Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Tossicomania e doppia diagnosi. Il caso della seatt di Rimini

L’intento di questo lavoro è quello di riflettere sulle attuali difficoltà dell’ambiente carcerario che si trova di fronte ad una popolazione sempre più diversificata, da extracomunitari a ladri occasionali a criminali recidivi, con una percentuale di detenuti tossicodipendenti sempre più in aumento e con soggetti affetti da disturbi mentali.
Si è cercato dapprima di fare una panoramica sulle tipologie di sostanze psicoattive, sulle modalità di consumo e i loro effetti sul soggetto e sulle le eventuali comorbilità con disturbi mentali. In seguito, attraverso la breve descrizione delle misure alternative applicate ai tossicodipendenti si è concentrata l’attenzione sulle Sezioni a Custodia attenuata e la loro mission all’interno degli istituti di pena.

Mostra/Nascondi contenuto.
Facoltà di Scienze Politiche “R. Ruffilli”- Università degli Studi di Bologna- sede Forlì Introduzione La nostra società guarda spesso con occhio distratto il “pianeta carcere” e talvolta anche le Istituzioni sembrano dimenticarsi di questo mondo. Le riflessioni giuridiche e i contributi scientifici sembrano a volte incapaci di superare gli stereotipi sociali e le stigmatizzazioni insieme a quella società in balia e alla ricerca di “sicurezze che la faccia sentire sicura”. La perdita di fiducia nella certezza del diritto e dell’effettività della pena è realtà. Il carcere è un prodotto artificiale della società per contenere “gli asociali”, per allontanare il “male”, il “cattivo”, lo “sporco”, tutto ciò che può infettare non solo in senso lato, la collettività. Certo è che le carceri di oggi non sono quelle dell’800, sono cambiate, per così dire sono divenute più vivibili, ma coloro che sono detenuti all’interno non sono poi cambiati di molto. Il sovraffollamento degli istituti penitenziari, la formazione del personale, di custodia e civile, attualmente scontento e demotivato, le difficoltà della sanità penitenziaria sono tutti argomenti problematici e complessi da più punti di vista. Inoltre la situazione dell’attività trattamentale intramuraria risulta molto limitata, non sempre vicina dai dettati legislativi, non sempre capace di privilegiare il percorso terapeutico mantenendo comunque il controllo e l’ordine. I migliori risultati come si evince dai colloqui fatti con gli operatori del Ser.T di Rimini, sono dovuti principalmente alla dedizione degli operatori, dei volontari e di qualche direttore che all’interno di una cornice custodialistica riesce a tracciare percorsi trattamentali individualizzanti e strutturati. L’intento di questo lavoro è quello di mettere in luce le attuali difficoltà dell’ambiente carcerario che si trova di fronte ad una popolazione sempre più diversificata, da extracomunitari a ladri occasionali a criminali recidivi, con una percentuale di detenuti tossicodipendenti sempre più in aumento e con soggetti affetti da disturbi mentali. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Criminologia applicata per l'investigazione e la sicurezz

Autore: Maura Gobbi Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2469 click dal 16/01/2008.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.