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Web Tv e informazione ''dal basso''

Informazioni tesi

  Autore: Arianna Ceccarelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione indirizzo Editoria e Giornalismo
  Relatore: Cesare Protettì
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

Con questa tesi intendo osservare il fenomeno della Web Tv partendo dal presupposto che, nel passaggio da “Old media” a “New media”, cioè da vecchi mezzi a nuovi mezzi di comunicazione di massa, a risentire del “salto tecnologico”, quantomeno da punto di vista quantitativo, siano i contenuti che è possibile mettere in circolazione. Piuttosto che dal punto di vista prettamente tecnologico, infatti, il fenomeno viene studiato alla luce delle nuove possibilità che Internet è in grado di offrire all’individuo, consentendogli di recuperare un ruolo attivo all’interno dello scambio comunicativo. La televisione, la radio, i giornali e, in una parola, tutti i cosiddetti mezzi “tradizionali”, grazie all’avvento di Internet, hanno subìto una trasformazione più o meno radicale, grazie alla possibilità, data dalla Rete, di moltiplicare il numero di canali attraverso i quali diffondere informazioni, idee, notizie ecc. Il mezzo che maggiormente ha risentito del salto tecnologico è stato, a mio avviso, proprio la televisione. L’avvento di Internet ha infatti rivoluzionato il concetto stesso di Tv al quale siamo tradizionalmente abituati. Da mezzo “verticale”, quale è sempre stato infatti, la televisione ha subìto, grazie all’approdo in Rete, un capovolgimento radicale, trasformandosi in un mezzo “reticolare” o (e questo è il caso più frequente) “a verticalità ‘invertita’”, come ho voluto definirla.
Possiamo parlare di “verticalità ‘invertita’” dal momento che, grazie alla possibilità, data all’utente, di recuperare il ruolo attivo che, la Tv tradizionalmente intesa, gli aveva sottratto, chiunque può creare una Tv e trasmettere i contenuti che ritiene più opportuni. Non solo. Le stesse Tv tradizionali, hanno trovato nella Rete un potente canale attraverso il quale riprodurre ciò che va in onda nella tradizionale trasmissione televisiva, ma anche approfondimenti, contenuti interattivi, interviste a personaggi famosi oppure contenuti che, per motivi che possono essere diversi (censura, poca rimuneratività ecc.), non abbiano trovato la giusta collocazione all’interno del palinsesto tv. Ci sono poi tutte quelle Tv nate esclusivamente in Rete, quattro delle quali sono state da me analizzate nella tesi: Arcoiris Tv, YouTube, Donna Tv e Diregiovani. Il risultato è una Tv interattiva, nella quale non è l’emittente che, dall’alto, invia un segnale (una trasmissione), obbligando il telespettatore a subire passivamente ciò che “passa la Tv”, bensì una televisione che consente all’utente di muoversi in totale libertà all’interno del portale che ha spontaneamente deciso di visitare, scegliendo, con un solo click del mouse, il contenuto audiovisivo che preferisce, secondo i sui tempi ed interessi.

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 I    Premessa La Tv, intesa nel senso più tradizionale del termine, è destinata a morire? È questa una domanda che ci si pone da anni, soprattutto da quando, l’avvento della tecnologia e dei cosiddetti new media, ha profondamente cambiato il nostro modo di vedere e concepire la comunicazione, in generale, e la comunicazione televisiva, in particolare. A ogni modo, è presto per recitare il de profundis a un oggetto che comunque, a tutt’oggi, sembra essere ancora saldamente attaccato al suo vecchio ‘antennone’, nei salotti di mezzo mondo. Qualcosa però sta cambiando. Di chi è la ‘colpa’? È forse dell’IPTV, la televisione che viaggia sulla larga banda di Internet, proposta dai principali provider delle telecomunicazioni, o piuttosto della Web Tv, la televisione che nasce e ‘parla’ esclusivamente attraverso la Rete e che rischia, in questo modo, di decretare la ‘morte’ della Tv tradizionale, anche come oggetto fisico? Come ha a ragione osservato Peter White, fondatore nonché primo analista di Rethink Research Associates «l’IPTV non può essere più considerata la televisione del futuro, perché sta già vivendo il suo presente». Secondo lui, il numero di utenti IPTV è destinato ad aumentare nei prossimi cinque anni dagli attuali tre milioni a più di 50 milioni, grazie all’interesse suscitato dai servizi aggiuntivi che la comunicazione via Internet ha reso possibili. Un mercato che anche in Italia si sta muovendo e, sebbene attualmente le uniche proposte di Tv via Internet arrivino esclusivamente da Telecom e da Fastweb, il panorama sembra però destinato ad allargarsi grazie all’arrivo, già annunciato, di nuovi operatori. Il fermento è forte, sia fra gli operatori delle telecomunicazioni, sia fra tutti quegli attori che, in un modo o nell’altro, possono contribuire a far volare le quotazioni della Tv su protocollo IP.

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