Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le nuove formazioni politiche: il caso di Forza Italia

Questo lavoro si pone l’obiettivo di studiare uno dei fenomeni più importanti della storia elettorale dell’Italia repubblicana: la comparsa sulla scena politica di Forza Italia. Le elezioni del marzo 1994 ci hanno consegnato dei risultati inaspettati che hanno portato il capo di una formazione politica nata solo qualche mese prima, a conquistare il governo del Paese. A distanza di quattro anni, Forza Italia mantiene il ruolo di principale forza di opposizione, con una forte rappresentanza parlamentare sostenuta dal consenso di un quinto degli elettori italiani. Il movimento di Berlusconi resta però ancora un oggetto “misterioso” della politica italiana e, nonostante il vivace dibattito che esso ha innescato tra gli studiosi, rare sono le analisi che hanno cercato di interpretarne la natura e le ragioni del successo. Come è stata possibile, quali sono stati i presupposti di questa vittoria così inattesa e inusuale nel panorama politico italiano e quali sono i fattori che hanno contribuito al suo consolidamento?
Questa è la curiosità che ha spinto chi scrive a intraprendere questo cammino di ricerca tra i pochi tentativi di analisi pubblicati, con la preoccupazione che lo studio di un argomento così “attuale” non si lasciasse influenzare da punti di vista soggettivi e, viceversa, si sforzasse di essere il più obiettivo possibile.
Il primo capitolo si preoccuperà di delineare lo scenario storico - politico che ha costituito la premessa per un successo così inaspettato.
Nel secondo capitolo si analizzerà specificatamente l’offerta del partito di Berlusconi, prendendo in considerazione i suoi uomini, i contenuti del suo programma e le forme con cui lo stesso è stato presentato.
Il terzo capitolo riguarderà la breve storia organizzativa del movimento, attraverso le fasi che lo stanno portando ad essere un vero e proprio partito.
Nel quarto capitolo studieremo più da vicino le caratteristiche di quei cittadini che hanno scelto di dare il proprio voto ad una formazione politica nuova come era Forza Italia nel ’94, e che hanno confermato tale opzione negli anni successivi. A tal fine prenderemo in considerazione le caratteristiche che storicamente sono state utilizzate, dagli studiosi delle materie elettorali, per spiegare una scelta così personale e particolare come il voto.
Nell’ultima parte di questo lavoro presenteremo il tentativo di Calvi e Vannucci, attraverso l’introduzione di un quadro interpretativo, di definire il profilo socio - politico dell’elettore di Forza Italia.
Ringrazio il professor Battegazzorre per l’assistenza e i preziosi spunti, così come il professor Biorcio e il professor Mannheimer per i dati e le analisi che mi hanno gentilmente messo a disposizione; è chiaro che la responsabilità di quanto appare in questo lavoro, rimane esclusivamente di chi scrive.

Mostra/Nascondi contenuto.
1. Capitolo: Il quadro storico 1.1 La crisi delle subculture Il 9 novembre del 1989 cade il Muro di Berlino. È una data emblematica e un punto di svolta per la società politica internazionale. Insieme al Muro, alla paziente tessitura di Solidarnosc, con il suo epilogo, alla sweet revolution di Ungheria, Bulgaria, Romania, crolla infine l’impero comunista. La perestrojka, il nuovo corso inaugurato da Gorbaciov con la sua politica della glasnost, della trasparenza, porta al crollo del colosso sovietico: il tentato golpe dell’agosto del ’91 spiana la strada al nuovo governo di Eltsin; segue il movimento secessionista delle quindici repubbliche sovietiche, che segna la fine dell’impero sovietico e con esso di una lunga fase della storia europea e mondiale segnata dalla guerra fredda. Delle molte e importanti conseguenze, quella che qui interessa indicare è il venir meno del cleavage che produceva e legittimava l’esclusione del Partito comunista italiano dal governo. La profonda, conseguente crisi interna che colpisce il partito ha un primo importante sbocco nella riunione del Comitato centrale, il 26 novembre ’89, che ha all’ordine del giorno un punto decisivo: il cambio del simbolo, ovvero dell’identità del partito. Achille Occhetto, promotore della svolta, ottiene il 67 % dei consensi e, nel gennaio del ’91, fonda così il Partito democratico della sinistra, mentre i suoi oppositori danno vita a Rifondazione comunista, l’intaccabile zoccolo duro del vecchio comunismo. Se il crollo dell’URSS e dei regimi comunisti dell’Est europeo porta alla crisi della subcultura “rossa”, più sottilmente e lentamente nel tempo, per effetto della secolarizzazione, un’altra grande subcultura, quella cattolica, è da tempo profondamente in crisi. In Italia il processo di secolarizzazione, testimoniato anche dalla diminuzione a partire dagli anni Cinquanta dei tassi di pratica religiosa, ha gradualmente ridotto quello che un tempo era un enorme serbatoio di voti per il partito che si richiama ai valori del cristianesimo. Una parte del fenomeno è riconducibile al cambio fisiologico del corpo sociale, avvenuto nel corso dei decenni, che ha portato

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giovanni Libutti Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1324 click dal 18/03/2008.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.