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Lo schematismo trascendentale kantiano. Linee per una lettura semiotica.

La tesi è divisa in due capitoli: il primo illustra la storia dello schematismo trascendentale nella critica dal '700 a oggi, e raggruppa le diverse posizioni per affinità più che per cronologia.
Il secondo illustra alcune linee che potrebbero avvicinare lo schema kantiano al significante saussuriano, tentando un raccordo tra schematismo trascendentale e attuali teorie semiotiche.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro rientra nel quadro di un'ipotesi più vasta sostenuta dal prof. Borghini (1), consistente nell'individuare nel funzionamento dello schematismo trascendentale kantiano un possibile modello di funzionamento della struttura del significante (concepito secondo l'accezione lacaniana), nonché un'interpretazione semiotica dello schematismo trascendentale. Tale ipotesi è fondata su una serie di analogie che il significante e lo schema presentano. Innanzitutto si tenta di raccordare l'aspetto dinamico dello schema, che regola il rapporto tra identità a-temporale di un concetto e producibilità infinita delle immagini da esso prodotte (o sussunte) nello spazio/tempo, con la problematica semio-linguistica, già evidenziata da De Saussure, della producibilità infinita dei valori di uno stesso significante lungo una determinata linea di associazioni paradigmatiche. Si tratta del problema dell'infinità dei paradigmi lessicali, che rinviano continuamente a nuove forme, producendo quindi all'infinito. In secondo luogo il problema del rapporto tra concetto e percetto, al quale Kant ha risposto con la dottrina dello schematismo trascendentale, potrebbe trovare un'utile applicazione, nonché una possibile interpretazione, nella attuale teoria del significante, che, sebbene da una prospettiva diversa, tocca lo stesso problema. Lo schema trascendentale si presenta infatti come un'entità bivalente, da un lato pura dall'altro empirica, necessaria a risolvere il rapporto tra il percetto e il concetto. Il significante, analogamente, presenta due facce: non è né puro né sensibile, ma è in grado di produrre infinite forme 'sensibili' di significazione, laddove per sensibile si intende ciò che è realizzato in un atto di parole, in opposizione a ciò che sta al di là del testo e che può dunque essere detto puro. Lo schema trascendentale, inoltre, si configura come metodo di costruzione delle immagini di un concetto, in base ad una regola o legge a priori, capace di determinare trascendentalmente le immagini nelle quali il concetto potrà essere realizzato. Tale problematica può essere avvicinata a quella della nomogenesi, evidenziata da Jakobson e Bogatyrëv (2), riguardo all'individuazione di leggi interne ad una cultura che, prescindendo dai soggetti che la utilizzano, vengono a determinare la

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Stefano Molino Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4800 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.