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Realtà storica e ragione: una nuova definizione della condizione umana secondo il pensiero di Ortega y Gasset

Ortega y Gasset, a differenza dei suoi contemporanei spagnoli, può essere definito un privilegiato, in quanto ha potuto approfondire i suoi studi all’estero, e soprattutto in Germania, paese che all’inizio del secolo XX è stato erede delle correnti filosofiche più innovative e avanguardiste. Perciò una delle maggiori caratteristiche di questo autore è consistita nella sua apertura mentale e linguistica che gli hanno permesso di poter affrontare autori impegnativi quali Kant, Hegel, Husserl ed altri ancora e soprattutto di averli potuti leggere e affrontare nella loro lingua originale. E questo è un privilegio che spetta a pochi studiosi. Il suo personale progetto è consistito nel proporre una nuova teoria della conoscenza, sorretta da un nuovo metodo di approccio alla realtà. Questa viene considerata come il panorama nel quale ogni essere umano si trova a vivere e a esprimersi, come un composto di oggetti fisici ai quali l’uomo si deve sempre relazionare per sopravvivere. La relazione tra questi due aspetti produce materialmente ciò che la natura umana chiama ‘cultura’. Per riuscire ad offrire un nuovo spunto di rinascita culturale si deve riprendere in mano la relazione originaria tra l’essere umano e la natura che lo circonda, liberandosi da tutti i pregiudizi che le dottrine filosofiche hanno suggerito per ripartire invece da un presupposto comune a tutti gli uomini: l’originaria ignoranza che porta ad una nuova necessità di conoscenza.
La definizione finale dell’uomo come un ‘quasi essere’ è a mio avviso illuminante e paurosamente reale. Essa stigmatizza la volontà di essere che non può mai essere messa in atto, in quanto la natura vi si oppone sistematicamente, obbligando l’uomo a interagire col proprio corpo e a rendersi conto della straordinaria capacità che la mente ha di creare oggetti e mondi perfetti che non potranno, però, essere mai attualizzati.

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4 Introduzione Quando José Ortega y Gasset nacque nel 1883 a Madrid, la Spagna stava vivendo la sua restaurazione ad opera dei Borboni: la prima Costituzione venne varata nel 1876, la libertà di stampa nel 1880 circa ed il suffragio universale nel 1892. La famiglia colta e liberale, appartenente alla media borghesia, era disposta ad appoggiarlo e finanziarlo nei suoi studi prima collegiali tra 1891 e 1897 e poi universitari tra il 1897 ed il 1902. Ebbe così modo di laurearsi in filosofia nella facoltà di Lettere e filosofia di Madrid, e di conseguire il dottorato nel 1904 con la tesi I terrori dell’anno mille. La formazione e la maturazione culturale e filosofica di Ortega può essere delineata in quattro tappe o fasi che, dal 1905 al 1955, data della sua morte, lo porteranno a confrontarsi e scontrarsi con le teorie neo-kantiane e idealiste, le teorie razionaliste, relativiste e fenomenologiche. Una prima fase che si snoda tra il 1905 ed il 1914 appare caratterizzata dagli studi giovanili; una seconda, dal 1914 al 1928 circa, lo vede occupato in studi antropologici e nella pianificazione della sua teoria «circostanziale»; una terza, metafisica, tra il 1928 ed il 1935, appare invece caratterizzata dallo studio di Heidegger e Dilthey; l’ultima, infine, nei vent’anni prima della morte, lo porterà alla radicalizzazione delle sue teorie. Alla fine del percorso Ortega arriverà alla definitiva elaborazione del suo pensiero conosciuto come «teoria raziovitalista». Il periodo giovanile viene anche chiamato “periodo oggettivista” e vede il progressivo abbandono dell’idealismo per passare alla fenomenologia e al metodo fenomenologico. Questo mutamento, però, include alcuni passaggi che si riferiscono all’altalenante soggiorno tedesco; tra il 1905 ed il 1911 soggiornerà infatti in cinque città distinte: Lipsia prima, e poi Norimberga, Colonia, Berlino e finalmente Marburgo. Qui può seguire i corsi universitari dei filosofi neo-kantiani, quali H. Cohen e P. Natorp, sotto la guida dei quali si avvicina al socialismo di ispirazione kantiana di E. Bernstein.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberto Grandolfo Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1831 click dal 26/03/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.