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L’informativa obbligatoria e volontaria nelle società quotate. Un’analisi applicata alle “Offerte Pubbliche d’Acquisto”

La comunicazione economico-finanziaria costituisce, per l’azienda, uno strumento di
creazione e di diffusione del valore, in quanto, da un lato, incide sulla sua capacità di attrarre in modo stabile e duraturo risorse e consensi dall’ambiente e, dall’altro, può consentire di far apprezzare all’esterno la sua dinamica economica. Per creare e diffondere valore, l’azienda dovrebbe tendere a soddisfare il fabbisogno conoscitivo dei destinatari, compatibilmente con le esigenze di riservatezza che le strategie competitive e sociali impongono. Se la comunicazione economico-finanziaria è fondamentale nell’ordinaria gestione dell’impresa al fine di informare il pubblico degli stakeholder sull’andamento dell’attività aziendale, essa risulta ancor più cruciale nel corso di operazioni straordinarie, soprattutto se dirette a conseguire l’acquisizione del controllo di altre realtà imprenditoriali attraverso un’Offerta Pubblica d’Acquisto (OPA). Si riscontrano crescenti attese da parte degli investitori e, in generale, degli stakeholder sulla qualità e quantità delle informazioni diffuse dai soggetti emittenti. Nell’ambito di un’OPA, l’informazione comunicata alla target e agli azionisti della stessa diventa l’elemento su cui si basa la scelta di questi ultimi in merito alla proposta avanzata dall’offerente; un elemento che rappresenta un utile supporto per l’operazione, soprattutto se si tratta di un’OPA ostile che il management della target tenterà di ostacolare. Per lungo tempo, la comunicazione economico-finanziaria è stata associata, nei contenuti, all’informativa di natura contabile, fondata sulle grandezze di reddito e capitale. I rilevanti cambiamenti in atto nell’economia delle aziende, la crescita dimensionale e la globalizzazione dei mercati finanziari, che implicano più opportunità e, al contempo, una maggiore concorrenza nel processo di acquisizione di risorse finanziarie, e lo sviluppo delle comunicazioni via Internet stanno, però, dischiudendo nuovi scenari in questo ambito. Infatti, negli ultimi trenta anni si sono intensificati filoni di ricerca la cui base di partenza riposa sulla messa a fuoco dei limiti insiti nelle determinazioni di bilancio, in termini di efficacia rispetto al soddisfacimento delle attese conoscitive ascrivibili alle diverse categorie di utilizzatori. Nello scenario in cui le imprese si trovano a competere, caratterizzato da una sempre maggiore rilevanza delle risorse intangibili, dalla smaterializzazione dei processi produttivi, dalla presenza di nuove tecnologie informatiche che permettono una maggiore interazione tra i differenti attori, diventa necessario riflettere sul ruolo che ha e che potenzialmente potrebbe avere il bilancio di esercizio. Le organizzazioni internazionali – l’AICPA, il FASB, l’EAA – si chiedono ormai da tempo se si tratti di uno strumento informativo superato oppure di uno strumento indispensabile che è, però, necessario ed opportuno integrare fornendo informazioni complementari. In particolare, è forte l’esigenza di fornire agli utilizzatori del bilancio informazioni forward-looking che permettano agli stessi di formulare un giudizio attendibile sulla prevedibile evoluzione della gestione.

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I   INTRODUZIONE La comunicazione economico-finanziaria costituisce, per l’azienda, uno strumento di creazione e di diffusione del valore, in quanto, da un lato, incide sulla sua capacità di attrarre in modo stabile e duraturo risorse e consensi dall’ambiente e, dall’altro, può consentire di far apprezzare all’esterno la sua dinamica economica. Per creare e diffondere valore, l’azienda dovrebbe tendere a soddisfare il fabbisogno conoscitivo dei destinatari, compatibilmente con le esigenze di riservatezza che le strategie competitive e sociali impongono. Se la comunicazione economico-finanziaria è fondamentale nell’ordinaria gestione dell’impresa al fine di informare il pubblico degli stakeholder sull’andamento dell’attività aziendale, essa risulta ancor più cruciale nel corso di operazioni straordinarie, soprattutto se dirette a conseguire l’acquisizione del controllo di altre realtà imprenditoriali attraverso un’Offerta Pubblica d’Acquisto (OPA). L’informazione, in presenza di un’elevata mobilità delle risorse finanziarie, diviene il filtro del processo di investimento (per gli investitori) e di approvvigionamento (per le aziende emittenti) di capitali ed è sempre più da considerare come una vera e propria risorsa immateriale a valenza strategica. Si riscontrano, pertanto, crescenti attese da parte degli investitori e, in generale, degli stakeholder sulla qualità e quantità delle informazioni diffuse dai soggetti emittenti. Nell’ambito di un’OPA, l’informazione comunicata alla target e agli azionisti della stessa diventa l’elemento su cui si basa la scelta di questi ultimi in merito alla proposta avanzata dall’offerente; un elemento che rappresenta un utile supporto per l’operazione, soprattutto se si tratta di un’OPA ostile che il management della target tenterà di ostacolare. Per lungo tempo, la comunicazione economico-finanziaria è stata associata, nei contenuti, all’informativa di natura contabile, fondata sulle grandezze di reddito e capitale. I rilevanti cambiamenti in atto nell’economia delle aziende, la crescita dimensionale e la globalizzazione dei mercati finanziari, che implicano più opportunità e, al contempo, una maggiore concorrenza nel processo di acquisizione di risorse finanziarie, e lo sviluppo delle comunicazioni via Internet stanno, però, dischiudendo nuovi scenari in questo ambito. Infatti, negli ultimi trenta anni si sono intensificati filoni di ricerca la cui base di partenza riposa sulla messa a fuoco dei limiti insiti nelle determinazioni di bilancio, in termini di efficacia rispetto al soddisfacimento delle attese conoscitive ascrivibili alle diverse categorie di utilizzatori.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Daniele Cupolino Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.