Skip to content

Corte Internazionale di Giustizia e repressione del crimine di genocidio

Informazioni tesi

  Autore: Mario Gentile
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Massimo Iovane
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

Il 20 marzo 1993, il Governo Bosniaco proponeva alla Corte Internazionale di Giustizia ricorso con il quale denunciava presunte violazioni della Convenzione contro il genocidio del 1948, commesse dalla Repubblica Federale Jugoslava .
Il 30 Giugno 1995, la Repubblica Federale Jugoslava adduceva in via preliminare l’incompetenza della Corte Internazionale di Giustizia a giudicare nel merito la controversia.
Con la sentenza dell’11 luglio 1996 la Corte respingeva le eccezioni preliminari sollevate dalla Repubblica Federale Jugoslava, dichiarando la propria competenza a decidere nel merito la controversia, ai sensi dell’art. IX della Convenzione contro il genocidio.
La questione, deferita alla Corte Internazionale di Giustizia ha avuto un percorso processuale abbastanza lungo e molto articolato, anche a causa degli eventi successòri che hanno riguardato lo status giuridico dell’allora Repubblica Federale di Jugoslavia, in particolare la sua appartenenza alle Nazioni Unite e quindi la sua adesione allo Statuto della Corte Internazionale di Giustizia, nonché la sua partecipazione ai trattati internazionali a suo tempo conclusi dalla ex Repubblica federale Socialista di Jugoslavia.
Infatti, a seguito della richiesta di revisione della pronuncia dell’ 11 luglio 1996, avanzata dalla Repubblica Federale Jugoslava sulla base di presunti “nuovi fatti” – ignoti all’epoca della precedente pronuncia- ed emersi successivamente con la sua ammissione alle Nazioni Unite (1 novembre 2000) e riguardanti il suo status internazionale, la Corte Internazionale di Giustizia, nel 2003, ha avuto modo di pronunciarsi nuovamente sulla questione della propria competenza.
Con la decisione del 2003, la Corte ha respinto le argomentazioni presentate dallo Stato convenuto volte a dimostrare l’esistenza dei requisiti necessari a giustificare il riesame di una sentenza ai sensi dell’art. 61 dello Statuto, consentendo la continuazione del processo nel merito della controversia.
Con la sentenza del 26 febbraio 2007 , che definisce questa controversia, la Corte Internazionale di Giustizia ha accertato la responsabilità dello Stato convenuto (Serbia e Montenegro) per violazione dell’obbligo di prevenire gli atti di genocidio nei confronti della popolazione dei Mussulmani bosniaci dell’enclave di Srebrenica , materialmente perpetrati dalle forze armate della Repubblica Srpska (VRS) a cominciare dal Luglio del 1995.
Anche nella sentenza del 26 febbraio 2007 la Corte ripercorre e ricostruisce tutte le varie fasi della complessa vicenda successoria della ex Jugoslavia, analizzando tutte le valutazione fatte sia da se stessa sia da organi ed enti internazionali per riaffermare, comunque, la sua competenza a pronunciarsi nel merito della controversia sulla base dell’applicazione del principio della res giudicata, che non consentirebbe di rimettere in discussione la conclusione raggiunta nella predetta sentenza del 3 febbraio 2003 .
Tralasciando, seppur interessanti tali aspetti intendo concentrarmi su alcuni problemi e aspetti affrontati dalla Corte riguardanti il merito della controversia ed in particolar modo sulle questioni di interpretazione e applicazione della Convenzione contro il genocidio.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
CORTE INTERNAZONALE DI GIUSTIZIA E  REPRESSIONE DEL CRIMINE DI GENOCIDIO  4 INTRODUZIONE LE ORIGINI DELLA NOZIONE DI GENOCIDIO  Il  termine genocidio è  relativamente  recente, anche  se  il  fenomeno è  certamente più antico dell’espressione che viene usata per indicarlo.     Da tempo si cerca di istituire strumenti legislativi, regole e antidoti per  porre  fine alla violenza volta ad annientare  l’”altro”, che si  tratti degli  indios d’America, degli armeni, degli ebrei, degli zingari, dei babula ne  Congo,  delle  tribù  indigene  in  Brasile  e  in  Paraguay,  degli  hutu  nel  Burundi  e  dei  tutsi  in  Ruanda,  dei musulmani  in  Serbia  o  delle  tribù  “africane” nel Darfur, molti  sono  stati  i massacri  che  si  sono protratti  negli anni e che sono stati via via archiviati nei libri di storia.    Il  termine “genocidio” viene utilizzato per  la prima volta da Raphaël  Lemkin in un saggio del 1944 Rule in Occipied Europe, infatti  Lemkin è  considerato  il coniatore di questo “neologismo” che etimologicamente   risulta formato dall’unione della parola greca genos, che significa razza,  specie,  stirpe  con  il  suffisso  latino  cide  che deriva dal  verbo  caedere,  che significa invece morte.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

atti considerati genocidio
bosnia c. serbia
convenzione contro il genocidio
corte giustizia
corte internazionale di giustizia
denuncia genocidi
genocidi
genocidi serbia
genocidio
la complicità nel genocidio
obbligo per lo stato di non commettere genocidio
origini della nozione di genocidio
repressione genocidi
sentenza del 26 febbraio 2007
tribunale penale ex jugoslavia

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi