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Le valenze del lupo nel mondo romano. Periodo arcaico ed età repubblicana

La ricerca su Valenze del lupo nel mondo romano, concentrata sul periodo monarchico e repubblicano, è finalizzata all’indagine di un tema, quello del lupo nel mondo romano, già oggetto di numerosi studi che hanno riguardato in alcuni casi la raccolta e l’analisi filologica delle fonti storiche, in altri la catalogazione di materiali figurati e la loro analisi iconografica e iconologica, in altri ancora l’interpretazione in chiave religiosa e socioculturale. Ne deriva che l’argomento non è mai stato trattato in maniera organica, sulla base cioè dell’utilizzo integrato di fonti storiche, documentazione archeologica e analisi comparativa, strumenti che solo se utilizzati insieme riescono a dare del problema un quadro esaustivo. Non basta. Poiché l’oggetto in esame, il lupo, non costituisce un’entità astratta, bensì un’entità reale, oggetto di approfonditi studi nel campo della zoologia, si ritiene opportuno partire dai dati scientifici relativi a tassonomia, distribuzione, morfologia e etologia per stabilire corrispondenze con i dati messi a disposizione dalla ricerca storica. A questo tipo di approccio è da riferire anche l’analisi della licantropia come forma di delirio di origine neurologica, secondo la classificazione della medicina moderna, ma così interpretata già a partire da Galeno.
La ricerca, che si avvale anche di fonti e testimonianze che esorbitano il periodo prescelto qualora si tratti di espressioni che possano essere riferite a tradizioni antiche, si articola in tre parti.
La prima, costituita dalla raccolta della documentazione, dove si analizza il lupo con i dati messi a disposizione dalla scienza moderna; si procede alla raccolta delle fonti sul lupo nel mondo romano, con particolare approfondimento degli episodi legati al lupo e relativi alla leggenda di fondazione della città di Roma, l’analisi del complesso dei Lupercalia e dei racconti e degli eventi prodigiosi che, nell’ambito del periodo indagato, presentano una connessione con il lupo. La fase di documentazione è completata dall’analisi topografica dei luoghi che, nella città di Roma, presentano una relazione con il lupo o con i rituali ad esso collegati nonché dall’analisi di materiali figurati significativi.
La seconda parte riguarda la comparazione e si occupa di verificare le valenze del lupo nel mondo indoeuropeo, con un’attenzione particolare all’area occupata da popolazioni elleniche, per la quale si registrano il maggior numero di fonti, e, tra gli altri popoli, alla presenza del tema in questione presso gli Etruschi, ma senza tralasciare indicazioni utili che possono provenire da altre culture, anche da quelle non direttamente in contatto con il mondo romano, ma originate dallo stesso sostrato.
L’ultima fase della ricerca riguarda l’analisi dei dati raccolti.

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6 INTRODUZIONE La ricerca su Valenze del lupo nel mondo romano, concentrata sul periodo monarchico e repubblicano, è finalizzata all’indagine di un tema, quello del lupo nel mondo romano, già oggetto di numerosi studi che hanno riguardato in alcuni casi la raccolta e l’analisi filologica delle fonti storiche, in altri la catalogazione di materiali figurati e la loro analisi iconografica e iconologica, in altri ancora l’interpretazione in chiave religiosa e socioculturale. Ne deriva che l’argomento non è mai stato trattato in maniera organica, sulla base cioè dell’utilizzo integrato di fonti storiche, documentazione archeologica e analisi comparativa, strumenti che solo se utilizzati insieme riescono a dare del problema un quadro esaustivo. Non basta. Poiché l’oggetto in esame, il lupo, non costituisce un’entità astratta, bensì un’entità reale, oggetto di approfonditi studi nel campo della zoologia, si ritiene opportuno partire dai dati scientifici relativi a tassonomia, distribuzione, morfologia e etologia per stabilire corrispondenze con i dati messi a disposizione dalla ricerca storica. A questo tipo di approccio è da riferire anche l’analisi della licantropia come forma di delirio di origine neurologica, secondo la classificazione della medicina moderna, ma così interpretata già a partire da Galeno. La ricerca, che si avvale anche di fonti e testimonianze che esorbitano il periodo prescelto qualora si tratti di espressioni che possano essere riferite a tradizioni antiche, si articola in tre parti. La prima, costituita dalla raccolta della documentazione, dove si analizza il lupo con i dati messi a disposizione dalla scienza moderna; si procede alla raccolta delle fonti sul lupo nel mondo romano, con particolare approfondimento degli episodi legati al lupo e relativi alla leggenda di fondazione della città di Roma, l’analisi del complesso dei Lupercalia e dei racconti e degli eventi prodigiosi che, nell’ambito del periodo indagato, presentano una connessione con il lupo. La fase di documentazione è completata dall’analisi topografica dei luoghi che, nella città di Roma, presentano una relazione con il lupo o con i rituali ad esso collegati nonché dall’analisi di materiali figurati significativi. La seconda parte riguarda la comparazione e si occupa di verificare le valenze del lupo nel mondo indoeuropeo, con un’attenzione particolare all’area occupata da popolazioni elleniche, per la quale si registrano il maggior numero di fonti, e, tra gli altri popoli, alla presenza del tema in questione presso gli Etruschi, ma senza tralasciare indicazioni utili che possono provenire da altre culture, anche da quelle non direttamente in contatto con il mondo romano, ma originate dallo stesso sostrato. L’ultima fase della ricerca riguarda l’analisi dei dati raccolti. Nella prima parte è innanzitutto analizzato il lupo come entità biologica, secondo i più recenti risultati degli studi zoologici: si tratta di un contributo a carattere prettamente scientifico, che si rivelerà utile ai fini di un’interpretazione originale delle problematiche analizzate. A questo tipo di approccio è da riferire anche l’excursus sull’interpretazione della licantropia nella medicina, dall’età romana ai giorni nostri. L’analisi delle fonti riguarda in primo luogo la presenza del lupo nell’ambito della leggenda di fondazione, in particolare la lupa che allatta i gemelli, la lupa Acca Larenzia (presente sia nel ciclo romuleo che in quello erculeo), e l’istituzione dei Lupercalia. Per una maggiore completezza vengono segnalati sinteticamente anche casi analoghi alla leggenda di Romolo e Remo, riguardanti l’esposizione e l’allattamento prodigioso di gemelli, e le versioni alternative alla vulgata, con le principali

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Dipartimento di Storia

Autore: Nadia Canu Contatta »

Composta da 339 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.