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Democrazia partecipativa: le elezioni primarie

La scelta dei candidati alle cariche pubbliche elettive rappresenta uno dei momenti più rilevanti all'interno della vita sociale e politica di uno Stato e la selezione attraverso il sistema delle elezioni primarie, funge da rottura con gli antichi sistemi elitari, aprendo nuovi scenari nel quadro politico-istituzionale.
Le recenti e numerose esperienze italiane, soprattutto in seno al centrosinistra e l'alta affluenza degli elettori denotano l'impellente bisogno di una più ampia partecipazione democratica da parte dei cittadini e la necessità di cambiamento che si avverte nel panorama nazionale.
Il dibattito sull'eventualità di adottare, per legge, l'istituto delle elezioni primarie è in atto ormai da qualche anno: con la prima legge italiana, emanata dalla Regione Toscana, si sono mossi i primi passi, ma la strada da percorrere è ancora lunga e difficile.
Un dialogo serio e chiaro è necessario: toccherà poi al legislatore decidere il da farsi, ma sarà impossibile non ascoltare le richieste dei cittadini.

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3    Introduzione      Il ricorso alle primarie.    L’elezione dei membri di un Parlamento o dei  componenti di un qualsiasi  Consiglio,  sia esso  regionale, provinciale o  comunale,  rappresenta uno dei  momenti  più  rilevanti  all’interno  della  vita  sociale  e  politica  di  uno  Stato  democratico,  in quanto  gli  eletti  saranno  chiamati  a  fungere da portavoci  della volontà dei cittadini che  li hanno sostenuti, va da sé che,  la selezione  dei  candidati  alle  cariche  pubbliche  elettive,  si  presenta  come  una  delle  funzioni più  importanti e difficili,  tra quelle svolte dai partiti politici  in una  Democrazia.  La  stragrande  maggioranza  dei  candidati  a  cariche  pubbliche  elettive  è  ancora  selezionata,  nelle  democrazie  contemporanee,  attraverso  i  tradizionali  accordi  tra  le  élite  di  partito,  che  nel  corso  degli  anni  sono  diventate  “reali  gruppi  di  potere,  che  si  propongono  come  delle  entità  completamente separate dalla società”. 1   I partiti  tendono così ad attuare un processo di chiusura verso  l’esterno a  favore dei propri interessi e di quelli dei piani dirigenziali del partito stesso.  Nella  millenaria  evoluzione  del  concetto  di  Democrazia,  un’idea  si  è  cristallizzata fin dall’antichità, ovvero  l’immagine che grazie a questa forma  di governo, il potere sia in mano al popolo.  Non  si  vuole  certamente  dimostrare  il  contrario, ma  sarebbe  utile  capire  quali sono  i  limiti di una tale affermazione, sarebbe  interessante conoscere  se  ci  si  trovi veramente al  cospetto di un popolo governante o  se non  sia  solo un mero potere effimero.                                                                   1  Silvio Gambino, Elezioni Primarie e rappresentanza politica , Rubbettino 1995, p.25. 

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Donato Toscano Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.