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Relazioni, comunicazione e utilizzo del tempo: i giovani e la telefonia mobile

Informazioni tesi

  Autore: Elena Mastio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Donatella Pacelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

Questa tesi di laurea nasce a partire da un mio personale interesse riguardante la telefonia mobile. Sono stata particolarmente colpita dalla capillare e veloce diffusione del telefono cellulare, soprattutto tra giovani e giovanissimi e ho pensato alla possibilità di indagare su questo fenomeno, non tanto in termini di marketing e pubblicità, quanto basandomi su una letteratura prettamente sociologica. La tesi vuole dunque dimostrare, partendo da un dato di fatto costituito da cifre che riguardano la diffusione del fenomeno citato, che la telefonia cellulare ha trovato un substrato su cui basarsi nella cultura postmoderna e soprattutto nella lotta dell’uomo contro il tempo che caratterizza l’epoca in cui viviamo.
Nel primo capitolo ho portato avanti un’analisi sul mondo giovanile, interessandomi, nello specifico, delle forme di aggregazione e delle cosiddette culture giovanili.
Nel secondo capitolo ho affrontato, in chiave sociologica, il discorso relativo al tempo, considerata una variabile fondamentale e costitutiva della realtà postmoderna.
Nel terzo capitolo, si analizzano i cosiddetti new media, mezzi di comunicazione che rientrano nell’ambito della Comunicazione mediata dal Computer (CMC), un processo comunicativo umano, che attraverso il computer coinvolge le persone.
Nel quarto capitolo ho portato avanti un’analisi generale riguardante il mondo della telefonia mobile. La telefonia cellulare rientra pienamente tra gli apparati di comunicazione che permettono una gestione inedita del tempo quotidiano, un tempo declinato perennemente al presente. Il cellulare permette la progressiva parcellizzazione e generalizzazione della strutturazione temporale, degli orari in cui si articola la giornata: grazie al telefonino, gli individui si pongono nella condizione di essere sempre reperibili e contattabili, a disposizione degli altri, perennemente inseriti in un tempo sociale. Inoltre, il cellulare, permette, a casa e nei luoghi spesso anonimi in cui si svolge il nostro quotidiano (ipermercati, centri commerciali, stazioni, autogrill), di ingannare il tempo.
Alla fine degli anni ‘80, quando fece la sua comparsa in Italia, il telefono cellulare era considerato uno "status symbol", prerogativa (dato gli altissimi costi di allora) di ricchi manager di successo che se ne servivano per non perdere mai i contatti con il mondo aziendale e degli affari. Il possesso di un "telefonino" era quindi riservato a pochi eletti e il suo utilizzo limitato quasi esclusivamente al mondo del lavoro; difficilmente si sarebbe potuto immaginare che questo strumento, nell’arco di un decennio, sarebbe diventato uno dei più diffusi beni di consumo collettivo.
Parlando del rapporto tra i giovani e la telefonia mobile, ho ritenuto opportuno mettere in evidenza il fatto che talvolta l’utilizzatore modifica la tecnologia. È ai giovani e agli adolescenti che si deve, per esempio, la massiccia attivazione degli SMS, del tutto inaspettata nelle aziende di telecomunicazioni. Ed è in particolare agli adolescenti che si deve l’uso creativo e altrettanto inaspettato, del cellulare, come strumento ad esempio, per comunicare senza pagare (attraverso i cosiddetti trillini o squillini).











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1 Introduzione Questa tesi di laurea nasce a partire da un mio personale interesse riguardante la telefonia mobile. Sono stata particolarmente colpita dalla capillare e veloce diffusione del telefono cellulare, soprattutto tra giovani e giovanissimi e ho pensato alla possibilità di indagare su questo fenomeno, non tanto in termini di marketing e pubblicità, quanto basandomi su una letteratura prettamente sociologica. La tesi vuole dunque dimostrare, partendo da un dato di fatto costituito da cifre che riguardano la diffusione del fenomeno citato, che la telefonia cellulare ha trovato un substrato su cui basarsi nella cultura postmoderna e soprattutto nella lotta dell’uomo contro il tempo che caratterizza l’epoca in cui viviamo. I giovani, attuali protagonisti della cellulare-mania, rientrano anch’essi pienamente in quella che Mongardini definisce la cultura del presente, un modo di essere e di comportarsi che mira a vivere pienamente il tempo presente, senza alcuna memoria riguardante il passato e senza pensieri per il futuro. Contano solo l’hic et nunc e il presente diventa l’unica dimensione esistenziale significativa per la vita delle persone. Gran parte dei giovani vive pienamente il tempo presente, senza riferimenti al passato e talvolta senza nutrire interesse o aspettative per il futuro. Questo dato risulta essere poco confortante se si tiene in considerazione l’idea comune secondo la quale ognuno è artefice del proprio futuro. Questo disincanto nei confronti di ciò che verrà si traduce in un vivere alla giornata, privo di alcuna progettualità riguardante la vita futura. Tuttavia, il mondo giovanile non si presta a facili generalizzazioni, dunque non è corretto affermare che tutti i giovani vivono appieno il presente senza interesse verso passato e futuro. Essendo, l’universo giovanile,

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