Skip to content

I diritti di controllo degli azionisti nel sistema italiano di corporate governance

Informazioni tesi

  Autore: Luana Segatto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Clara Graziano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

Negli Stati Uniti molto forte è stato l’impatto che hanno avuto lo scandalo della “Enron” e di numerose altre società di grosse dimensioni, tra le quali anche la più grande società di revisione al mondo, la “Arthur Andersen”. Anche l’Italia non è stata esclusa dal fenomeno, nonostante l’assoluta prevalenza di un capitalismo a base familiare, dove l’imprenditore esercita quasi sempre un controllo diretto sulla gestione dell’azienda. Soprattutto i casi “Cirio” e “Parmalat”, due società operanti nel settore agroalimentare, hanno colpito molto l’attenzione pubblica. Ne è scaturito un ampio dibattito circa l’efficacia del nostro sistema di controlli sui mercati finanziari. Questi scandali societari (americani ed europei) hanno fatto sì che, i meccanismi di controllo interno alle società, l’operato dei soggetti addetti al controllo esterno (società di revisione, banche di investimento, ecc.), l’azione esercitata dalle Autorità di Vigilanza in tutti i Paesi fossero messi sotto attenta analisi. In tutti i Paesi ed anche in Italia si sono intraprese misure di riordino della disciplina societaria e dei mercati finanziari. Elemento centrale di questo elaborato risulta essere il “problema della separazione tra proprietà e controllo”. Questo specifico problema è stato analizzato dalle teorie dell’impresa basate sui conflitti di interessi. Tali teorie presuppongono l’esistenza di divergenze di obiettivi tra i diversi soggetti che compongono l’impresa e la necessità che tali divergenze siano regolate attraverso gli accordi negoziali che legano tra loro questi soggetti. I rapporti tra i soci e gli amministratori, che si inquadrano all’interno del classico “rapporto di agenzia” nel quale l’amministratore è agente del socio suo mandante (principale), possono essere problematici proprio per tali divergenze di interessi. Al contempo, tali conflitti possono far nascere un’alleanza tra amministratori e dipendenti. Infatti, se i soci aspirano alla massimizzazione dei profitti, gli amministratori e i dipendenti tenderanno a perseguire i propri interessi personali e potranno essere motivati solo attraverso adeguati sistemi di incentivazione. Un’altra divergenza di interessi può sorgere tra il socio di controllo e quelli di minoranza (che diventano i principali) quando il primo, anche attraverso l’azione degli amministratori da questi strettamente controllati e l’influenza esercitata sugli organi di controllo (revisori e sindaci), storni a suo favore opportunità e risorse aziendali, con possibili effetti negativi nei confronti dei creditori. La funzione di controllo, nasce proprio dall’esigenza che chi gestisce l’impresa lo faccia correttamente e nell’interesse del principale. La funzione di controllo viene ad essere svolta da diversi soggetti, però, lo scopo finale del controllo, da chiunque venga posto in essere, è sempre la verifica dell’attività del gestore. Il controllo deve sempre tendere a dare al principale, o agli organi chiamati ad agire per suo conto, informazioni che sono funzionali all’esercizio dei poteri di cui sono forniti e, in ultima istanza, all’esercizio del potere di nomina e revoca dei gestori. Per dare un esempio, ho riportato un’analisi sull’informativa dei sistemi di controllo interno proposta dall’Associazione Italiana Internal Auditors e Protiviti S.r.l. – Indipendent Risk Consulting; nella quale la maggior parte delle imprese a campione (riferite a differenti settori: bancario, assicurativo, industriale, energy & utilities, media & communications, commercio e servizi) sono risultate attive nell’applicazione dei principi del nuovo Codice di Autodisciplina (modificato nell’anno 2006) anche se molte risultano essere ancora in corso di adeguamento. Importante è l’analisi sul sistema di governo delle società italiane (quotate e non quotate) in questi ultimi 15 anni. Il