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Ruolo professionale dell'infermiere nella sanità militare oggi

La storia ci insegna che gli eventi bellici hanno sottolineato la necessità di avere una figura professionale che aiutasse il medico in un momento di “caos umano” per alleviare le sofferenze, e portare un po’ di serenità e di amore, in un contesto diverso da ciò che è normale. Di fatto, scaturisce dal desiderio di dare un’immagine a tutto tondo dell’attività svolta nel corso anche degli anni dell’infermiere militare. chi è l’infermiere militare, quali “diversità” ci sono da una divisa, che porta il nome di sottufficiale, da quella dell’infermiere civile?
L’infermiere militare, è orientato a saper affrontare le problematiche dell’emergenza in condizioni ambientali e/o inusuali, con particolare riferimento alla traumatologia d’urgenza e alle patologie derivanti da contaminazioni di natura nucleare-biologica-chimica.
Ai soccorritori militari viene assegnato un ambito d’azione sanitaria più ampia della controparte civile poiché le restrizioni imposte dal campo di battaglia influenzano in modo significativo le decisioni da prendere per l’assistenza al paziente; infatti, fattori quali: l’oscurità, il fuoco nemico, l’espletamento della missione, l’ambiente ostile (acqua, montagna, deserto, giungla) e il problema del trasporto dei feriti all’interno di un campo di battaglia possono avere una priorità maggiore dell’evacuazione immediata, in evidente conflitto con l’assistenza standard a un paziente.


Risultati
Utilizzando le parole chiave e sulla base dei criteri di inclusione/esclusione sono stati individuati 33 articoli. Di questi 17 sono articoli originali storici sulle origini dell’assistenza infermieristica (fondazione, evoluzione nel tempo e sviluppo); 8 articoli trattano prettamente l’assistenza infermieristica con specifiche in ambito militare in Italia e all’estero. I restanti articoli parlano dell’organizzazione e della struttura organica della sanità militare.


Conclusioni
Abbiamo visto la figura dell'infermiere nel contesto militare, e salta immediatamente all'occhio che la linea di confine è sottilissima tra il civile e il militare. L’infermiere militare è un professionista col grado di Maresciallo appartenente alla categoria dei sottufficiali che, oltre alle normali competenze infermieristiche basilari che vanno dalla responsabilità dell’assistenza infermieristica al riconoscimento dell’autonomia decisionale, eroga la sua azione in ambito ospedaliero, territoriale e di mobilitazione; mentre la sua attività si identifica con i compiti del servizio sanitario territoriale militare (S.S.T.M.): selettivo, igienico-profilattico, clinico-terapeutico, medico-legale e logistico in Italia e all’estero. Ai soccorritori militari viene assegnato un ambito d’azione sanitaria più ampia della controparte civile poiché le restrizioni imposte dal campo di battaglia influenzano in modo significativo le decisioni da prendere per l’assistenza al paziente; infatti, fattori quali: l’oscurità, il fuoco nemico, l’espletamento della missione, l’ambiente ostile (acqua, montagna, deserto, giungla) e il problema del trasporto dei feriti all’interno di un campo di battaglia possono avere una priorità maggiore dell’evacuazione immediata, in evidente conflitto con l’assistenza standard a un paziente. Le differenze sostanziale si trovano soprattutto negli scenari di operazione per via delle ulteriori attribuzioni nel campo militare sopra riportate. Le esperienze fatte in combattimento possono essere estese alla pratica civile; ragion per cui, le organizzazioni sanitarie civili e militari, sono sempre più coinvolte in sforzi cooperativi per operazioni di assistenza in caso di disastri come: uragani, inondazioni, terremoti, dispersione di sostanze nocive o incidenti nucleari. Da ciò possiamo dedurre che le finalità sono sempre le stesse; il suo compito è al di sopra delle parti, lui è lì per l'uomo, come lo è nelle corsie di un ospedale.



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4        4 INTRODUZIONE La storia ci insegna che gli eventi bellici hanno sottolineato la necessità di avere una figura professionale che aiutasse il medico in un momento di “caos umano” per alleviare le sofferenze, e portare un po’ di serenità e di amore, in un contesto diverso da ciò che è normale. Di fatto, scaturisce dal desiderio di dare un’immagine a tutto tondo dell’attività svolta nel corso anche degli anni dell’infermiere militare. Per quanto riguardo lo studio, sotto si vuole rilevare, l’impegno a non dimenticare e a custodire la memoria e l’esperienza degli eventi più traumatici del secolo scorso e questo che stiamo vivendo, per reincarnare le proprie riflessioni sull’identità individuale e collettiva, questa tesi è un piccolo contributo in tale direzione. Come obbiettivo principale: chi è l’infermiere militare, quali “diversità” ci sono da una divisa, che porta il nome di sottufficiale, da quella dell’infermiere civile? Affronteremo il nostro percorso attraverso sei suddivisioni: nel 1°capitolo, ho cercato dei riferimenti storici che hanno portato alla nascita di un’assistenza differenziata da quella medica: l’infermiere. Nel capitolo 2, ho tracciato le “linee guida” dell’infermiere militare. Nel capitolo 3 viene identificata la struttura dell’ospedale da campo, punto di riferimento per erogare un’assistenza in particolari situazioni. Nei capitoli 4 e 5 ho voluto accennare anche l’infermiere militare delle forze armate dell’Aeronautica e della Marina. Il capitolo 6, ha come argomentazione il PHTLS, il risultato dell’esperienza umana sulla preparazione in situazioni di maxi-emergenza, con linee guida diversificate a secondo del quadro, con l’obbiettivo primario di salvare delle vite.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Michele Nami Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 14607 click dal 15/01/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.