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Gli additivi ritardanti di fiamma nei materiali polimerici

Informazioni tesi

  Autore: Ferdinando Alberti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Ingegneria dei Materiali
  Corso: Ingegneria industriale
  Relatore: Francesco Baldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

L’infiammabilità dei materiali polimerici ne limita l’applicazione in numerosi settori di impiego, quali i trasporti, l’edilizia, il settore elettrico ed elettronico dove il rischio di incendio (probabilità che l’incendio si verifichi) e la sua pericolosità (conseguenze che esso può avere) sono di particolare rilievo. Non è possibile preparare un materiale organico completamente non combustibile che conservi le caratteristiche di facilità di lavorazione, basso peso specifico e costo contenuto tipiche dei materiali polimerici. Additivando i materiali polimerici con i ritardanti di fiamma è tuttavia possibile diminuire la facilità di innesco e/o la velocità di propagazione della combustione, in modo da aumentare l’intervallo di tempo nel quale è possibile intervenire per estinguere l’incendio.
Circa la metà dei materiali polimerici attualmente prodotti deve avere un qualche livello di protezione dal pericolo di incendio. I ritardanti di fiamma, tra gli additivi per polimeri, sono quelli che rappresentano il valore economico più elevato e sono sottoposti a un costante sviluppo per il continuo aumento di severità delle norme che regolano l’impiego dei materiali in applicazioni in cui possono verificarsi incendi.
Il presente lavoro di tesi vuole essere lo stato dell’arte relativamente agli additivi ritardanti di fiamma per i materiali polimerici. Oltre agli additivi antifiamma più tradizionali sono stati presi in considerazione anche additivi più nuovi e in parte ancora in via di sviluppo. Dei diversi additivi considerati sono stati sottolineati sia i pregi che i difetti, non solo in relazione alle loro capacità di migliorare il comportamento al fuoco dei materiali polimerici ma anche in relazione ad altri aspetti quali, ad esempio, l’interazione con l’ambiente, la facilità di reperimento e il costo.
Nel presente lavoro di tesi è stato anche affrontato il problema della caratterizzazione del comportamento al fuoco dei materiali polimerici. Vengono in particolare presentate le principali metodologie di prova riportate nelle normative nazionali ed internazionali per la valutazione della ”infiammabilità”.

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Introduzione L’infiammabilità dei materiali polimerici ne limita l’applicazione in numerosi settori di impiego, quali i trasporti, l’edilizia, il settore elettrico ed elettronico dove il rischio di incendio (probabilità che l’incendio si verifichi) e la sua pericolosità (conseguenze che esso può avere) sono di particolare rilievo. Non è possibile preparare un materiale organico completamente non combustibile che conservi le caratteristiche di facilità di lavorazione, basso peso specifico e costo contenuto tipiche dei materiali polimerici. Additivando i materiali polimerici con i ritardanti di fiamma è tuttavia possibile diminuire la facilità di innesco e/o la velocità di propagazione della combustione, in modo da aumentare l’intervallo di tempo nel quale è possibile intervenire per estinguere l’incendio. Circa la metà dei materiali polimerici attualmente prodotti deve avere un qualche livello di protezione dal pericolo di incendio. I ritardanti di fiamma, tra gli additivi per polimeri, sono quelli che rappresentano il valore economico più elevato e sono sottoposti a un costante sviluppo per il continuo aumento di severità delle norme che regolano l’impiego dei materiali in applicazioni in cui possono verificarsi incendi. Il presente lavoro di tesi vuole essere lo stato dell’arte relativamente agli additivi ritardanti di fiamma per i materiali polimerici. Oltre agli additivi antifiamma più tradizionali sono stati presi in considerazione anche additivi più nuovi e in parte ancora in via di sviluppo. Dei diversi additivi considerati sono stati sottolineati sia i pregi che i difetti, non solo in relazione alle loro capacità di migliorare il comportamento al fuoco dei materiali polimerici ma anche in relazione ad altri aspetti quali, ad esempio, l’interazione con l’ambiente, la facilità di reperimento e il costo. Nel presente lavoro di tesi è stato anche affrontato il problema della caratterizzazione del comportamento al fuoco dei materiali polimerici. Vengono in particolare presentate le principali metodologie di prova riportate nelle normative nazionali ed internazionali per la valutazione della ”infiammabilità”.

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Parole chiave

additivi
cono-calorimetro
flash-over
heat release rate
indice di ossigeno
infiammabilità
intumescenza
ritardanti di fiamma
ul-94

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