Skip to content

L'illuminazione a gas a Milano durante l'età della Restaurazione (1815-1859)

Informazioni tesi

  Autore: Luca Perasi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Elvira Cantarella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 243

La questione dell’illuminazione a gas a Milano nell’età della Restaurazione è una vicenda sin qui conosciuta solamente nelle sue linee generali di svolgimento, nonostante essa possa essere considerata largamente rappresentativa ed emblematica di alcuni aspetti del Risorgimento in Lombardia.
In primo luogo, essa va a riconnettersi alla grande vitalità economico-culturale e civile che la Lombardia, e Milano in particolare, conservò durante tutto il periodo della Restaurazione: l’interesse che il patriziato di ispirazione liberale prima e la borghesia imprenditoriale poi dimostrarono nei confronti di una delle scoperte più interessanti ed innovative del primo Ottocento fu ampiamente significativo della grande apertura di una regione intera verso il progresso tecnologico sulla scia delle nazioni dell’Europa liberale, seppur in un contesto politico, quello della dominazione asburgica, di forte limitazione delle libertà di espressione, dell’autonomia locale e di ogni tipo di fermenti di rinnovamento della società.
La prima fase dei tentativi di introdurre l’illuminazione a gas a Milano è dunque parte di quel programma di ammodernamento delle strutture della società civile lombarda promosso da quella nobiltà liberale di grande iniziativa e portato avanti da personalità di spicco del nostro primo Risorgimento, quali Federico Confalonieri o Vitaliano Borromeo (e persino Silvio Pellico che, sebbene esterno alla parte pratica dei quei primi sfortunati tentativi di introdurre la nuova luce, se ne occupò piuttosto da vicino, curando la traduzione di uno dei primi trattati sull’illuminazione a gas mai apparsi, “A practical treatise on gas light” del chimico inglese Fedrico Accum): le venature patriottiche di quel programma di cui l’illuminazione a gas fu parte integrante sono dunque da considerarsi un aspetto fondamentale della vicenda (se non, per certi versi, addirittura il più importante), e proprio lo scontro di mentalità tra lo spirito di progresso di quegli uomini e la visione decisamente più conservatrice delle autorità asburgiche dominò gran parte della vicenda nelle sue fasi iniziali.
A questo proposito, benché lo scontro di mentalità non debba essere del tutto appiattito ad elemento di scarso rilievo, va comunque ridimensionato un ruolo esclusivamente di opposizione da parte degli organi di governo austriaci: sicuramente occhiuti, sempre attenti a non concedere con superficialità patenti e privilegi a chiunque si presentasse con nuove proposte ed invenzioni, con un iter burocratico spesso snervante e dai tempi incredibilmente dilatati (come dimostrano le carte contenute nell’Archivio di Stato di Milano, potevano passare addirittura anni prima che una richiesta venisse presa in esame), agli uffici vanno comunque riconosciuti un buon senso ed una prudenza non necessariamente sempre prevenuti, quanto piuttosto intenti a valutare realisticamente le possibilità di riuscita di questo o quel progetto, le eventuali conseguenze o pericoli per la sicurezza pubblica, aspetti che nel caso dell’illuminazione a gas, nei primi anni della Restaurazione invenzione ancora da perfezionare del tutto, dovettero essere valutati con estrema attenzione.
L’illuminazione a gas venne a rappresentare dunque non solo una possibilità di trasformazione urbana per la città ottocentesca di grande impatto estetico, che andava a soddisfare esigenze di decoro, di lusso e di eleganza sentite dai ceti dominanti della società (una delle applicazioni maggiormente caldeggiate dai primi promotori della luce a gas era quella riguardante i teatri, e non a caso il primo luogo pubblico illuminato a gas a Milano fu l’elegante Galleria De’Cristoforis), nonché una reale opportunità di introdurre un servizio di straordinaria utilità anche economica (in special modo, avrebbe dato una grande comodità alle famiglie e avrebbe permesso alle fabbriche lombarde di avere una maggiore produttività legata alle ore di luce in più sfruttabili per il lavoro).

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE La questione dell’illuminazione a gas a Milano nell’età della Restaurazione è una vicenda sin qui conosciuta solamente nelle sue linee generali di svolgimento, nonostante essa possa essere considerata largamente rappresentativa ed emblematica di alcuni aspetti del Risorgimento in Lombardia. In primo luogo, essa va a riconnettersi alla grande vitalità economico-culturale e civile che la Lombardia, e Milano in particolare, conservò durante tutto il periodo della Restaurazione: l’interesse che il patriziato di ispirazione liberale prima e la borghesia imprenditoriale poi dimostrarono nei confronti di una delle scoperte più interessanti ed innovative del primo Ottocento fu ampiamente significativo della grande apertura di una regione intera verso il progresso tecnologico sulla scia delle nazioni dell’Europa liberale, seppur in un contesto politico, quello della dominazione asburgica, di forte limitazione delle libertà di espressione, dell’autonomia locale e di ogni tipo di fermenti di rinnovamento della società. La prima fase dei tentativi di introdurre l’illuminazione a gas a Milano è dunque parte di quel programma di ammodernamento delle strutture della società civile lombarda promosso da quella nobiltà liberale di grande iniziativa e portato avanti da personalità di spicco del nostro primo Risorgimento, quali Federico Confalonieri o Vitaliano Borromeo (e persino Silvio Pellico che, sebbene esterno alla parte pratica dei quei primi sfortunati tentativi di introdurre la nuova luce, se ne occupò piuttosto da vicino, curando la traduzione di uno dei primi

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

illuminazione a gas
storia di milano

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi