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La comunicazione politica e le sue strategie di persuasione: il caso italiano

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Pugliese
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Linguaggi dei Media
  Relatore: Alberto Bourlot
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

In questo elaborato esporrò l’evoluzione degli strumenti e delle strategie della comunicazione politica, in Italia, dal 1948 ad oggi prendendo in considerazione i fenomeni socioculturali, i fattori storici e le teorie legislative che la coinvolsero. Nel primo capitolo mi soffermerò sul primo cinquantennio della Repubblica Italiana, dividerò in tre fasi caratterizzate da una differente concezione del ruolo del fruitore, da diverse strumentazioni propagandistiche, e da una dissimile struttura organizzativa del partito. In questo modo, partendo dall’immediato dopoguerra in cui, a causa dello shock generato dai totalitarismi e dalla diffusione delle teorie “apocalittiche” sui mezzi di comunicazione di massa, si presupponeva che il fruitore fosse totalmente indottrinabile, si affermarono delle tipologie propagandistiche che utilizzavano ogni espediente senza alcuno scrupolo, dalla fede alla coscienza di classe, dalla speranza all’utopia, dalla satira all’invettiva. A tal punto esporrò le strategie utilizzate dai due schieramenti, le loro differenze e le loro peculiarità, dopo di che, prendendo il via dalla rivalutazione delle facoltà interpretative del fruitore che contrassegnò gli anni cinquanta, e tenendo presente l’influsso di fenomeni come il sessantotto e le battaglie per i diritti civili degli anni settanta, discorrerò sul progressivo avvicinamento della propaganda all’universo della pubblicità. Infine parlerò della deriva spettacolare che coinvolse la comunicazione politica negli anni ottanta esaminando i mutamenti radicali che interessarono gli strumenti propagandistici tradizionali - il partito, il comizio, il leader e il militante - e introdurrò una nuova metodologia comunicativa: lo spot elettorale. Nel secondo capitolo illustrerò l’evoluzione della comunicazione politica dai primi anni novanta ai giorni nostri prendendo in esame i fatti contingenti e le iniziative legislative che ne determinarono il cambiamento. Pertanto prendendo l'avvio da alcuni fatti che sconvolsero la sfera politica - Tangentopoli, l’introduzione del sistema elettorale maggioritario e la riorganizzazione della scenografia dei partiti – parlerò dell’affermazione di Publitalia nell’universo politico e di come rivoluzionò le strategie propagandistiche importando strumenti e tattiche dal mondo del marketing. Così mi occuperò della campagne elettorali del 1994 analizzando in esame gli spot elettorali e il faccia a faccia. Degli spot esaminerò le tematiche, i processi di simbolizzazione, il profilmico e i movimenti di camera; inoltre individuerò gli accorgimenti retorici presenti nei testi e nell’eloquentia corporis dell’interprete. Per quanto riguarda il faccia a faccia mi soffermerò sui processi di demonizzazione che coinvolsero “le sinistre”1e in particolare il leader della Confederazione Progressista, Achille Occhetto. In seguito, dopo aver esposto brevemente le ragioni che condussero alla caduta del governo Berlusconi e all’affermazione del “Governo Tecnico” parlerò dell’approvazione del decreto Gambino esponendone i punti essenziali e analizzerò la campagna elettorale per le elezioni politiche del 1996 evidenziando come l’affermazione di modalità comunicative più tradizionali - quali il comizio, il porta a porta e il volantinaggio - fece sì che “il rapporto contrattuale tra la logica dei media e quella del sistema dei partiti risultasse meno sbilanciato a favore dei media”2. In seguito parlerò del periodo che seguì l’abrogazione della suddetta normativa e di come il ritrovato successo degli spot nelle campagne europee del 1999 fece sì che si approvasse una nuova normativa più dettagliata della precedente, “la Legge Par Condicio”. Dunque, analizzando le campagne elettorali delle elezioni politiche del 2001, mostrerò come l’influsso della normativa abbia decretato il recupero e il trionfo di una modalità propagandistica d'altri tempi: il manifesto. In seguito, dal momento che il tema della campagna elettorale delle campagne del 2001 era costituito essenzialmente da alcune promesse, presenterò il triste esito in cui incapparono le campagne elettorali per le consultazioni comunali, regionali ed europee che si avvicendarono tra il 2004 e il 2005, le quali parevano voler convincere l’elettorato che tali promesse erano state mantenute nonostante gran parte dell’opinione pubblica la pensasse diversamente; pertanto presenterò il malcontento verso il governo uscente e le metodologie che quest’ultimo impiegò per riscattarsi agli occhi dei suoi vecchi elettori, prendendo avvio da un’alterazione del sistema elettorale che ripristinò il piccolo schermo come unico terreno di scontro. Infine, per mostrare come la campagna elettorale in epoca post-moderna sia sempre più un fenomeno permanente, parlerò della cosiddetta “Campagna delle tasse” e di come la sua prosecuzione dopo le politiche del 2006 abbia conseguito un successo nelle amministrative del 2007.


