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La distribuzione nel mercato dei giocattoli

Il futuro vede il mercato dei giocattoli coinvolto in veri e propri sconvolgimenti strutturali; stanno già avendo la meglio le grandi catene di distribuzione; per la fornitura ci si affida sempre più volentieri alle marche specializzate e a chi conosce in maniera dettagliata il settore.
E’ aumentata in termini preoccupanti la concorrenza tra i canali di distribuzione e, se da un lato, si offrono al consumatore maggiori opportunità di scelta, più trasparenza e un forte potere contrattuale, dall’altro si impone uno stimolo alla ridefinizione del vantaggio competitivo.
La globalizzazione dei mercati di sbocco è in pieno svolgimento.
E’ sotto gli occhi di tutti che il mercato si sta sempre più concentrando nelle mani di giganti nazionali o grandi compagnie internazionali che dominano il settore, magari con basi in tutto il mondo e in grado di offrire una gamma di prodotti e di marchi sempre più variegata e rinnovata di continuo. La competizione sulle grosse cifre si sta limitando ad un giro ristretto; nel nostro paese le prime cinque aziende coronate del giocattolo sono tutte di grandi dimensioni: Clementoni, Giochi Preziosi, Hasbro, Linea Gig, Mattel.
Esaltando quelli che sono i punti di forza del settore (alto livello di attrazione, basse barriere psicologiche all’acquisto) e, allo stesso tempo, combattendone le debolezze (il calo demografico, la stagionalità, l’immagine dei punti vendita, la contraffazione e l’affollamento dell’offerta) vanno messe in luce le nuove opportunità, imparando a collaborare con i media per moltiplicare gli acquisti e a convivere con la concorrenza dei giochi virtuali.

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Capitolo 1 CONCETTO DI DISTRIBUZIONE Tra le molteplici attività svolte all’interno della catena del valore, la distribuzione, intesa come insieme delle attività dirette a trasferire i beni e i servizi dal produttore al consumatore, è sicuramente quella di più vasta portata. La sua funzione è quella di adattare i beni prodotti ai bisogni e ai desideri dei consumatori; comprende pertanto anche le attività antecedenti la produzione, come la scelta del mercato, l’analisi della domanda, e tutte le attività collaterali come il trasporto e il magazzinaggio delle merci, la pubblicità, il finanziamento delle operazioni, l’assicurazione, ecc. In sintesi, la distribuzione può essere definita come l’insieme di attività coinvolte nell’acquisizione e nel mantenimento degli acquirenti; ed anche come la combinazione di soggetti, tecnologie e strutture di vendita finalizzata alla creazione di un rapporto di fedeltà fra gli acquirenti e l’impresa. E' essenziale la presenza di questa fase intermedia tra la funzione di produzione e quella di consumo o utilizzo dei beni. Data l’impossibilità dei fabbricanti di assumersi interamente i compiti e le funzioni inerenti a rapporti di scambio conformi alle attese degli acquirenti potenziali si rende necessario il ricorso ad un circuito di distribuzione per la commercializzazione dei prodotti. Esso consente di eliminare tutti gli ostacoli che in qualche modo potrebbero impedire l’incontro tra domanda e offerta o comunque renderlo poco soddisfacente.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Gabriella D'alessandro Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5479 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.