Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Revisione della diagnosi psichiatrica. Studio negli archivi dell’Ospedale Neuropsichiatrico Provinciale di Collemaggio, L’Aquila 1890-1990

“Molto spesso il disturbo mentale è l’unica libertà rimasta a chi non ha libertà; il modo di capire di chi non è stato messo in grado di capire altrimenti; l’unico potere di chi è senza potere; l’unica verità che rimane al soggetto emarginato, al quale la società nega ogni valore.”(G. Jervis ,1975)


RICERCA SUL CAMPO:
Evoluzione delle diagnosi Psichiatriche 1880- 1990, nell’ Ex Manicomio di Collemaggio,L’Aquila
Uno degli obiettivi della ricerca è stato quello di analizzare in tre differenti periodi storici nel corso del 1900 nell’ambito delle diagnosi psichiatriche attribuite a pazienti psichiatrici ricoverati all’interno della struttura manicomiale di Collemaggio, L’Aquila.
I dati sui quali ho lavorato derivano da una campionatura casuale da me effettuata su una popolazione di 528 individui, divisi per sesso e periodo storico differente.
Per ogni periodo storico perso in considerazione, 1880-1930,1930-1960 e 1970-1990 ho esaminato quindi una popolazione di 176 casi, 88 di sesso femminile 88 di sesso maschile, classificandone le diagnosi attribuite.



Risultati Finali della Ricerca .
In conclusione, riassumendo tutti i dati emersi dalla ricerca sul Campo effettuata nell’ arco temporale 1880-1990,posso concludere e evidenziare che nei diversi periodi storici analizzati, 1880-1930, 1930-1960,1960-1990, corrispondono tre differenti diagnosi Psichiatriche prevalenti, che dominano in percentuale molto alta,ogni periodo storico.
La diagnosi dominante del primo periodo storico ,1880-1930, è nelle donne,quella di Eccitamento allucinatorio ,15% unita a quella di Eccitamento confusionale Maniaco 12,5%con l’alta percentuale totale del 27,5 %;per gli uomini invece,la dominante è quella di Imbecillità e Pazzia Mentale 14,5%; inoltre risulta molto caratteristica dell’ epoca,omogenea in entrambi sessi la diagnosi di Demenza nella accezione Kraepeliniana (15,8 % nelle donne e 13,5% negli uomini).

Nel secondo Periodo storico analizzato ,la diagnosi prevalente , sia per quanto riguarda le pazienti di sesso femminile con il 27%,che i pazienti di sesso maschile con il 28,5%,è quella di Schizofrenia ,diagnosi nata dalla rivisitazione Bleuleriana nel 1912 ,della Demenza Precox di Kraepelin.


Nel terzo ed ultimo periodo storico analizzato,più vicino a noi, e, soprattutto , a cavallo della riforma Psichiatrica nata dalla Legge Basaglia ,la patologia con maggiore incidenza sulle diagnosi rilevate in entrambi i sessi ,risulta infine,e quella di Depressione ,con un 22,7 % legato alle donne e il 25% relativo alle diagnosi maschili.


Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE “Molto spesso il disturbo mentale è l’unica libertà rimasta a chi non ha libertà; il modo di capire di chi non è stato messo in grado di capire altrimenti; l’unico potere di chi è senza potere; l’unica verità che rimane al soggetto emarginato, al quale la società nega ogni valore.”(G. Jervis ,1975) Così scriveva nell’ ormai lontano 1975, Giovanni Jervis 1 ,sulle orme di Franco Basaglia. Inizierei con una serie di domande, semplici nella loro formulazione, ma altrettanto complesse e profonde nella loro essenza. Cos’è la malattia mentale? E soprattutto, dove si trova quel sottile limbo che separa quella che è la presunta “normalità” dalla patologia psichiatrica? E’ possibile che l’uomo nel corso dei secoli sia riuscito ad ingabbiare se stesso,la propria anima,la propria fantasia ,creatività, all’interno di caselle opache che prendono il nome di diagnosi psichiatriche? Queste etichette,spesso generiche ed omologanti, a tratti riduttive ,sono state investite nel corso della storia , di un potere enorme e pericoloso, un potere di pochi, capace di decidere le sorti di persone, esistenze,che, una volta intrappolate alla stregua di etichette diagnostiche, cadevano nell’oblio più totale, private perfino del loro “essere persone”. 1 G.Jervis, Manuale Critico di Psichiatria Feltrinelli, 1975

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Emanuela Belfiglio Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 746 click dal 31/01/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.