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Il Nuovo Rapporto Banca-Impresa dopo Basilea 2

Basilea 2 rappresenta principalmente, ma non esclusivamente, la revisione delle modalità di calcolo del "coefficiente di solvibilità" che è uno degli strumenti della vigilanza prudenziale. Questo Accordo focalizza in particolare l'attenzione sul rischio di credito, da sempre l'elemento critico nella gestione delle banche, l'oggetto principale dell'azione di vigilenza ed il fattore originario tipico delle crisi delle banche.
Basilea 2 è un accordo internazionale sui requisiti patrimoniali degli istituti di credito, a seguito del quale le banche dei paesi aderenti dovranno accantonate quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai rapporti di credito assunti.
Basilea 2 è una normativa estremamente complessa e fissa solo le linee guida, lasciando ampia scelta alle banche quanto alle metodologie e ai che portano alla definizione del rating.

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INTRODUZIONE Il “grado di capitalizzazione”di un’impresa è il rapporto tra il capitale proprio e un aggregato indicativo del volume dei debiti contratti, oppure della dimensione aziendale (ad esempio il totale dell’attivo). Per le imprese non finanziarie il livello minimo del rapporto di capitalizzazione non è di norma definito in via regolamentare, bensì è determinato dai condizionamenti che terzi soggetti (ad esempio i creditori, e, in particolare, le banche) sono in grado di esercitare sull’impresa. Per le banche, invece, il quadro normativo si spinge sino a definire le regole di “adeguatezza patrimoniale”. Nel corso degli ultimi quindici anni, tale concetto si è evoluto dal semplice rapporto tra capitale e attivo della banca, al rapporto tra capitale e rischi da essa assunti. I motivi che spingono a regolamentare il livello minimo di capitalizzazione delle banche risiedono nel concetto di “vigilanza prudenziale”, a sua volta parte della più ampia “vigilanza” sulle istituzioni bancarie e finanziarie. Le disposizioni di natura prudenziale non intervengono sulla struttura del mercato: esprimono delle regole del gioco che riguardano il come si opera nel mercato stesso; gli strumenti di vigilanza assumono la forma di criteri di gestione cui gli intermediari devono attenersi, finalizzati al controllo ed alla delimitazione dei rischi. Questo è importante per capire che, mentre il fallimento di un'impresa non finanziaria, nonostante i danni che può arrecare a molti soggetti, in genere non 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Valeria Caprio Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4617 click dal 04/02/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.