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Ermetismo e immaginazione in Giordano Bruno: i fondamenti di una riforma universale morale e politica

Il nostro studio analizza tre opere bruniane, lo Spaccio de la bestia trionfante, gli Eroici Furori e il De vinculis in genere, opera un’escursione su alcuni dei trattati ermetici del Corpus Hermeticum, per ritornare ad analizzare i movimenti di Bruno in Europa, la sua posizione nella disputa cosmologica dell'epoca e le sue dichiarazioni nella fase veneta del processo.
Il primo capitolo pone l’accento sul primato delle immagini nel processo conoscitivo e di come questo primato sia alla base dei procedimenti mnemonici legati all’Arte della Memoria, una tecnica di ricordo basata sulle immagini che Bruno aveva iniziato a studiare fin dagli anni del convento e che egli trasformerà, col tempo, in uno schema mentale “magico”, combinando arte classica e lullismo e cercando, in tal modo, di proporre schemi simbolici che potevano avere una valenza politica, come è nel caso dello Spaccio, un’opera stampata a Londra e basata su uno schema mnemonico, che aveva l’importante funzione di proporre un superamento del tradizionale insegnamento dogmatico cristiano e sostituirlo con un modello morale più aperto all’accettazione delle diversità e all’azione individuale, il che portava necessariamente all’elaborazione di un corrispondente modello politico, che vedeva nell’unione di Stato e Chiesa la soluzione per impedire alle gerarchie ecclesiastiche di influenzare continuamente l’opinione pubblica e scagliarla contro i governanti temporali, nel momento in cui questi non seguivano più le direttive emanate dai capi religiosi.
Il secondo capitolo si sofferma sugli Eroici furori, un’opera che mostra come anche a livello individuale si può compiere un’operazione di modifica dell’atteggiamento mentale, attraverso un uso delle immagini che opera una vera e propria metamorfosi. Anche in questo caso, dunque, mostreremo come ci sia sempre un’operazione mentale alla base della formazione della personalità e, conseguentemente, dell’impulso ad agire.
Il terzo capitolo analizza una delle opere tarde di Bruno, vale a dire il De vinculis in genere, che è un vero e proprio trattato di manipolazione politica, che mostra la possibilità di governare le menti ed indirizzarle nella direzione voluta dal mago o da colui che sia in possesso della necessaria conoscenza intellettuale ed esperienza. A tal fine si mostra l’estrema variabilità delle menti individuali e delle tecniche da utilizzare, le quali dovranno tener conto delle differenze di aspettative e di formazione intellettuale dei “vincolabili”.
Il quarto capitolo è un’escursione su quella che la Yates ha definito “Tradizione Ermetica”, in particolare su alcuni dei trattati del Corpus Hermeticum, i quali mostrano un’evidente affinità con alcune tesi bruniane, in particolare per quello che riguarda il contatto fra gli dei, che noi abbiamo assimilato alle idee, e gli uomini, e la successiva deplorevole separazione di questi due mondi, tesa a creare una frattura insanabile fra le idee e la realtà e la conseguente volontà bruniana di ricomporre questa frattura.
Il quinto capitolo mostra la posizione di Bruno nell’importante disputa cosmologica del suo tempo e di come il passaggio da un universo geocentrico e chiuso ad uno eliocentrico o onnicentrico, come nella sua proposta cosmologica, rivestisse per lui significati ben più importanti di un semplice cambiamento di prospettiva astrofisica. In particolare mostreremo come il cambiamento di un modello cosmologico potesse influenzare la morale degli individui e di come la massima autorità morale del tempo, la Chiesa Romana, fosse molto attenta ad evitare che un simile cambiamento si ripercuotesse negativamente sul suo ruolo di guida spirituale dei popoli dell’Occidente. Mostreremo, altresì, come proprio in questo periodo si erano andati costituendo, in Francia ed in Inghilterra, dei movimenti che, in qualche modo, si richiamavano agli stessi principi che avevano ispirato Bruno nei suoi propositi di riforma universale.
Il sesto ed ultimo capitolo mostra il fallimento storico di questo grande progetto, avvenuto per meschini motivi di tradimento e ricostruisce, attraverso l’analisi delle deposizioni bruniane sulla Trinità, presso l’Inquisizione veneta, il suo pensiero teologico-morale, che si sarebbe dovuto concretizzare in un grande movimento di riforma, dal quale, probabilmente, visti gli ultimi sviluppi storici, non sarebbe rimasta esclusa la Chiesa Romana, pur con una revisione radicale del proprio impianto dogmatico.
Tutti sappiamo come è andata a finire ma, crediamo anche, per il fatto stesso che siamo quì a parlarne, che il sacrificio di questo e di altri uomini come lui non sia stato inutile, se è vero che queste idee hanno attraversato la storia del pensiero di tutto l’Occidente, e che altri uomini sono stati e saranno pronti a utilizzarle per riprendere con nuove azioni ciò che drasticamente era stato interrotto quattro secoli fa.

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6 INTRODUZIONE La seconda metà del XVI secolo rappresenta uno dei periodi più travagliati della storia del Cristianesimo e di tutto l’Occidente. Quello che accade in paesi come la Francia, l’Inghilterra, la Germania e l’Italia, con episodi anche estremamente cruenti e con una situazione di estrema incertezza, dove una variazione anche impercettibile della situazione e delle forze in campo, poteva produrre cambiamenti profondi da una parte o dall’altra, è destinato a lasciare dei segni che influenzeranno durevolmente, nel bene e nel male, il destino futuro dell’umanità. La storia è fatta dagli uomini, che agiscono concretamente e fattivamente negli eventi, assecondandone o modificandone il corso, e creando le premesse, attraverso le loro azioni, perchè in futuro altri uomini possano continuarne le gesta, portando avanti quei progetti che la storia ha decretato vincitori, oppure riprendendo quegli altri che, per una disposizione sfavorevole delle circostanze, sono stati drasticamente interrotti. Noi ci occuperemo, in questo lavoro, di uno dei progetti interrotti, uno dei tanti, ma non per questo poco importante, un progetto che solo la grettezza, la durezza, l’ansia vendicativa ed anche la destrezza di un gruppo di potere, ha reso inefficace, lasciando purtuttavia dei segni che la storia ci ha consegnato quasi del tutto intatti e alla portata di tutti coloro che, per un motivo o per un altro, si sentono vicini alle vicende e alle idee di una delle vittime dell’intolleranza più feroce che la storia ci ha mai presentato.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giacomo Germinario Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5741 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.