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Il regime tributario della cessione e concessione in uso del marchio

Questo elaborato si propone di fornire un quadro generale del regime tributario di due delle più rilevanti vicende traslative del marchio d’impresa: la cessione e la concessione in uso del marchio.
Partendo dall’analisi di due sentenze, con le quali la Corte di Cassazione, nel 2002, è intervenuta in merito al regime tributario applicabile ai negozi di trasferimento del marchio unitamente alla cessione di azienda o di un ramo della stessa, vengono analizzate le diverse tesi riguardanti l’assoggettamento ad IVA o ad imposta di registro della cessione del marchio.
Si procede poi nella trattazione, con quanto previsto dal T.U.I.R. per quel che concerne: la tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione del marchio, la deducibilità delle quote di ammortamento (tenendo conto delle recenti modifiche apportate dal D.L. n. 223/2006) e la particolare fattispecie del sale and lease back del marchio.
Una volta analizzato il regime tributario della cessione del marchio, si sposta l’attenzione sulle disposizioni fiscali riguardanti la tassazione delle royalties percepite a seguito della concessione in uso del marchio.
Mediante la consultazione di documenti comunitari, direttive e convenzioni internazionali, la panoramica sul regime fiscale previsto per i trasferimenti del marchio si estende, prendendo in considerazione tra le altre, anche le operazioni con soggetti residenti in Paesi diversi dall’Italia (Stati membri della UE, Stati extra UE, “paradisi fiscali”) e facenti, o meno, parte dello stesso gruppo societario.
Per concludere il quadro generale, nell’ultimo capitolo, viene analizzata la particolare fattispecie della cessione da parte di un professionista del “marchio” dello studio e la modalità di imposizione cui assoggettarla, alla luce anche dei nuovi criteri di determinazione dei redditi professionali.

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INTRODUZIONE La competi tivit di un impresa sul mercato dipende da svariati elementi e mezzi con i quali la stessa cerca di contraddis tinguere i prodot t i e l attivit esercitata. Tra questi spiccano, in particolare, i segni distintivi: ditta, insegna e marchio. La finalit di tali segni distintivi tipici, infatti, Ł quella di permet tere al pubblico, e soprat tu t to ai consumatori, di identificare i vari operatori economici ricollegando a ciascuno di essi le rispettive imprese operanti sul mercato e i relativi prodot t i che in esso vengono offerti, cos da poter indirizzare in modo consapevole le proprie scelte. Il marchio, cui la presente trat tazione Ł dedicata, ha assunto, senza dubbio, un importanza predominante, rispetto agli altri segni distintivi, nell orizzonte del mercato. Ci soprat tu t to per la sua fondamentale funzione di identificazione del risultato finale dell attivit di produzione o di scambio, e quindi, spesso, anche del piø ampio valore aziendale. La gestione di questo speciale bene immateriale non deve pertanto essere lasciata al caso, ne pu essere frutto di improvvisazione, ma, al contrario, deve essere oggetto di analitica programma zione. A tal fine appare indispensabile disporre di una buona conoscenza del quadro normativo complessivo che interessa il marchio d impresa, la sua tutela e le sue vicende traslative. Logicamente, risultano fondamentali in particolare, tra le altre, le disposizioni fiscali disciplinanti le operazioni di trasferimento del marchio. Il presente lavoro si propone, pertanto, di fornire un quadro generale del regime tributario cui Ł sottoposto il marchio d impresa relativamente a due dei negozi traslativi piø rilevanti che lo hanno ad oggetto: la cessione del marchio e la concessione in uso dello stesso. III

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Dotto Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.