Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L’uso dei sistemi informativi territoriali (GIS) e della logica fuzzy nella Valutazione di Impatto Ambientale dell’elettrodotto 380 kV Laino-Feroleto-Rizzìconi

La Valutazione di impatto ambientale (VIA), introdotta a livello comunitario con la direttiva europea del 27 luglio 1985 n.337, si inserisce proprio in questo contesto come strumento fondamentale della politica ambientale. La direttiva impone ai Paesi aderenti di adottare secondo criteri generali, una procedura per il rilascio delle autorizzazioni per quelle opere che per dimensione e caratteristiche sono in grado di perturbare pesantemente il sistema ecologico preesistente all’intervento proposto. Essa ha quindi il compito di individuare, descrivere e valutare gli effetti diretti e indiretti e le interazioni di un progetto sui fattori uomo, fauna, flora, suolo, acqua, aria, clima, paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale, rappresentando non solo una tutela dei diritti dei cittadini, ma anche uno strumento di integrazione e miglioramento dei progetti Affrontare una valutazione d’impatto ambientale significa, infatti, coniugare e risolvere problemi che fanno riferimento alle diverse discipline, alla ricerca di risposte che soddisfino la crescente richiesta “sviluppo sostenibile”, ovvero uno sviluppo in grado di risolvere i conflitti esistenti tra il progresso economico e sociale, il mantenimento delle risorse ambientali per il benessere non solo della nostra generazione, ma anche di quelle future. La consapevolezza, quindi, che l’ambiente appartiene prima di tutto a chi vive e ci lavora e quindi il diritto inalienabile dell’uomo alla salute, alla vivibilità, alla piena disponibilità delle risorse naturali. Uno degli approcci più efficaci per affrontare problematiche in campo ambientale, per la gestione di processi decisionali, consiste nell’impiego di un sistema informativo territoriale come strumento di supporto. I nuovi strumenti informativi territoriali, meglio definiti come GIS (Geographic Information Systems), per la loro capacità di gestire informazioni geografiche, ovvero dati che fanno
Iriferimento ad oggetti, eventi e fenomeni inerenti la superfici terrestre, consentono di risolvere svariati problemi connessi ad attività di programmazione, gestione e controllo di un territorio. Il presente lavoro di Tesi intende proporre l’utilizzo di un Sistema Informativo Geografico nel valutare gli impatti sull’ambiente a seguito dell’introduzione di un elettrodotto ad alta tensione. Gli effetti diretti e indiretti dovuti alla presenza di una linea elettrica in prossimità di centri abitati, ma anche di aree culturalmente e paesaggisticamente caratterizzabili, stanno coinvolgendo sempre di più l’opinione pubblica e sono oggetto di numerosi dibattiti nel campo scientifico e politico. Non a caso si parla sempre più spesso e con toni allarmistici del problema elettrosmog che costituisce oggi una tra le principali preoccupazioni della popolazione. Il caso di studio riguarda l’elettrodotto aereo “Laino-Rizzìconi”, un elettrodotto 380 kV in fase di realizzazione che dovrà collegare la stazioni elettrica di Laino (CS), località al confine con la regione Basilicata, a quella di Rizzìconi in provincia di Reggio-Calabria. L’utilizzo dei Gis ha consentito, nel nostro caso, l’acquisizione e il trattamento dei dati su di una rappresentazione cartografica georeferenziata di diverse carte tematiche digitalizzate al fine di individuare, descrivere e valutare le interazioni dell’elettrodotto con i fattori uomo, fauna, flora, suolo, paesaggio. Valutare questi effetti ha significato il più delle volte esprimere dei giudizi vaghi e imprecisi del tipo “l’impatto sull’avifauna è alto”, “i boschi hanno una sensibilità alta”, ecc. È nata quindi l’esigenza di introdurre in questo lavoro nuovi metodi che consentano di trattare, simultaneamente, questi concetti vaghi e imprecisi. Il metodo impiegato si ispira alla logica fuzzy, vasto ambito di ricerca interdisciplinare, ancora oggi poco esplorato da chi si occupa di valutazione. Fuzzy, ovvero vago, o sfocato è la forma sotto cui si presentano i dati impiegati nei processi decisionali. Al di là delle qualità intrinseca dei risultati raggiunti, l’argomento si è rivelato di grande interesse per le potenzialità che ha lasciato intravedere in applicazione a metodi e tecniche multidimensionali applicati in campo territoriale

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione A meno di non voler leggere la storia nel senso opposto a quello da essa tracciato, dobbiamo tutti riconoscere che la questione ambientale e l’urgenza delle problematiche ad essa connesse, ha assunto il significato di una diversa filosofia del vivere, perché si è finalmente raggiunta la consapevolezza che senza il ritrovato equilibrio tra l’essere umano ed il suo intorno, non è lecito prefigurare qualsivoglia forma di futuro. Questo nuovo modo di pensare, la cui novità è paradossalmente anche il suo più grave difetto, in quanto l’essenza della novità discende anche dal ritardo con cui si è presa coscienza del problema ambientale, è uno dei pochi argomenti sul quale si trova unanimità di consensi a livello di politiche mondiali. Difatti nei paesi industrializzati già la legislazione introduce mezzi efficaci di indirizzi delle politiche industriali e dei consumi, mentre nei paesi meno industrializzati sono già concreti i primi segni della nuova consapevolezza dell’importanza del problema. La Valutazione di impatto ambientale (VIA), introdotta a livello comunitario con la direttiva europea del 27 luglio 1985 n.337, si inserisce proprio in questo contesto come strumento fondamentale della politica ambientale. La direttiva impone ai Paesi aderenti di adottare secondo criteri generali, una procedura per il rilascio delle autorizzazioni per quelle opere che per dimensione e caratteristiche sono in grado di perturbare pesantemente il sistema ecologico preesistente all’intervento proposto. Essa ha quindi il compito di individuare, descrivere e valutare gli effetti diretti e indiretti e le interazioni di un progetto sui fattori uomo, fauna, flora, suolo, acqua, aria, clima, paesaggio, beni materiali e patrimonio culturale, rappresentando non solo una tutela dei diritti dei cittadini, ma anche uno strumento di integrazione e miglioramento dei progetti Affrontare una valutazione d’impatto ambientale significa, infatti, coniugare e risolvere problemi che fanno riferimento alle diverse discipline, alla ricerca di risposte che soddisfino la crescente richiesta “sviluppo sostenibile”, ovvero uno sviluppo in grado di risolvere i conflitti esistenti tra il progresso economico e sociale, il mantenimento delle risorse ambientali per il benessere non solo della nostra generazione, ma anche di quelle future. La consapevolezza, quindi, che l’ambiente appartiene prima di tutto a chi vive e ci lavora e quindi il diritto inalienabile dell’uomo alla salute, alla vivibilità, alla piena disponibilità delle risorse naturali. Uno degli approcci più efficaci per affrontare problematiche in campo ambientale, per la gestione di processi decisionali, consiste nell’impiego di un sistema informativo I

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Marco Perrone Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2863 click dal 10/01/2008.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.