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I romanzi "parodici" Di Dostoevskij:''Il Villaggio Stepančikovo e i suoi abitanti'' e ''Il Sogno dello zio''

Fëdor Michailovič Dostoevskij è forse, insieme a Tolstoj, il più possente scrittore di quello che viene definito il secolo d’oro della letteratura russa . Lo si può porre accanto ai grandi maestri universali come Dante, Cervantes, Shakespeare, Goethe e Balzac. Il critico George Steiner giunge ad affermare la sua «incrollabile convinzione che Tolstoj e Dostoevskij sono i più grandi romanzieri di tutti i tempi». In ogni caso, se si accettano i termini con cui Baudelaire caratterizza il genio – «volontà, passione, concentrazione, tensione nervosa, esplosione» – Dostoevskij è colui il quale meglio corrisponde a questa definizione.
Nella sua produzione artistica esistono due piccoli cammei, che si pongono come degli spartiacque nella sua vita e nella sua carriera. Due romanzi brevi, scritti nel periodo di confino in Siberia, e che costituiscono un unicum prezioso nel corpus delle sue opere: Il Villaggio Stepančikovo e i suoi abitanti e Il sogno dello zio. Ancora invischiato nel suo passato letterario, Dostoevskij si misura col comico e con la satira in questi racconti che evocano lo spirito degli anni ’40 dell’Ottocento e dove, sulle tracce del critico Jurij Tynjanov, si vuole vedere una parodia del Gogol’ dei Passi scelti dalla corrispondenza con gli amici. Alcuni studiosi, M. P. Alekseev, A. S. Dolinin e L. P. Grossman fra gli altri, ritengono che Il villaggio Stepančikovo e Il sogno dello zio siano parti di un unico romanzo: il mai realizzato “grande romanzo” Vita di un grande peccatore.
I testi scritti dopo l’esperienza siberiana sono interessanti sia per la creazione di quei tipi, che riceveranno poi completo sviluppo nella successiva attività artistica dello scrittore, sia perché si pongono come tentativi del romanziere di scrivere in un genere comico. Dostoevskij è uno dei maggiori geni drammatici di tutti i tempi: avanza nel labirinto dell’innaturale e nelle paludi dell’anima; è sempre sull’orlo dell’allucinato e si lascia pervadere dalla dimensione dell’onirico; è un fascio di energie sempre in lotta con la malattia e l’angoscia.
La tesi è suddivisa in quattro capitoli dedicati rispettivamente alla parodia, ai due romanzi presi in esame e al rapporto fondamentale ai fini dello studio, tra Dostoevskij e Gogol'.
Nel primo capitolo si è effettuato un excursus sulla storia della parodia, sui generi letterari ad essa collegati, sullo sviluppo delle tecniche parodiche e sulla difficoltà di definire tale artificio letterario. Sono stati delineati i caratteri principali della parodia, messa a confronto con stilizzazione e imitazione, altri strumenti letterari ampiamente adoperati nella letteratura classica e sviluppatisi differentemente nel corso del tempo, la cui definizione è di fondamentale importanza per evidenziare la peculiarità dei romanzi scelti come argomento della tesi.
I capitoli dedicati ai due romanzi brevi sono strutturati allo stesso modo: dapprima una storia redazionale, dall'idea del romanzo alla sua ultima realizzazione e pubblicazione; poi un'analisi dei personaggi e dei nuovi caratteri creati da Dostoevskij, fondamentali punti di partenza per i successivi eroi dei grandi romanzi; un'attenta riflessione sullo stile, vista la particolarità di queste opere nell'ambito della produzione dostoevskiana; e infine uno sguardo più ravvicinato sul testo, con ampi passaggi analizzati dai romanzi e messi a confronto con altre opere del mondo letterario russo.
L'ultimo capitolo è dedicato al controverso rapporto tra i due grandi della letteratura russa, Dostoevskij e Gogol', all'ampia critica esistente sull'argomento e alle differenti correnti di pensiero in proposito.
Fiumi di inchiostro e milioni di idee continueranno a sprigionarsi dallo scrittore e dall’uomo Dostoevskij. Tutti coloro che lo amano, non possono fare a meno di studiarlo, di soffermarsi sulle sue parole, così calate nella realtà russa del suo tempo eppure sempre così attuali. Dopo che i muri sono crollati e la loro polvere si è posata, Dostoevskij per i suoi compatrioti è lo specchio per eccellenza, lo specchio nel quale essi leggono la loro storia in questo secolo. Mai la storia di un uomo e di uno scrittore ha sposato, nella stessa misura, i destini della sua patria.
E anche nella particolarità di romanzi parodici come Il Villaggio Stepančikovo e Il sogno dello zio, non ci si può astenere dal considerare Dostoevskij uno scrittore ancora vivo che parla a tutti noi, oggi, attraverso i suoi romanzi.

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Introduzione Le grandi opere d’arte ci attraversano come venti di tempesta, spalancando le porte delle nostre percezioni e investendo l’architettura delle nostre convinzioni con la loro potenza trasformatrice. Nel momento in cui deponiamo un libro, non siamo più quelli che eravamo prima di leggerlo. Quando rileggiamo un romanzo di Dostoevskij, così come quando vediamo un dramma che già conosciamo in un nuovo allestimento, siamo colpiti dal rinnovarsi di un senso imprevisto. Così, in una scena dostoevskiana la tensione deriva dal fatto che le diverse soluzioni e il loro gioco circondano letteralmente il testo; i personaggi ci appaiono meravigliosamente liberi dalla volontà del loro autore e dalle nostre stesse previsioni 1 . Dostoevskij è ormai universalmente riconosciuto come un genio di tempra drammatica, come il temperamento drammatico per molti aspetti più vasto e naturale dopo quello di Shakespeare. Ma solo con la pubblicazione e la traduzione di un buon numero di abbozzi e di taccuini dostoevskiani è divenuto possibile individuare le molteplici affinità tra la sua concezione del romanzo e le tecniche del dramma. I critici russi spiegano che la lunghezza dei romanzi di Dostoevskij molto spesso è dovuta al suo stile elaborato e fiammeggiante, alle sue incertezze riguardo al destino dei personaggi e alla semplice circostanza che gli editori lo pagassero a foglio. Tra i lettori occidentali la smisuratezza del suo genio è stata spesso interpretata come una peculiarità russa, in qualche modo legata 1 G. Steiner, Tolstoj o Dostoevskij, Garzanti editore, Milano, 2005 2

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Vittoria Attanasio Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

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