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Azione di concorrenza sleale e legittimazione

Soggetti legittimati all'esperibilità dell'azione di concorrenza sleale, secondo il punto di vista della dottrina e della giurisprudenza (sentenze dal 1950 ad oggi).

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C A P I T O L O I QUADRO GENERALE DELLA CONCORRENZA SLEALE 1.1 Libertà di concorrenza e concorrenza sleale. Il principio di libertà, vigendo incontestabilmente in ogni campo dell’attività umana, non ha potuto non affermarsi anche nel più specifico ambito dell’attività economica. Di ciò ne è espressione principale il primo comma dell’art. 41 Cost. 1 secondo cui l’iniziativa economica privata deve riconoscersi come libera. Al singolo, quindi, pur sempre nel rispetto dell’utilità sociale nonché della sicurezza, della libertà e della dignità umana (art. 41, comma 2, Cost.), e pur sempre nel rispetto degli eventuali programmi adottabili dal legislatore per il coordinamento dell’attività economica privata ai fini sociali (art. 41, comma 3, Cost.), viene normalmente concesso di poter accedere al mercato anche qualora in esso sia già presente quell’attività che lo stesso singolo abbia intenzione di svolgere. E’ questo il cosiddetto regime di libera concorrenza, regime visto come il solo capace di garantire il raggiungimento di livelli ottimali di qualità e prezzo, come il solo capace di premiare i migliori e scoraggiare gli inetti e come il solo, in definitiva, capace di promuovere il benessere economico generale. Ora, al fine di evitare che la libertà di concorrenza divenisse però ben presto sinonimo di arbitrio e scorrettezza, dopo un primo periodo di concorrenza “selvaggia” e senza regole, si è finalmente riconosciuta come opportuna una disciplina giuridica che effettivamente premiasse colui o coloro che meglio e correttamente avessero operato sul mercato. Si trattava quindi di introdurre norme che facessero il più possibile da deterrente a comportamenti sleali, a comportamenti cioè contrari ai principi della correttezza professionale e capaci solo di danneggiare l’altrui attività. Se è quindi vero che la legge tutela la concorrenza e la competizione, e se è oltremodo vero che la legge tutela i risultati della competizione stessa sebbene si traducano in un danno per taluno dei concorrenti, è altrettanto vero che il tutto dovrà svolgersi nel rispetto delle regole del gioco senza che si degeneri nella slealtà. 1 Art. 41 Cost.: «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali».

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lucio Junior Ranaldi Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3483 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.