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Il processo penale per i reati di criminalità organizzata

La realtà operativa del fenomeno mafioso, negli ultimi anni, non è più riassumibile all'interno degli schemi esegetici di una struttura delinquenziale associativa tradizionale, confinata all'interno del territorio nazionale o regionale.
indubbiamente, nei sistemi mafiosi si è realizzata una coerenza intrinseca che costituisce il risultato delle convergenze e delle dinamiche che li caratterizzano, fondandosi, nella realtà dei fatti, sulla coesistenza di innumerevoli fattori, spesso non riconducibili ad una unità.
sorge allora la questione di integrare la costruzione degli istituti di parte generale dell'odierno diritto penale e i meccanismi adoperati dal diritto processuale con prospettive di riforma, idonee alla complessità del reato in esame.

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VI PREFAZIONE Indicibili sono state le emozioni e gli amari sentimenti con i quali mi sono assunta, da siciliana, il compito di scrivere sulla mafia. In un certo senso, ho avuto l’impressione di essermi accinta in un lavoro per molti versi autobiografico, tanto grande è la parte della storia della Sicilia che coincide purtroppo con la storia della mafia. Per fortuna, fin dalle prime righe mi ha aiutato la memoria di molti martiri, dai nomi più famosi a quelli più oscuri, di una lotta generosa e implacabile alla quale quest’isola, o forse, l’Italia intera, deve la continuità della sua antica, assai rilevante, importanza nel quadro civile dell’Europa. Solitamente si è portati a pensare che, quando è un siciliano a trattare della mafia, l’impresa risulti essere meno ardua. Paradossalmente, è proprio l’esatto opposto: i ricordi affiorano da quei cassetti che si pensava aver chiuso a chiave e ti accompagnano per tutto il tempo in cui si scrive e, anche quando a scrivere è una siciliana che come me, era troppo giovane all’epoca di quegli angoscianti fatti, per poter comprendere tutta la complessità e la gravità di tal fenomeno, ebbene, anche in quei frangenti, quelle auto fatte esplodere in aria, quei morti ammazzati da chissà quante pallottole, quei funerali strazianti riechieggiano nella mente con assoluta prepotenza, quasi obbligandomi a non dimenticare. Sono ricordi questi, che il popolo meridionale ha impresso nel proprio cuore da sempre e che non possono né devono dimenticare. Tra i tanti ricordi, quello, forse più straziante che mi ha accompagnata durante la stesura di questo lavoro, è quello riguardante il piccolo Di Matteo: forse lui più di tutti ha dimostrato quanto sia malefica Cosa Nostra.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Maria Anna Santangelo Contatta »

Composta da 329 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.