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Nuovi volti nel centro di Torino: le due facce della multiculturalità

La tesi tratta il tema dell'immigrazione nella città di Torino, in particolare nella zona del centro e di Porta Palazzo, con tutte le implicazioni, positive e negative, che questa comporta. Molto importante la ricerca sul campo, ho preferito partire da questa, intervistando immigrati di diverse nazionalità, ma anche italiani, per conoscere i diversi punti di vista su una realtà che ci tocca sempre più da vicino.

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Premessa L’idea di una tesi sull’immigrazione nasce dall’osservazione del centro di Torino e di com’è possibile notare sempre più la presenza di persone provenienti da altri paesi: attività commerciali gestite da stranieri, presenza di individui di diverse nazionalità nelle università, nei locali pubblici, per strada, nelle scuole. L’Italia non ha una tradizione forte di immigrazione radicata nel proprio passato coloniale, come la Francia o l’Inghilterra, né ha programmato gli ingressi in funzione dell’industrializzazione come la Germania o il Belgio. Negli ultimi trent’anni, ma in particolare nell’ultimo decennio, il nostro paese é entrato in contatto con altre realtà, e ora sappiamo che l’Italia é un paese destinato a convivere con l’immigrazione, fenomeno diffusosi non solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli centri e nelle campagne. Bisogna perciò considerare l’immigrazione non un fenomeno provvisorio, ma ormai come una componente strutturale dell’insieme sociale, culturale e economico del nostro paese. La visibilità del fenomeno é attualmente molto aumentata, anche per la presenza di famiglie intere di migranti, riunitesi grazie al ricongiungimento familiare (Ambrosini, 2001). A Torino, come nelle altre parti del paese, la presenza di cittadini provenienti da altri paesi, da altre tradizioni e culture, e il conseguente formarsi di una società sempre più multietnica fa emergere nuovi bisogni, con la conseguente necessità di modificare alcuni aspetti della società. La società multiculturale in cui - almeno in parte - oggi viviamo, é in fase di sviluppo, e si appresta a diventare una realtà che comprende opportunità e potenzialità ma anche diverse problematiche. Multiculturalità però non significa indebolimento delle identità nazionali e abbandono delle tradizioni locali a cui ci si sente legati; al contrario, la multiculturalità nasce dal rispetto profondo tra culture differenti, e questo può avvenire solo quando ci si apre ad una reciproca conoscenza. Si presuppone che le identità e le tradizioni locali e nazionali siano così forti da poter convivere con altre, completamente diverse, senza per questo sentirsi minacciate. In realtà ciò che rende forte una identità è proprio la capacità di “mantenere la propria unitarietà e la propria continuità di fronte a un destino perennemente mutevole” (Favaro – Bordogna, 1989, p. 90). In una città che ogni giorno si confronta con culture e lingue diverse, ho ritenuto importante analizzare le modalità di convivenza e di integrazione di questi stranieri con gli autoctoni e con il territorio che occupano, le relazioni che si vengono a creare tra comunità straniere e comunità torinese, i modi in cui questa presenza viene percepita da chi vive quotidianamente questi luoghi, i cambiamenti che vengono a crearsi da entrambe le parti. Per farlo, oltre allo studio antropologico, mi è sembrato doveroso chiedere ai diretti interessati che sono entrati in contatto col territorio in cui vivono, studiano, lavorano o svolgono qualsiasi altra attività in modo continuativo. Girando per Porta Palazzo, ma in generale nella città di Torino, chiunque può notare quanto negli ultimi anni la città stia cambiando volto, e non solo per la presenza dei “nuovi italiani” che vediamo per le strade. 4

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Irene Caboni Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1594 click dal 11/03/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.