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I matrimoni interregionali della Valle d'Illasi

Il matrimonio, così come inteso comunemente nella nostra società è l’unione sentimentale tra un uomo e una donna finalizzata alla formazione di una nuova famiglia ed alla procreazione. Questa è la definizione classica, anche se meriterebbe ulteriori approfondimenti collegati all’evolversi dei tempi.
Si tratta di una unione in cui è l’aspetto emotivo-sentimentale che spinge gli sposi a compiere il passo di congiungere le loro vite. Il mondo occidentale è “immerso” nella definizione classica di matrimonio e sembra non contemplarne altre. Sappiamo tuttavia che, anche grazie al recente fenomeno dell’immigrazione, al di fuori dell’area occidentale esistono altri tipi di matrimonio, per esempio quelli combinati, quelli addirittura che riguardano bambini, la poligamia, ecc. Queste pratiche matrimoniali vengono classificate come primitive, arcaiche e relegate a culture lontane e arretrate, molto diverse da noi. Lo scopo di questa tesi (anno accademico 1978/9) è quello di studiare i matrimoni combinati in Italia, di spiegare cosa spinge gli individui a compiere molte centinaia di chilometri da casa per trovare un coniuge e di approfondire tutte le vicende economiche e sociali connesse. Il fenomeno non riguarda il contesto urbano-industriale quello che ha accesso all’informazione, ai consumi, alla cultura, e all’intensa vita di relazione. Riguarda, invece, una parte dimenticata della nostra cultura, quella agricola e in particolare quella montana. E’ un mondo silenzioso, appartato, invisibile, e perciò “inesistente”. I matrimoni combinati sono anche chiamati matrimoni di convenienza poiché l’aspetto economico e d’interesse ha la meglio sulla ‘nobiltà’ dei sentimenti. Questo lavoro non intende avallare semplicisticamente questo punto di vista.

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1 CAPITOLO PRIMO PRESENTAZIONE E DEFINIZIONE DEL PROBLEMA DA STUDIARE Quando parliamo di parità di diritti tra i sessi, di libera determinazione, di autonomia tra i coniugi, di regolazione delle nascite, ecc., sembra che queste argomentazioni siano universali, cioè crediamo che la raccoglitrice di ulive calabrese, il pastore sardo, la ricamatrice siciliana e il montanaro veneto siano direttamente interessati a queste tematiche e le facciano proprie ogni qualvolta il ‘maître à penser’ di turno abbia espresso la sintesi ultima del suo pensiero. Abbiamo la sensazione, a volte, che si ignori, non si sa se per leggerezza o per dolo, l’esistenza di altre culture come, per esempio, quella contadina. La presente ricerca ha come campo di studi la Valle d’Illasi e riguarda un tipo di matrimonio che dagli anni ’60 non ha mai subito interruzioni, anzi conosce in questi ultimi tempi il momento della sua massima applicazione. Esso, consiste nel contrarre matrimonio tra un uomo, di solito contadino del nord, con una donna del sud, di solito casalinga o bracciante. Ciò avviene grazie all’interessamento di una terza persona che mette in contatto in vari modi i due giovani. Agli inizi, quando il fenomeno stava per nascere, coloro che si occupavano di queste unioni erano i sensali, ai quali un uomo si rivolgeva per chiedergli di trovargli moglie, mentre il modo più comunemente adottato ora consiste nel rivolgersi a un conoscente già sposato con una donna meridionale e incaricare quest’ultima che gli procuri una amica o una parente adatta a lui e che voglia maritarsi. Questo fenomeno presenta dunque le seguenti caratteristiche: - Interessa soprattutto contadini o ex-contadini; - È dagli anni ’60 costante e continuo, anzi negli ultimi anni la frequenza di questi matrimoni è sensibilmente aumentata;

Tesi di Laurea

Facoltà: Magistero

Autore: Carlo Malacchini Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 670 click dal 11/01/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.