sistema italiano è caratterizzato da alta concentrazione della proprietà, da abbondante presenza (sia nel passato che oggi) di strutture piramidali (strumento di separazione tra proprietà e controllo), e da un nuovo strumento per il controllo delle imprese (le cosiddette coalizioni o patti di sindacato). In questa analisi si è introdotto anche il concetto di “gruppi quotati”. L’identificazione di questi gruppi consente un’analisi più efficace delle caratteristiche economiche e delle dimensioni delle imprese quotate in Borsa. Oggi si osserva una più bassa concentrazione della proprietà, un uso meno intenso delle strutture piramidali ed una più alta percentuale di aziende controllate attraverso le coalizioni. Alla fine il ruolo svolto dai gruppi piramidali e il peso maggiore delle coalizioni sembrano suggerire una maggiore instabilità del controllo e quindi una maggiore contendibilità potenziale.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE In questi ultimi anni il tema della “Corporate Governance”, cioè quell’insieme di norme e regole di condotta che disciplinano l’amministrazione dell’impresa, è divenuto di grande attualità in tutto il mondo. Negli Stati Uniti molto forte è stato l’impatto che hanno avuto lo scandalo della “Enron” e di numerose altre società di grosse dimensioni, tra le quali anche la più grande società di revisione al mondo, la “Arthur Andersen”. Anche l’Italia non è stata esclusa dal fenomeno, nonostante l’assoluta prevalenza di un capitalismo a base familiare, dove l’imprenditore esercita quasi sempre un controllo diretto sulla gestione dell’azienda. Soprattutto i casi “Cirio” e “Parmalat”, due società operanti nel settore agroalimentare, hanno colpito molto l’attenzione pubblica. Ne è scaturito un ampio dibattito circa l’efficacia del nostro sistema di controlli sui mercati finanziari. Questi scandali societari (americani ed europei) hanno fatto sì che, i meccanismi di controllo interno alle società, l’operato dei soggetti addetti al controllo esterno (società di revisione, banche di investimento, ecc.), l’azione esercitata dalle Autorità di Vigilanza in tutti i Paesi fossero messi sotto attenta analisi. In tutti i Paesi ed anche in Italia si sono intraprese misure di riordino della disciplina societaria e dei mercati finanziari. In specifico per l’Italia si è ottenuta un’ampia riforma del diritto societario (entrata in vigore il 1° gennaio 2004); una revisione del Codice di Autodisciplina per le società quotate in Borsa ed un disegno di legge che riordina i compiti delle Autorità di controllo sulle società e i mercati finanziari. Elemento centrale di questo elaborato risulta essere il “problema della separazione tra proprietà e controllo”. Questo specifico problema è stato analizzato dalle teorie dell’impresa basate sui conflitti di interessi. Tali teorie presuppongono l’esistenza di divergenze di obiettivi tra i diversi soggetti che compongono l’impresa e la necessità che tali divergenze siano regolate attraverso gli accordi negoziali che legano tra loro questi soggetti. I rapporti tra i soci e gli amministratori, che si inquadrano all’interno del classico “rapporto di agenzia” nel quale l’amministratore è agente del socio suo mandante (principale), possono essere problematici proprio per tali divergenze di interessi. Al contempo, tali conflitti possono far nascere un’alleanza tra amministratori e dipendenti. Infatti, se i soci aspirano alla massimizzazione dei profitti, gli amministratori e i dipendenti iv

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

adeguatezza sistema di controllo
asimmetrie informative
coalizioni
codice di autodisciplina
concentrazione della proprietà
corporate governance
diritti di controllo
effetti costi di agenzia
espropriazione
governo d'impresa
metodi di valutazione
monitoraggio societario attivo e passivo
partecip. banche/imprese
premio per il controllo
premio per il diritto di voto
problemi di agenzia
proprietà e controllo
sconto di minoranza
strumenti di controllo aziendali
strutture piramidali

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi