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Valorizzazione turistica dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea: studio geomorfologico comparativo con altri apparati

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Rolando Perino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Interfacoltà di Scienze e Turismo Alpino
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
  Relatore: Roberto Ajessa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

Al fine di poter compiere la valorizzazione turistica di una specifica realtà risulta conveniente conoscere con precisione i suoi caratteri distintivi, quelli che ne delineano l’identità in maniera univoca, per poterli sfruttare quali punti strategici della sua promozione. Ecco allora che, per valutare la peculiarità principale dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea (la sua percettibilità paesaggistica), è sembrato interessante comparare le sue caratteristiche con quelle delle altre strutture morfologicamente analoghe esistenti sul pianeta.

Di conseguenza, il primo stadio del lavoro si è concentrato sulla ricerca degli apparati morenici esistenti sul pianeta, consultando dapprima le fonti bibliografiche disponibili in zona e successivamente approfondendo la ricerca su Internet.
Mentre a riguardo delle nove formazioni presenti sull’arco alpino italiano (da ovest ad est: l’anfiteatro di Rivoli, di Ivrea, del Verbano, del Lario o lago di Como, del Sebino o lago d’Iseo, del Garda, di Rivoli Veronese, di Vittorio Veneto e l’anfiteatro Tilaventino o del Tagliamento ) vi era parecchio materiale disponibile, molti pochi dati si potevano reperire a riguardo degli apparati esistenti al di fuori della penisola.
A tal proposito si è rivelato indispensabile l’utilizzo di Google Earth©: uno strumento che permette di visualizzare immagini satellitari georiferite su un modello planoaltimetrico della terra (derivante da dati rilevati da aerei e satelliti negli ultimi tre anni e continuamente aggiornati) come in una specie di “mappamondo virtuale”. Tramite tale risorsa è stato possibile analizzare la morfologia dei luoghi in cui era plausibile pensare di trovare degli anfiteatri morenici, come ad esempio le grandi catene montuose del pianeta (Himalaia, Pirenei, Montagne Rocciose, ecc.). Dai risultati di questa indagine è emerso che gli anfiteatri morenici sono presenti solo in alcune zone della terra e che in ciascuna regione essi appaiono ravvicinati e concentrati in una fascia ben definita di territorio mentre in altre zone della terra invece non ve ne è traccia.
A questo punto, una volta individuati gli anfiteatri da analizzare, occorreva definire una grandezza che permettesse la comparazione semplice della percettibilità, da parte dell’uomo, della loro esistenza e del loro valore paesaggistico; per questo motivo è stato elaborato l’Indice di Percettibilità Paesaggistica (IPP). Esso è un indicatore che “sintetizza”, opportunamente combinate, tre grandezze fisiche significative per la percezione paesaggistica: la superficie, la continuità e l’elevazione media. Tali grandezze sono state normalizzate ai valori dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea e combinante in una relazione lineare con parametri di pesatura che tengono conto dell’importanza relativa di ciascuno di essi. L’IPP si propone di essere un mezzo per quantificare la percettibilità delle strutture geomorfologiche che caratterizzano un’area dalle peculiarità uniche come un anfiteatro morenico.
Dai risultati ottenuti è emerso che, tra i casi esaminati, non ci sono formazioni per le quali il valore di IPP risulti maggiore di quello attribuito all’Anfiteatro Morenico di Ivrea.Tale circostanza è spiegata dal fatto che, sebbene altri apparati raggiungano valori anche molto elevati per uno o due parametri, i valori restanti non sono sufficienti a determinare un IPP maggiore di quello dell’AMI. Inoltre per quasi tutti gli anfiteatri situati in Alaska e in Canada il valore relativo al parametro dell’elevazione non è rilevante, in quanto sono ancora internamente occupati dal ghiacciaio. E’ importante inoltre sottolineare che essi non sono cronologicamente comparabili con gli anfiteatri italiani. Questo perché, mentre le formazioni del Nord America possono essere ricondotte a fenomeni olocenici (in quanto risultano essere tutt’oggi in fase di formazione e di accumulo dei depositi morenici)., quelle dell’arco alpino sono ben più antiche e per questo gran parte di esse è già stata smantellata dai processi di geodinamica esterna.

In conclusione i risultati mostrano come l’Anfiteatro Morenico di Ivrea risulti essere la formazione geologica tra quelle studiate, a possedere il maggior grado di percettibilità paesaggistica, favorendone una sua semplice e immediata osservazione. La motivazione di questo suo primato è da ricercarsi soprattutto nell’ottimo stato di conservazione e nella completezza dei cordoni morenici che lo compongono. Tra gli anfiteatri italiani (i soli ai quali si possa rapportare cronologicamente) è infatti l’unico ad avere una percentuale di continuità del 100%. Si può quindi affermare che il valore dell’IPP per l’AMI combinato con le caratteristiche climatiche e logistiche costituiscono un felice connubio per la valorizzazione turistica dell’AMI.

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