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Immigrazione e cittadinanza: partecipazione e rappresentanza degli immigrati a Rimini

Secondo il rapporto Caritas/Migrantes 2007 in Italia risiedono regolarmente 3.690.000 cittadini stranieri. La presenza straniera è presenza di non cittadini all’interno dello Stato-nazione, il quale nonostante l’integrazione europea e i processi di globalizzazione continua a r-esistere e ad imporre una sovrapposizione tra cittadinanza e nazionalità che diventa sinonimo di esclusione per i migranti. La cittadinanza formale diventa uno strumento di esclusione e differenziazione che si concretizza in primo luogo nel negare a chi non è cittadino i diritti politici. Poichè in Italia non è previsto il diritto di voto per gli stranieri si è tentata un’altra strada per incentivare la partecipazione e la rappresentanza degli immigrati alla vita pubblica: si tratta delle consulte degli immigrati, nominate o elette, dei consiglieri stranieri aggiunti ecc. diversi strumenti per composizione e formazione, nati soprattutto a livello locale (provinciale e comunale) spesso come risposta al “vuoto” lasciato a livello nazionale. Capire se e come hanno funzionato questi strumenti di partecipazione è rilevante per il dibattito, iniziato anche in Italia, sul voto agli stranieri e sulla cittadinanza in generale.

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1 INTRODUZIONE Il 31 ottobre 2007 è stato presentato il XVII rapporto sull’immigrazione in Italia a cura di Caritas/Migrantes 1 in cui si stima che gli stranieri (comunitari e non comunitari) regolarmente presenti sul territorio nazionale siano circa 3.690.000. L’incidenza della presenza straniera sulla popolazione totale è del 6,2%, ma ancora più rilevante è il dato dell’incremento annuale di questa presenza che supera in proporzione quello degli Stati Uniti 2. Non si può più parlare dell’Italia come di un paese di recente immigrazione o di un paese in cui il fenomeno dell’immigrazione è contenuto, gli stessi dati sulle presenze regolari non possono farci dimenticare la realtà di migliaia di persone “irregolari” che vivono e lavorano nel nostro paese aspettando decreti flussi e sanatorie. Dal rapporto si rilevano dati che indicano come la presenza straniera sia sempre più radicata: dall’equivalenza numerica tra i due sessi, all’elevata incidenza dei minori, alla distribuzione differenziata ma diffusa su tutto il territorio. La presenza straniera è dunque presenza di non cittadini all’interno dello Stato-nazione, il quale nonostante l’integrazione europea e i processi di globalizzazione continua a r-esistere e ad imporre una sovrapposizione tra cittadinanza e nazionalità che diventa sinonimo di esclusione per i migranti. La cittadinanza formale diventa quindi uno strumento di esclusione e differenziazione che si concretizza in primo luogo nel negare a chi non è cittadino i diritti politici. In alcuni stati europei è stato riconosciuto agli stranieri il diritto di voto alle elezioni locali, in Italia si è aperto un dibattito e nell’ultima legislatura è 1 Venezia - Presentato il Dossier statistico 2007 della Caritas http://www.meltingpot.org/articolo11394.html 2 In Italia nel 2006 sono arrivate (o emerse dall’illegalità) più di mezzo milione di persone portando la popolazione immigrata totale ad aumentare di un sesto. Gli Stati Uniti, con una popolazione cinque volte superiore a quella italiana, registrano l’ingresso di un milione di nuovi arrivati all’anno. (Caritas/Migrantes, Immigrazione dossier statistico 2007).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sara Zanni Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.