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Introduzione In questo elaborato esporrò l’evoluzione degli strumenti e delle strategie della comunicazione politica, in Italia, dal 1948 ad oggi prendendo in considerazione i fenomeni socioculturali, i fattori storici e le teorie legislative che la coinvolsero. Nel primo capitolo mi soffermerò sul primo cinquantennio della Repubblica Italiana, dividerò in tre fasi caratterizzate da una differente concezione del ruolo del fruitore, da diverse strumentazioni propagandistiche, e da una dissimile struttura organizzativa del partito. In questo modo, partendo dall’immediato dopoguerra in cui, a causa dello shock generato dai totalitarismi e dalla diffusione delle teorie “apocalittiche” sui mezzi di comunicazione di massa, si presupponeva che il fruitore fosse totalmente indottrinabile, si affermarono delle tipologie propagandistiche che utilizzavano ogni espediente senza alcuno scrupolo, dalla fede alla coscienza di classe, dalla speranza all’utopia, dalla satira all’invettiva. A tal punto esporrò le strategie utilizzate dai due schieramenti, le loro differenze e le loro peculiarità, dopo di che, prendendo il via dalla rivalutazione delle facoltà interpretative del fruitore che contrassegnò gli anni cinquanta, e tenendo presente l’influsso di fenomeni come il sessantotto e le battaglie per i diritti civili degli anni settanta, discorrerò sul progressivo avvicinamento della propaganda all’universo della pubblicità. Infine parlerò della deriva spettacolare che coinvolse la comunicazione politica negli anni ottanta esaminando i mutamenti radicali che interessarono gli strumenti propagandistici tradizionali - il partito, il comizio, il leader e il militante - e introdurrò una nuova metodologia comunicativa: lo spot elettorale. Nel secondo capitolo illustrerò l’evoluzione della comunicazione politica dai primi anni novanta ai giorni nostri prendendo in esame i fatti contingenti e le iniziative legislative che ne determinarono il cambiamento. Pertanto prendendo l'avvio da alcuni fatti che sconvolsero la sfera politica - Tangentopoli, l’introduzione del sistema elettorale maggioritario e la riorganizzazione della scenografia dei partiti – parlerò dell’affermazione di Publitalia nell’universo politico e di come rivoluzionò le strategie propagandistiche importando strumenti e tattiche dal mondo del marketing. Così mi occuperò della campagne elettorali del 1994 analizzando in esame gli spot elettorali e il faccia a faccia. Degli spot esaminerò le tematiche, i processi di simbolizzazione, il profilmico e i movimenti di camera; inoltre individuerò gli accorgimenti retorici presenti nei testi e nell’eloquentia corporis dell’interprete. Per quanto riguarda il faccia a 5

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