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Didone nella tradizione letteraria (Dante, Petrarca e Boccaccio)

Analisi del personaggio virgiliano, Didone, all'interno del panorama letterario di Dante, Petrarca e Boccaccio

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1 INTRODUZIONE La donna più viva e più nota dell’Eneide è Didone, che perdutamente amò Enea, e per amore si uccise. Questo episodio, che occupa tutto il libro IV e ha la sua conclusione nel libro VI, è il più famoso del poema, e certo è uno dei più belli. La figura di Didone che ha conosciuto numerose interpretazioni nel corso dei secoli, resta immortale nella storia della poesia: raramente la rapida e travolgente furia delle passioni ha trovato espressioni d’arte così profonde e sottili. L’infelicità accompagna Didone in tutta la sua vita; tradita dal fratello, privata delittuosamente del marito, costretta all’esilio e all’ignoto con pochi fedeli, ella ha reagito virilmente alle disavventure, mettendosi a capo del suo popolo, fondando una città e rinnovando sulle coste africane la sua madrepatria. Volnus alit venis et caeco carpitur igni... Così ha inizio il dramma di Didone che, partendo da una vicenda semplice e naturale qual è l’innamoramento di una donna ancora giovane e bella, porterà l’infelice eroina ad una fine tragica e violenta.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Gentile Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5219 click dal 05/03/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.