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Giuseppe Pinelli. Una finestra sul cortile della contestazione

Informazioni tesi

  Autore: Luca Preziusi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Vincenzo Robles
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

La tesi sintettizza gli anni della contestazione, partendo dagli episodi del 1968 che si proiettarono negli anni di piombo, dominati dal terrorismo bombarolo. L'episodio che viene trattato nella tesi è la morte del ferroviere anarchico, Giuseppe Pinelli. Il 12 dicembre 1969, in piazza Fontana a Milano, all'interno della Banca dell'Agricoltura, scoppia una bomba. 16 morti e 86 feriti. Lo scopo degli attentatori era probabilmente quello di creare una situazione di caos, che avrebbe di conseguenza creato forti polemiche politiche, accuse reciproche, congetture e ipotesi di copertura dei reali colpevoli. Nessuna delle vittime era un artefice o un protagonista della contestazione o rappresentante del sistema, erano tutti clienti della banca: coltivatori diretti, fittavoli e imprenditori agricoli della provincia. Con piazza Fontana cominciò una nuova e misteriosa strategia: quella del massacro degli innocenti, ordito per fini politici. L'anarchico Pinelli fu fermato dal commissario Luigi Calabresi, come sospettato numero uno della strage. Misteriosamente il commissario si fece seguire in questura da Pinelli in motorino, forse a testimonianza di una fiducia reciproca. Ma dopo tre giorni d'interrogatorio senza sosta, Giuseppe Pinelli precipita dal quarto piano della questura di Milano. Suicidio? Omicidio?...no.."Malore attivo" scrisse la sentenza firmata dal giudice D'Ambrosio. Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico, affacciatosi alla finestra per fumare una sigaretta, ebbe un malore improvviso e precipitò. La storia si chiuse nel1975, ma con molte pagine bianche, con molti buchi storici e di cronaca. I compagni anarchici di Pinelli non credettero mai alla sentenza. La tesi, attraverso un'indagine giornalistica, prova a fare un pò di luce...laddove se ne possa ancora fare.

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3 INTRODUZIONE Le autorità di Pubblica sicurezza di Milano, la notte del 15 dicembre 1969, annunciarono che un certo Giuseppe Pinelli, ferroviere, quarant’anni, noto anarchico milanese, era precipitato dalla finestra del quarto piano della questura. L’anarchico era stato fermato nell’ambito dell’inchiesta su una bomba che tre giorni prima era scoppiata in piazza Fontana all’interno della Banca dell’Agricoltura. Le autorità parlarono subito di suicidio. Perché non credere alle autorità? Cosa c’era di strano in un anarchico, che sentitosi scoperto preferì il suicidio? Anche l’autore materiale della strage, Pietro Valpreda, era stato arrestato, ormai non c’era scampo, gli autori della strage erano stati arrestati, e con quale tempestività! Probabilmente nulla di strano, se non fosse che troppe cose non coincidevano tra i vari riscontri e le testimonianze effettuate durante le istruttorie relative al caso. La morte dell’anarchico avvenne in un periodo di fortissime tensioni sociali; la fine degli anni sessanta aveva visto l’Italia tra i partecipanti attivi di quelle contestazioni che caratterizzarono l’intero decennio tra gli anni sessanta e

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