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La formazione professionale rivolta all'handicap

Nello scrivere questo resoconto sulla mia esperienza di tirocinio, ho seguito le regole complesse della narrazione avvalendomi delle metodologie che servono a costruire il resoconto clinico. Un resoconto clinico è qualsiasi tipo di narrazione che consente a chi racconta di descrivere un'esperienza e le emozioni ad essa correlate (Grassi, 2002). Austin, (1962) con la teoria degli atti linguistici fu il primo a parlare di persona attiva e dotata di autocontrollo, portatrice di interazioni e scopi. Per Harre e Secord (1972) ogni resoconto costituisce di per se un'azione da mettere in relazione, con i repertori comportamentali e con le categorizzazioni sociali, quindi il resoconto si fonda sulla caratteristica del comportamento umano di guidare il controllo delle proprie azioni con l'uso del linguaggio. Il linguaggio è di fondamentale importanza, rappresenta lo strumento essenziale che permette di spiegare il comportamento dal punto di vista dell'attore, il linguaggio non servirebbe solo per comunicare o descrivere il mondo ma anche per attuare modifiche e per fare in modo che i nostri interlocutori accettino il nostro punto di vista. Come afferma K. R. Popper (1978): "Il linguaggio ci permette di dissociarci dalle nostre stesse ipotesi e di valutarle criticamente". Il termine narrare viene dalla radice gna- che significa "rendere noto", il suffisso -zione derivato dal latino actione, trasmette alla narrazione il tratto semantico dell'agire espandendo il suo significato fino a comprendere l'azione, il gesto e, di conseguenza la situazione relazionale (Arrigoni e Barbieri, 1999). C'è inoltre un forte legame tra il contesto e il testo narrativo, che impone enorme attenzione alle motivazioni che spingono alla stessa azione.

L'ipotesi di un pensiero narrativo (Bruner 1991) ha avuto largo successo, tanto da essere considerato lo strumento privilegiato attraverso il quale l'uomo interpreta le realtà, collegandosi direttamente dalla vita sociale, risultato di costruzioni narrative, il significato che sì da alla realtà viene ad essere legato alle narrazioni condivise socialmente che la cultura d'appartenenza propone ai singoli individui. Il testo narrato risente anche del "Se narrativo" (Stern, 1985), la capacità cioè di tradurre in termini linguistici l'esperienza personale; è una capacità umana di vivere non solo nel mondo della realtà ma anche in un mondo simbolico. Il resoconto clinico è una narrazione personale dei fatti, per il quale come osserva Bruner (Bruner, 1990, p.124), ogni Biografia è il prodotto comune del narratore e dell'ascoltatore, è anche ciò che produce l'esperienza stessa diventando strumento privilegiato per rappresentare il proprio passato ma anche per ricrearlo e modificarlo. Un ruolo importante qui è svolto "dall'Io tessitore" che costruisce e cerca il senso della propria vita.

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2 Capitolo1 INTRODUZIONE La mia esperienza di tirocinio pre-lauream si è svolta presso il Centro di Formazione professionale "Simonetta Tosi" del Comune di Roma, con l'obbiettivo di raggiungere precise conoscenze sulle dinamiche di gruppo che si creano all'interno dei contesti aziendali nei quali sono inserite persone disabili, e gli interventi che può fare uno psicologo all'interno di queste dinamiche. Inoltre ho avuto modo di confrontarmi con varie patologie mentali e fisiche, e con la psicologia della riabilitazione preposta a supportarle, ed ho potuto assistere a colloqui di orientamento verso gli utenti in entrata, svolti dall'orientatore del centro all'inizio e durante l'anno scolastico. Il centro da diversi anni si occupa della formazione professionale di disabili affetti da disturbi psico-fisici medio-lievi, che abbiano superato i quindici anni d'età, fino al compimento del ventinovesimo anno. Nell'agenzia formativa si svolgono anche corsi di formazione professionale, per adolescenti normodotati che possono assolvere in questa sede l'obbligo scolastico; nonché corsi di formazione dei formatori. Inoltre all'interno del centro Simonetta Tosi c'è una delle sedi del C.O.L. (Centro di Orientamento al Lavoro) un servizio di informazione sui possibili percorsi di formazione professionale, facente parte di una rete di servizi che tocca i vari municipi di Roma, rivolto ai giovani in cerca di occupazione. All'interno del C.O.L. ho potuto partecipare ad un laboratorio settimanale per lo sviluppo delle competenze personali e le tecniche di ricerca del lavoro, collaborando con un gruppo di disabili che avevano concluso il loro percorso formativo. Nel presente elaborato saranno descritte nello specifico tutte le attività svolte nella suddetta struttura, e sarà di seguito esposto un resoconto del lavoro da me effettuato durante il periodo di tirocinio in essa trascorso. Le mie descrizioni ed opinioni a riguardo saranno affiancate da supporti teorici e normativi estratti dalla letteratura, riguardanti in maniera specifica, la formazione e l'inserimento lavorativo di soggetti disabili e portatori di handicap.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Michela Roma Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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