Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Inflazione e costo della vita: una questione di prospettiva

Studi empirici condotti negli Stati Uniti durante gli anni Novanta dimostrano che l’Indice dei Prezzi al Consumo sovrastima l’aumento del costo della vita in media di 1.1 punti percentuali ogni anno. Quale risultato, nel mondo, molti Paesi stanno raffinando, per mezzo degli strumenti tecnici e statistici più moderni, il proprio Indice dei Prezzi al Consumo, al fine di disporre di una stima dell’evoluzione dei prezzi il più possibile veritiera e funzionale alle decisioni di politica economica.
Parallelamente, recenti sviluppi della teoria macroeconomica confutano con rigore la coincidenza tra aumento del costo della vita e inflazione. In tal senso, essi smentiscono l’idoneità dell’Indice dei Prezzi al Consumo (sia nella sua implementazione pre Rapporto Boskin sia nella sua implementazione più evoluta come Indice del Costo della Vita) quale stimatore del tasso di inflazione.
Questa tesi di Master si propone un duplice obiettivo. Primo, approfondire singolarmente i limiti che ancora oggi pregiudicano la capacità dell’Indice dei Prezzi al Consumo di produrre una misura precisa dell’aumento del costo della vita. Secondo, fare chiarezza sulla vera natura dell’inflazione e presentare un indice alternativo in grado, almeno teoricamente, di fornire una stima di questa patologia della moneta.

Mostra/Nascondi contenuto.
2. Analisi concettuale Come preannunciato, in questo secondo capitolo interverremo con precisione chirurgica sulla definizione canonica di inflazione, recidendo l’appendice microeconomica per conservare e valorizzare quella macroeconomica. Nello specifico, cercheremo di capire perché sia necessa- rio discriminare l’aumento dei prezzi dalla perdita del potere d’acquisto della moneta. Sebbene una prima analisi tenda ad assimilare in un unico fenomeno le due metà della de- finizione canonica di inflazione – in quanto è abbastanza intuitivo concludere che a fronte di un aumento del livello dei prezzi si produca automaticamente una diminuzione del potere d’acquisto della valuta nazionale – essa è fuorviante, siccome identifica un fenomeno macroe- conomico (a diffusione generale) come l’inflazione con un fenomeno microeconomico (a dif- fusione particolare) come il rincaro (misurato dall’IPC). Infatti, per sua stessa costruzione, l’Indice dei Prezzi al Consumo è tendenzialmente un Indice del Costo della Vita (ICV), 1 una fotografia numerica ponderata per i gusti e le abitudini degli agenti economici in un determi- nato momento storico, la quale, oltre a non essere esaustiva siccome considera solo talune merci, non fornisce alcuna informazione sul rapporto tra moneta e prodotto nazionale, che, come vedremo, è essenziale per valutare l’eventuale svilimento dell’unità monetaria. Pertanto, se è nostra intenzione comprendere a fondo l’inflazione, dobbiamo anzitutto prendere co- scienza della forza perniciosa e immensa di cui essa è depositaria, una forza che si spande sull’insieme dei mercati e non soltanto su alcuni di essi. 2 Ciò porta a distinguerla in maniera netta dall’aumento dei prezzi, il quale semmai ne è la conseguenza ma giammai la causa. In realtà si riscontrano delle situazioni in cui i prezzi rimangono stabili (o addirittura diminui- scono) nonostante la presenza di inflazione, e delle situazioni in cui l’aumento dei prezzi non è affatto di natura inflazionistica. Un’esemplificazione dell’uno e dell’altro caso può essere utile. Caso 1: prezzi stabili (o in diminuzione) nonostante la presenza di inflazione In generale, si è unanimi nell’affermare che il progresso tecnico consente l’aumento della produttività e la riduzione dei costi unitari di produzione, permettendo così alle aziende di ri- durre i prezzi di vendita senza intaccare il loro margine di profitto. Pertanto, qualora si assi- 1 Torneremo sulle differenze tra IPC e ICV (in inglese ‘COLI’ = ‘Cost of Living Index’) nella sezione 2.5.  2 ‘[The] analysis of the inflationary process must involve the study of the whole economic system and not just of one or two markets in isolation’ (Laidler e Parkin, 1975, p. 796). 

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Maurizio Rotanzi Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1140 click dal 26/02/2008.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.