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Monitoraggio Neurofisiologico in corso di TEAP (tromboendoarterectomia polmonare)

Il monitoraggio intraoperatorio è divenuto sempre più importante per coadiuvare il chirurgo nell’espletamento di diversi interventi;contribuire, tramite questo monitoraggio, a migliorare sempre più le procedure chirurgiche significa offrire una gestione del paziente sempre più corretta e, per quanto possibile, priva di rischi. La TEAP (tromboendoarterectomia polmonare) si pone come intervento risolutivo per i soggetti affetti da ipertensione polmonare tromboembolica cronica. La procedura è decisamente lunga, complessa, altamente invasiva e a dir poco rischiosa per il paziente; viene istituita la circolazione extracorporea, il soggetto viene posto nella condizione di arresto cardiocircolatorio e con l'ipotermia spinta raggiunge i 20°C circa. I farmaci usati nel protocollo anestesiologico insieme alle procedure instaurate, s'eppur assolutamente necessari, espongono il paziente ad elevatissimi rischi. Il tecnico di neurofisiopatologia, durante tutto l'intervento di TEAP, coadiuva l'equipe chirurgica tramite, appunto, il monitoraggio neurofisiologico. Questo consta nella registrazione di un tracciato elettroencefalografico e nella rilevazione dell'ossimetria cerebrale transcranica (saturazione regionale cerebrale d'ossigeno - rSO2). Nell'intervento di TEAP i cicli di arresto cardiocircolatorio vengono alternati a cicli di riperfusione; il monitoraggio neurofisiologico aiuta ad indicare il momento ottimale al quale iniziare i vari cicli di arresto e riperfusione e quindi a rendere più sicuro l'intervento cercando di prevenire i possibili danni recati al paziente da una procedura così altamente invasiva.

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5 Introduzione I nuovi sviluppi delle tecniche diagnostiche e chirurgiche consentono di eseguire interventi sempre più delicati. D’altra parte si è sempre meno disposti ad accettare gli effetti collaterali e le sequele, soprattutto di origine neurologica, di un intervento chirurgico. Da queste nuove emergenze cliniche nasce la necessità di tutelare il paziente dai potenziali rischi di sofferenza nervosa. Lo strumento per perseguire questo scopo è il monitoraggio delle funzioni nervose durante l’intervento chirurgico. Gli scopi principali di un monitoraggio in sala operatoria sono: 9 supportare al meglio il chirurgo in alcuni suoi comportamenti 9 confermare o correggere determinate strategie

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Davide Vaccino Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.