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Deflessione di N.E.O. (Near Earth Objects) in rotta di collisione con la Terra

I corpi celesti che orbitano nella zona dei pianeti interni del sistema solare sono complessivamente noti con il nome di NEO (Near Earth Objects). Naturalmente proprio perché orbitano nella stessa zona dove si trova il nostro pianeta possono rappresentare una fonte di rischio. Poiché le orbite di questi oggetti intersecano quella terrestre è teoricamente possibile una collisione con la Terra, con conseguenze che dipendono dalle dimensioni dell’asteroide e dalla sua composizione e che possono andare da semplici disintegrazioni ad alta quota (cioè il caso più comune) fino a catastrofi planetarie con mutamenti drastici dell’intero ecosistema terrestre ed estinzioni di massa. Diversamente da altri tipi di catastrofi naturali gli impatti asteroidali possono essere previsti e, come vedremo, prevenuti.L’efficacia di questi metodi dipende dalla grandezza dell’asteroide: per corpi di piccole dimensioni (minori di 100 m) la strategia più efficace si è rivelata l’utilizzo di masse impattanti, mentre per corpi più grandi sono più efficaci i metodi basati sulla radiazione nucleare.
In ogni caso viene da porsi il problema della sicurezza di queste tecniche: usando metodi fortemente energetici si corre infatti il rischio di frammentare l’asteroide senza diminuire la sua pericolosità.
È dunque importante sviluppare strategie di prevenzione e testare la loro efficacia.

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3 Introduzione. I corpi celesti che orbitano nella zona dei pianeti interni del sistema solare sono complessivamente noti con il nome di NEO (Near Earth Objects). Naturalmente proprio perché orbitano nella stessa zona dove si trova il nostro pianeta possono rappresentare una fonte di rischio. Alcuni NEO sono asteroidi provenienti dalla fascia asteroidale, mentre altri sono comete di corto periodo. A seconda della loro orbita, i NEO sono classificati in 3 gruppi: ξ Amor (dall’asteroide 1221 Amor, il primo scoperto di questo tipo) se il loro perielio è compreso tra 1 e 1.3 UA ξ Apollo (da 1862 Apollo) se il semiasse è maggiore di 1UA ma la distanza perieliaca è minore di 1UA ξ Aten (da 2062 Aten) se il semiasse è minore di 1 UA e la distanza afeliaca maggiore di 1 Gli oggetti di tipo Amor possono teoricamente incontrare la Terra quando essa si trova all’afelio. Poiché le orbite di questi oggetti intersecano quella terrestre è teoricamente possibile una collisione con la Terra, con conseguenze che dipendono dalle dimensioni dell’asteroide e dalla sua composizione e che possono andare da semplici disintegrazioni ad alta quota (cioè il caso più comune) fino a catastrofi planetarie con mutamenti drastici dell’intero ecosistema terrestre ed estinzioni di massa. Come si può vedere in figura 2, gli asteroidi più grandi hanno minore frequenza di impatto: oggetti con diametro maggiore di 1 Km incontrano il nostro pianeta una volta ogni 6 10 anni, mentre oggetti più piccoli (100-500 m di diametro) hanno frequenza di impatto molto maggiore (uno ogni 35 10 10 anni). Fig. 1. Schema delle orbite dei tre tipi di asteroidi.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Simone Lotti Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 483 click dal 29/01/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.