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Psicologia dei valori e diagnosi organizzativa - Qualità psicometriche della scala valori del w.i.s. e utilizzo dello strumento in contesti lavorativi

Informazioni tesi

  Autore: Diego Boerchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1995-96
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Massimo Bellotto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

L'automazione che ha caratterizzato l'organizzazione del lavoro in questi ultimi anni, e la brusca accelerazione impressa a questo fenomeno dall'informatizzazione, ha ridotto la quantità di lavoro disponibile e sta portando alla scomparsa di alcune professioni ed alla contemporanea nascita di nuove professionalità per le quali sarà indispensabile un continuo processo di riqualificazione.
Inoltre la richiesta di maggiore flessibilità, imposta da una domanda di mercato più fluttuante, ha condotto a un maggior bisogno di mobilità nel mercato del lavoro.
Ma la modificazione più importante, che sembra essere già in atto e che è anche frutto delle condizioni strutturali sopra menzionate, sembra essere la creazione di nuovi significati del lavoro. Il lavoro sta diventando sempre meno centrale nei vissuti delle persone. Insieme a chi continuerà a cercare nel lavoro un momento di realizzazione individuale e professionale, piuttosto che il proprio successo personale e la propria realizzazione di status, vi saranno sempre più persone altamente disancorate dal contesto lavorativo, che lavoreranno solo per ottenere quella retribuzione indispensabile per ottenere la realizzazione del Sè nel tempo della vita extra-lavorativa. Tra coloro che possono contare su protezioni familiari o sull'assistenzialismo statale, sta addirittura maturando l'idea che si possa vivere anche senza un'occupazione.
La non conoscenza di questi fenomeni e della loro profondità non è a costo zero. Si può infatti correre il rischio di fare appello a capacità e motivazioni inesistenti o diverse da quelle ipotizzate.
Ecco perché sta diventando cruciale chiedersi in che direzione sta andando il mondo del lavoro e il suo mercato.
All'interno di questo scenario, la psicologia è chiamata a risolvere problemi di due ordini. Innanzi tutto gli è chiesto di dare un suo contributo per una migliore conoscenza e comprensione dei nuovi significati del lavoro e della direzione del loro cambiamento.
Ma è chiamata anche a un altro compito, ben più gravoso, che consiste nel mettere in discussione l'utilità di alcune delle teorie e tecniche che è stata in grado di sviluppare in questo secolo e che oggi, per lo meno in alcune situazioni, risultano essere probabilmente inadatte. Mi riferisco, più specificatamente, a quelle concezioni dell'individuo e dell'organizzazione troppo statiche o legate a variabili la cui analisi può oggi fornire indicazioni utilizzabili solo nel breve periodo.

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1. INTRODUZIONE 1.1 DEFINIZIONE DEL PROBLEMA L'automazione che ha caratterizzato l'organizzazione del lavoro in questi ultimi anni, e la brusca accelerazione impressa a questo fenomeno dall'informatizzazione, ha ridotto la quantità di lavoro disponibile e sta portando alla scomparsa di alcune professioni ed alla contemporanea nascita di nuove professionalità per le quali sarà indispensabile un continuo processo di riqualificazione. Inoltre la richiesta di maggiore flessibilità, imposta da una domanda di mercato più fluttuante, ha condotto a un maggior bisogno di mobilità nel mercato del lavoro. Ma la modificazione più importante, che sembra essere già in atto e che è anche frutto delle condizioni strutturali sopra menzionate, sembra essere la creazione di nuovi significati del lavoro. Il lavoro sta diventando sempre meno centrale nei vissuti delle persone. Insieme a chi continuerà a cercare nel lavoro un momento di realizzazione individuale e professionale, piuttosto che il proprio successo personale e la propria realizzazione di status, vi saranno sempre più persone altamente disancorate dal contesto lavorativo, che lavoreranno solo per ottenere quella retribuzione indispensabile per ottenere la realizzazione del Sé nel tempo della vita extra-lavorat v . Tra coloro che possono contare su protezioni familiari o sull'assistenziali mo statale, sta addirittura maturando l'idea che si possa vivere anche senza un'occupazione.1 La non conoscenza di questi fenomeni e della loro profondità non è a costo zer . Si può infatti correre il rischio di fare appello a capacità e motivazioni inesistenti o diverse da quelle ipotizzate. Ecco perché sta diventando cruciale chiedersi in che direzione sta andando il mondo del lavoro e il suo mercato. All'interno di questo scenario, la psicologia è chiamata a risolvere problemi di due ordini. Innanzi tutto gli è chiesto di dare un suo contributo per una migliore conoscenza e comprensione dei nu vi significati del lavoro e della direzione del loro cambiamento. Ma è chiamata anche a un altro compito, ben più gravoso, che consiste nel mettere in discussione l'utilità di alcune delle teorie e tecniche che è stata in grado di sviluppare in questo secolo e che oggi, per lo meno in alcune situazioni, risultano essere probabilmente inadatte. Mi riferisco, più specificatamente, a quelle concezioni dell'individuo e dell'organizzazione troppo statiche o legate a variabili la cui analisi può oggi fornire indicazioni utilizzabili solo nel breve periodo. Ciò che deve 1Carlo Carboni, nel suo libro "Lavoro e culture del lavoro" del 1991, indica sei tipi fondamentali di senso del lavoro: neotradizionale, individualista-professionale, individualista- imprenditivo, strumentale, comunicativo e del non lavoro.

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Parole chiave

diagnosi organizzativa
lavoro
orientamento professionale
psicologia della formazione
scala dei valori professionali
test wis
work importance study values scale

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