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Calcio e violenza - l'evoluzione del teppismo calcistico in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Cavazzoni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Pier Paolo Giglioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 31

“Hooligans” in Inghilterra e Germania, “siders” in Belgio e Olanda, “ultras” in Italia, Francia e ex-Jugoslavia: sono nomi diversi, ma indicano tutti quella generazione di giovani tifosi violenti che turbano da tempo le domeniche calcistiche di mezza Europa. Nel nostro paese la comparsa di questo tipo di tifosi risale agli inizi degli anni Settanta, quando hanno fatto apparizione sugli spalti degli stadi di Milano, Genova e Roma i primi striscioni. E da lì il fenomeno si è sviluppato, ha percorso diverse tappe ed è arrivato sino ai giorni nostri presentando caratteristiche altamente differenti rispetto a quelle che presentava in origine.
Esistono diversi studi sul tema. Numerosi sociologi si sono occupati della violenza negli e fuori dagli stadi e del teppismo legato al calcio. C’è chi tenta di dare spiegazioni, c’è chi tenta di analizzare, c’è chi tenta di risolvere quello che ormai è diventato un problema non solo di ordine pubblico ma anche di aggregazione sociale.
Ma è bene subito chiarire cosa si intende per violenza calcistica. Con questa espressione ci si riferisce a due fenomeni ben distinti tra loro sul piano dei comportamenti: da un lato le intemperanze di vario tipo commesse dai normali spettatori di calcio all’interno degli stadi nel corso delle partite praticamente parte integrante da sempre dell’atmosfera da stadio e, dall’altro, il teppismo calcistico in senso stretto, ovvero quella forma di violenza tra giovani spettatori che in Inghilterra, dove è apparsa per la prima volta su larga scala, ha preso il nome di football hooliganism e che può essere definita come l’insieme di atti di vandalismo e di aggressione sistematica, in molti casi anche cruenta, che in occasione degli incontri di calcio particolari gruppi giovanili di tifosi compiono ai danni di analoghi gruppi avversari, sia dentro che fuori dagli stadi. E questo secondo tipo di violenza è incontestabilmente collegato, nel nostro paese, alla nascita dei gruppi giovanili di tifosi noti con il nome di ultras.
Vediamo quindi di tracciare una storia del movimento, a partire dalle origini fino ad arrivare ai giorni nostri.

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3 INTRODUZIONE “Hooligans” in Inghilterra e Germania, “siders” in Belgio e Olanda, “ultras” in Italia, Francia e ex-Jugoslavia: sono nomi diversi, ma indicano tutti quella generazione di giovani tifosi violenti che turbano da tempo le domeniche calcistiche di mezza Europa. Nel nostro paese la comparsa di questo tipo di tifosi risale agli inizi degli anni Settanta, quando hanno fatto apparizione sugli spalti degli stadi di Milano, Genova e Roma i primi striscioni. E da lì il fenomeno si è sviluppato, ha percorso diverse tappe ed è arrivato sino ai giorni nostri presentando caratteristiche altamente differenti rispetto a quelle che presentava in origine. Esistono diversi studi sul tema. Numerosi sociologi si sono occupati della violenza negli e fuori dagli stadi e del teppismo legato al calcio. C’è chi tenta di dare spiegazioni, c’è chi tenta di analizzare, c’è chi tenta di risolvere quello che ormai è diventato un problema non solo di ordine pubblico ma anche di aggregazione sociale. Ma è bene subito chiarire cosa si intende per violenza calcistica. Con questa espressione ci si riferisce a due fenomeni ben distinti tra loro sul piano dei comportamenti: da un lato le intemperanze di vario tipo 1 commesse dai normali spettatori di calcio all’interno degli stadi nel corso delle partite praticamente parte integrante da sempre dell’atmosfera da stadio e, dall’altro, il teppismo calcistico in senso stretto, ovvero quella forma di violenza tra giovani spettatori che in Inghilterra, dove è apparsa per la prima volta su larga scala, ha preso il nome di football hooliganism e che può essere definita come l’insieme di atti di vandalismo e di aggressione sistematica, in molti casi anche cruenta, che in occasione degli incontri di calcio particolari gruppi giovanili di tifosi compiono ai danni di analoghi gruppi avversari, sia dentro che fuori dagli stadi. E questo secondo tipo di violenza è incontestabilmente collegato, nel nostro paese, alla nascita dei gruppi giovanili di tifosi noti con il nome di ultras. Vediamo quindi di tracciare una storia del movimento, a partire dalle origini fino ad arrivare ai giorni nostri. 1 Quell’insieme di comportamenti violenti del pubblico che nulla hanno a che vedere con gli scontri tra tifoserie avversarie, ma hanno invece oggetto i protagonisti del calcio giocato (arbitri, calciatori..). Questi atti sono molto meno cruenti degli episodi di teppismo, dal momento che difficilmente hanno conseguenze gravi per le persone coinvolte, e non hanno un carattere programmato, giacché in genere sono riconducibili al clima emotivo di eccitazione provocato dall’evento sportivo. Si considerano atti di questo tipo le invasioni di campo individuali, il lancio di oggetti in campo, le aggressioni all’arbitro, gli assalti ai pullman.

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