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La famiglia nel diritto comunitario

Il presente lavoro si propone di analizzare il rapporto vigente tra l’ Unione europea e il diritto di famiglia.
Rispetto ai primi passi compiuti dal legislatore comunitario negli anni ‘60, molta strada è stata compiuta e ancora ve n’è da percorrere per giungere ad un trattamento uniforme e completamente coerente dell’istituto “famiglia”. Inizialmente gli interventi legislativi comunitari relativi alla famiglia, evidenziano chiaramente che la priorità delle istituzioni europee era di eliminare alcuni ostacoli che si frapponevano alle finalità economiche delle Comunità.
Con il passare del tempo e con gli epocali cambiamenti strutturali che hanno portato alla nascita dell’Unione europea, è inevitabilmente cresciuta la “sensibilità” delle istituzioni europee rispetto alla famiglia. Il legislatore europeo ha deciso di risolvere alcune problematiche relative al diritto di famiglia emanando atti di profonda importanza sostanziale, quali il Regolamento CE n. 1347/2000 (ora sostituito dal Reg. CE n. 2201/2003) in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale e la direttiva n. 2003/86, relativa al diritto al ricongiungimento familiare. Tali provvedimenti non solo contribuiscono a rendere più chiaro e lineare il quadro normativo comunitario in materia di diritto di famiglia ma soprattutto applicano concretamente l’art. 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il quale riconosce ad ogni individuo il diritto al rispetto della propria vita familiare.
La famiglia tradizionale non appare più come modello esclusivo, accanto ad essa troviamo una grande varietà di modelli familiari. L'art. 8 della Convenzione, con le nozioni di “vita privata” e “vita familiare”, ha permesso di proteggere delle realtà affettive fino a poco tempo fa, non suscettibili di alcuna tutela. I diversi tipi di “lifestyle” familiari sono tutti da tutelare, perché se pur i valori non siano comuni, in ogni modo lo saranno le funzioni e le esigenze.

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La famiglia nel Diritto Comunitario pag 3 Introduzione Il presente lavoro si propone di analizzare il rapporto vigente tra l’Unione europea e il diritto di famiglia, utilizzando come punto di riferimento principale gli atti e la giurisprudenza comunitaria in materia. Rispetto ai primi passi compiuti dal legislatore comunitario negli anni ‘60, molta strada è stata compiuta e ancora ve n’è da percorrerne per giungere ad un trattamento uniforme e completamente coerente dell’istituto “famiglia”. I primi interventi legislativi comunitari relativi alla famiglia, evidenziano chiaramente che la priorità delle istituzioni europee non era quella di regolare e disciplinare tale istituto, in quanto “nucleo fondamentale” della società ma di eliminare alcuni ostacoli che si frapponevano alle finalità economiche delle Comunità 1 . Con il passare del tempo e con gli epocali cambiamenti strutturali che hanno portato alla nascita dell’Unione europea, è inevitabilmente cresciuta la “sensibilità” delle istituzioni europee rispetto alla famiglia e alle politiche ad essa relative. Su tale aumento d’interesse hanno inciso i profondi cambiamenti della società, che hanno messo in crisi la nozione tradizionale di famiglia, percepita da tempo immemorabile nelle coscienze della maggioranza degli individui. Questi concernono la nuzialità in rapido declino, considerevole aumento dei tassi di divorzio, calo rapido e consistente del tasso di natalità, comparsa di forme di vita familiare fuori dal matrimonio ed aumento delle nascite fuori da esso, proporzione crescente delle famiglie “monoparentali” (cd. step families), e ancora, sensibile riduzione della misura media dei nuclei familiari. Questi cambiamenti riguardano la maggior parte dei paesi europei ma rimangono tuttavia delle differenze tra essi 2 . Il legislatore europeo ha deciso di risolvere alcune problematiche relative al diritto di famiglia emanando atti di profonda importanza sostanziale, quali il Regolamento CE n. 1347/2000 (ora sostituito dal Reg. CE n. 2201/2003) in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale e la direttiva n. 2003/86, relativa al diritto al ricongiungimento familiare. Tali provvedimenti non solo contribuiscono a rendere più chiaro e lineare il quadro normativo comunitario in materia di diritto di famiglia ma soprattutto applicano concretamente l’art. 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il quale riconosce ad ogni individuo il diritto al rispetto della propria vita familiare. Il Progetto di Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa 3 , garantisce la protezione della famiglia «sul piano giuridico economico e morale» (art. 33) come principio fondamentale. Esso si riferisce alla moderna tipologia della famiglia come aggregato sociale, nel quale convivono due o più persone con legami affettivi, secondo la concezione accolta dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, c.d. Carta di Nizza; approvata nel dicembre 2000, il cui art. 7 riproduce i contenuti dell’ art. 16 della Carta sociale europea, redatta a Torino il 18 ottobre 1961. Stabilisce che la famiglia, in quanto cellula fondamentale della società, ha diritto ad una protezione sociale, giuridica ed economica adeguata per assicurare il suo pieno sviluppo. 1 Un esempio significativo di tale “forma mentis” delle istituzioni comunitarie è dato da Regolamento CEE n. 1612/68, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità, pubblicato in G.U. n. L257 del 19/10/1968, pag. 0002-0012. Tale Regolamento si occupa ,all’art. 10, del diritto al ricongiungimento familiare per i cittadini dell’Unione, costituendo il primo precedente comunitario in materia. E’ sintomatico il fatto che il diritto al ricongiungimento familiare, invece di essere trattato isolatamente, con un provvedimento ad esso dedicato, sia in tal caso rilegato in una norma (l’art. 10) di un atto normativo che ha evidenti finalità economiche. 2 J. Migeot -Alvarado, Les parents et l’ école en France, in Revue International d’ Education, pag. 51. 3 Pubblicato in G.U. C. E del 18 luglio 2003,n.C-169

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Laura Pirarba Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.