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Percorsi alla maternità - Immigrate e servizi socio-sanitari a Napoli

Informazioni tesi

  Autore: Gabriella Punziano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Annamaria Zaccaria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

La tesi da me elaborata si propone di analizzare i fattori che incidono nella relazione che lega le immigrate ai servizi socio-sanitari “materno-infantili”, tenendo in considerazione anche i percorsi alternativi nati dalle disfunzioni dei servizi nazionali e provinciali. Dunque il focus sarà centrato sulla scelta di effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) da parte di donne immigrate, sulle condizioni psico-sociali che influenzano questa decisione, sui vissuti che le colpiscono, e sulle problematiche che si trovano ad affrontare per accedere ai servizi socio-sanitari ed ai loro corrispettivi non leciti: i percorsi di accesso, la circolazione dell’informazione, il rapporto con il personale sanitario.
La legge italiana relativa all’IVG, la n°194 del 1978 vuole consentire alla donna di poter scegliere quale valore dare allo stato di gravidanza e nel caso delle immigrate è di grande aiuto poiché spesso le donne immigrate si trovano a dover affrontare da sole questa situazione, in quanto la cultura di appartenenza può non ammettere determinate scelte, e portare parenti ed amici a condannare il gesto.
La consistente presenza di donne immigrate in Italia ha comunque modificato l’utenza dei servizi socio- sanitari. Il servizio più utilizzato dalle donne immigrate risulta essere quello consultoriale. La maggior parte di donne straniere si reca al consultorio familiare per ottenere la certificazione per effettuare l’IVG, la seconda richiesta riguarda la contraccezione e la terza riguarda i controlli relativi alla gravidanza.
Come vedremo attraverso alcune storie che sono riuscita a ricostruire incontrando donne immigrate alle prese con i servizi sanitari, le esperienze sono molto diversificate ed hanno a che fare con la percezione dell’esperienza migratoria e di quella della maternità.

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3 INTRODUZIONE 1. IL TEMA DELLA RICERCA Presenterò in queste pagine un’indagine che, pur non avendo alcuna pretesa di esaustività, presenta una possibile lettura del modo in cui i Servizi Socio-Sanitari Italiani, in particolar modo nel contesto Napoletano, cercano oggi di fornire un’assistenza sanitaria adeguata, accettabile ed accessibile alle donne immigrate. La salute, e nello specifico il corpo, la maternità, e ciò che ad essa è connesso, sono qui considerate costruzioni sociali collocate in spazi interculturali che pongono particolari, singolari e significativi problemi, bisogni, necessità ai quali i Servizi Socio-Sanitari sono chiamati a rispondere. L’immigrazione femminile in Italia, fenomeno oramai non più così recente 1 , coinvolge un numero sempre maggiore di donne e richiede alla società italiana capacità di innovazione su tutto il fronte dei servizi. Le migrazioni internazionali sono il risultato di cambiamenti strutturali che riguardano l’intero pianeta e che incidono profondamente sull’andamento economico, politico e sociale dei diversi paesi di arrivo e di partenza, condizionando i costumi, le abitudini, gli stili di vita, l’ambiente ed i rapporti umani. La globalizzazione del mercato ha inciso profondamente sui movimenti 1 Vedi Miranda A., 2002, “Domestiche straniere e datrici di lavoro autoctone. Un incontro culturale asimmetrico”, in Studi e emigrazione, n.148, CSER, Roma.

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