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L'impatto delle attività spaziali sovietiche sulle politiche difensive e di sicurezza USA (1957-1969)

In questo lavoro si è cercato di analizzare quale fu l'impatto delle attività spaziali sovietiche sulle politiche difensive e di sicurezza Usa nel periodo della Guerra Fredda tra il 1957 e il 1969. Dopo il 1949 l'USA perde il monopolio della bomba atomica e da qui si metterà in moto quel meccanismo di dissuasione nucleare che si concretizzerà nella dottrina del MAD (Mutual Assured Distruction). Il lancio "a sorpresa" del satellite artificiale Sputnik, nell'ottobre del 1957, fu un vero e proprio shock mondiale. Nella dissertazione tale impatto è stato analizzato da due punti di vista collegati fra loro: l'impatto politico-sociale e quello tecnico-militare. L'impatto politico-sociale è stato esaminato dal punto di vista dell'opinione pubblica (analisi giornali italiani e stranieri dell'epoca), che vedeva realizzato un sogno antico di conquista del cielo: una conquista però realizzata da parte dell'URSS che sempre era stata dipinta come arretrata, ma sicuramente tecnologicamente sviluppata. E' stato poi preso in considerazione l'impatto tecnico e militare, dedicando ampio spazio allo sviluppo delle tecnologie spaziali a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. L'URSS, ora in possesso non solo di armi nucleari, ma di vettori in grado di trasportarle nei territorio USA, costringe questi ultimi a ricalibrare e ristudiare le politiche difensive, dovendo necessariamente reagire nel breve tempo alla nuova sfida lanciata dalla Russia. La tesi dedica uno spazio alla conquista della Luna, che segna la rivencita USA nella gara alla conquista dello spazio e ad altri avvenimenti storici del periodo, quale la Crisi di Cuba e la Crisi dell'U2.

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4 Introduzione La “strana alleanza” 1 tra Stati Uniti e Unione Sovietica, una sorta di solidarietà morale ed ideologica antifascista, si disintegrò quasi subito, dopo la fine del Secondo Conflitto Mondiale. La Conferenza di Potsdam del 1945, dove si decisero le sorti della sconfitta Germania, fu l’ultimo incontro tra USA, URSS ed Inghilterra. Lo scontro, che acquisì progressivamente la fisionomia di una dichiarata ostilità, affondava le radici nella sostanziale inconciliabilità delle ideologie alla base dei due sistemi politico-economici, capitalismo e comunismo, che chiaramente ispiravano interessi geopolitici completamente opposti. All’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti erano i soli a possedere l’arma atomica, vantaggio che consentì loro di vantare una determinante superiorità militare, che si manifestava appunto nel monopolio nucleare. Dopo il 1949, quando anche l’Unione Sovietica acquisì la tecnologia atomica, si mise in moto il concetto di dissuasione nucleare, mentre la svolta decisiva si ebbe successivamente, nell’ottobre del 1957, quando l’URSS riuscì a lanciare in orbita il satellite Sputnik. L’impatto emotivo mondiale fu enorme, sia per ciò che lo spazio aveva sempre rappresentato nell’immaginario comune, sia per lo shock derivante dal fatto che tale successo era il frutto di un paese comunista, dipinto dalla propaganda occidentale come distrutto dalla guerra e senza capacità per il futuro. Lo scenario più inquietante venne dipinto da coloro che capirono il valore tecnico-militare dell’evento Spuntik: l’URSS possedeva dunque un vettore, nello specifico un ICBM 1 Bariè O., Gli Stati Uniti nel Secolo XX. Tra leadership e Guerra Fredda, ed. Marzorati, Milano, 1982, pag. 313.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Cristina Maria Antonietta Rizzelli Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.