercare nuove opportunità sui mercati internazionali. L’internazionalizzazione, oggi, non è più solo una modalità con cui l’impresa crea valore, estende il proprio vantaggio competitivo ed accede a nuove opportunità, ma, nell’attuale contesto economico, è una via obbligata per la sopravvivenza ed il successo dell’impresa nel tempo. Per l’impresa, l’internazionalizzazione è una decisione complessa, accompagnata da un processo di trasformazione aziendale, spesso irreversibile, che riguarda, tra gli altri, gli assetti finanziari, la struttura organizzativa e tecnica, il posizionamento sul mercato e la gestione delle risorse umane. La letteratura sul tema dell’internazionalizzazione si concentra, tradizionalmente, sulle imprese di grandi dimensioni, relegando ad un ruolo di secondo piano le imprese di dimensioni più ridotte. Quest’ultime, disponendo di minori risorse finanziarie, tecnologiche e personali, incontrano spesso numerosi ostacoli e barriere nel proprio percorso di internazionalizzazione, che si ripercuotono inevitabilmente su tali attività. La varietà delle situazioni e l'incertezza dei percorsi sono particolarmente evidenti nell'esperienza di molte piccole e medie imprese. Non a caso il fenomeno è studiato soprattutto a partire da quelle di grandi dimensioni, mentre la teoria dello sviluppo internazionale delle imprese minori rimane frammentaria. In questo lavoro si cercherà di distinguere all’interno del vasto agglomerato delle piccole e medie imprese industriali, le scelte di internazionalizzazione delle imprese di dimensioni più ridotte, come le microimprese. La letteratura tradizionalmente confronta le imprese minori solo con quelle di dimensioni maggiori, mentre l’obiettivo di questo lavoro è di comprendere se esistano delle differenze tra le microimprese e le altre tipologie di piccole e medie imprese in termini di limiti, ostacoli e barriere incontrate durante il processo di internazionalizzazione. Si cercherà, quindi, di comprendere quali siano le differenze e la loro motivazione attraverso l’utilizzo di un data set composto da circa 140 piccole e medie imprese. Il questionario utilizzato per la ricerca prende avvio da un progetto Europeo, intrapreso nel 2006 dal dipartimento di Ricerche Aziendali dell’Università di Pavia, attraverso una stretta collaborazione con altre Università Europee, con lo scopo di creare il primo data set

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Laura Gatto Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5188 click dal 03/01/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.