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Contributo floristico-vegetazionale finalizzato al recupero delle aree di cava nel territorio di Porto Empedocle (AG)

Scopo della presente tesi è quella di fornire un contributo sul recupero e sulla riqualificazione, tramite il ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica, di una cava di calcarenite di proprietà della Italcementi Group, ricadente nel territorio di Porto Empedocle (AG).
Nel corso degli ultimi trent’anni la coltivazione di cave, ha fatto registrare, un considerevole incremento in tutto il territorio italiano (LAURETI, 2001). Sulla base di quanto riportato nella “Relazione sullo Stato dell’Ambiente” (MINISTERO DELL’AMBIENTE, 1992) il numero di cave presenti in Italia è superiore a 6.000. Con riferimento alla diffusione del fenomeno su scala nazionale, sempre alla stessa data, circa un terzo delle aziende estrattive risultava ubicato, con una pressoché uguale percentuale, in solo tre regioni: Calabria (11,4%), Sicilia (10,8%) e Lombardia (10,3%) (LAURETI, 2001).
Considerate le finalità di questo studio rivolto al recupero delle aree di cava, si è ritenuto opportuno effettuare una ricerca della legislazione, nazionale e regionale, in materia di cave e recupero ambientale delle stesse.
E’ stato individuato un elenco delle specie utili per il recupero dell’area di cava, redatto alfabeticamente per famiglie, e per ognuna di queste specie si sono costruite le schede botaniche. Esse riportano informazioni relative alla denominazione, ai caratteri morfologici e biologici, all’habitat, alla distribuzione in Italia ed in Sicilia e alla propagazione.
Gli interventi di recupero della cava riguarderanno la rinaturazione delle aree in cui è stata completata l’asportazione del materiale ed il recupero e/o la riqualificazione di un largo accessorio adibito a discarica di argilla.
Il recupero ambientale si dovrebbe articolare in due fasi tra loro strettamente interconnesse comprendenti: misure fisiche, per realizzare una morfologia adatta e un adeguato drenaggio e misure biologiche per il rinverdimento dell’area.
Sulla base delle osservazioni e dei rilevamenti fitosociologici effettuati, sono state identificate le tipologie di vegetazione che per composizione floristica e struttura posseduta, forniscono i modelli di riferimento a cui rifarsi nei possibili interventi di recupero e/o riqualificazione ambientale. Tenendo conto delle caratteristiche ambientali dell’area considerata, sono stati prospettati, per i settori in cui la coltivazione del materiale è stata completata, possibili interventi di rinverdimento, utilizzando come modelli di riferimento le espressioni vegetazionali considerate più mature e rinvenute all’interno della cava.
Tenuto conto dell’estensione della cava, per aumentare l’interesse scientifico e la valenza naturalistica del sito, parte della cava potrebbe essere destinata ad ospitare un giardino di piante rupicole e semirupicole, endemiche e/o rare. Tale giardino potrebbe essere articolato in tre sezioni, da costituire in momenti successivi, dedicate rispettivamente alle collezioni dei taxa presenti nella provincia di Agrigento, della Regione Siciliana e del bacino del Mediterraneo.
L’ampio piazzale, previo inerbimento per alcuni anni con un idoneo miscuglio di graminacee e leguminose, potrebbe ospitare un campo di conservazione del germoplasma delle piante legnose di interesse agrario. In tale struttura, infatti, potrebbero venire innestate le marze delle numerose cultivar di mandorlo, olivo, pistacchio e di altre specie ancora, presenti nelle campagne della provincia di Agrigento, molte delle quali attualmente rischiano di scomparire definitivamente dagli ordinamenti colturali. Ciò costituisce, indubbiamente, una valida ipotesi di recupero e di riqualificazione di un’area degradata, che avrebbe positive ripercussioni sotto l’aspetto scientifico, didattico, della fruizione pubblica e dell’educazione ambientale.


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Università degli Studi di Palermo Facoltà di Agraria Corso di Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali Dipartimento di Scienze Botaniche Contributo floristico-vegetazionale finalizzato al recupero delle aree di cava nel territorio di Porto Empedocle (AG) Tesi di laurea di Relatore: Roberto Burgio Chiar.mo Prof. Rosario Schicchi Correlatore: Chiar.mo Prof. Vincenzo Ilardi Anno Accademico 2003/04

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Roberto Burgio Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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