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La tutela dei minori disabili nel diritto internazionale

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Mati
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Marina Spinedi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 324

Il presente lavoro ha ad oggetto la tutela accordata ai minori disabili dal diritto internazionale. L'excursus prende in esame i principali strumenti adottati in ambito ONU e non. Particolare rilievo assume la disciplina posta a salvaguirdia dei bambini disabili coinvolti in conflitti armati a carattere interno ed internazionale. La parte finale infine, si occupa della nuova Convenzione sui diritti delle persone con disabilità adottata nell'agosto 2006. La tesi si propone non solo un'esame tecnico-giuridico della normativa posta in essere, evidenziandone l'evoluzione nel corso del tempo, ma vuole sopratutto dare risposta ad alcune questioni di fondamentale importanza in materia, quali: come si pone la tematica dei minori disabili nel contesto internazionale? Alla luce della disciplina sussistente è possibile ritenere tali soggetti giuridicamente indipendenti nei riguardi dei maggiori diversamente abili? In altri termini, hanno essi raggiunto una propria autodeterminazione o continuano a permanere quale sotto-gruppo della fattipsecie principale? Ancora. Costituisce la nuova Convenzione una "new era" o rappresenta un'occasione mancata?

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INTRODUZIONE La presente tesi ha per oggetto l’analisi delle norme internazionali poste a beneficio dei minori portatori di handicap. Vengono esaminati i principali strumenti di “hard law” e di “soft law” emanati dalle Nazioni Unite, allo scopo di accertare quale sia l’esatta sostanza della salvaguardia accordata ai soggetti di specie. In particolare, la dissertazione da me presentata mira ad evidenziare se, ed in che modo, emerga la figura del minore affetto da disabilità, nel quadro della tutela garantita in generale alla persona umana e, più in specifico, di quella garantita ai disabili. Il lavoro origina da una constatazione numerica inequivocabile. Attualmente nel Mondo sono presenti 600 milioni di persone disabili, di cui una percentuale prossima all’80% vive nei PVS; 1 all’interno di questi 600 milioni si stima che vi siano 150 milioni di bambini. In aggiunta a siffatto dato è necessario rilevare l’esistenza di un numero oscillante fra i 250.000 ed i 500.000 minori affetti da cecità in seguito a deficienza da vitamina A, sindrome facilmente risolvibile al costo di pochi centesimi. 2 1 Stime raccolte nel libro bianco del National Council and Disability Member and Staff, intitolato Understanding The Role of an International Convention on The Human Rights of People with Disabilities, 12 giugno 2002, consultabile sul sito www.ncd.gov/newsroom/pubblications/pdf/unwhitepaper_05-23-02.pdf. Interessante risulta constatare anche il trend ascendente nel numero di individui investiti da disabilità, che ha portato ad un incremento di 100 milioni di unità in un arco temporale di 7 anni; tale dato quantitativo (che in quanto tale riguarda per se anche la sub-categoria dei minori) comporta quale possibile effetto la stimolazione del processo di formazione di un trattato internazionale con specifico riguardo alla tutela delle persone disabili. 2 Dati raccolti all’interno del documento UNICEF, Excluded and Invisible, pp. 38-39, 2006, documento consultabile sul sito http://www.unicef.org/sowc06/pdfs/sowc06_fullreport.pdf; inoltre a conferma della tendenza esistente, un nuovo rapporto dell’Unicef indica un drammatico aumento dei bambini disabili a seguito del collasso dell’Unione Sovietica ; in particolare il suddetto incremento ha riguardato l’area dell’Europa centrale ed orientale assieme ai Paesi Baltici. Secondo il rapporto, denominato “Bambini e disabilità nella fase di transizionedei paesi dell’Europa centrale e orientale, della Comunità degli Stati Indipendenti e dei Paesi Baltici”, il numero complessivo dei minori registrati come handicappati nei 27 Paesi della regione è triplicato, passando da circa 500.000 unità a 1,5 milioni nel 2000. La maggior parte dei soggetti qui considerati vive in condizioni di disagio, in uno stato di progressiva segregazione e marginalizzazione in istituti d’accoglienza separati. Come evidenzia il contenuto dello studio, la prospettiva per tali bambini assume la drammatica forma della sopravvivenza in una condizione di negazione dei diritti umani. Come sottolinea Marta Santos Pais, direttore dell’UNICEF Innocenti 8

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