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La ''videomusica'' in Italia : dai video juke-box a Rete A - All Music

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Saviolo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Stefano Ferrio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

La mia tesi di laurea è incentrata su quel particolare incontro tra musica e immagine rappresentato dal videoclip, un micro-testo audiovisivo affermatosi nella sua forma “moderna” a partire dagli anni Ottanta, ma le cui origini si possono ricondurre persino alle avanguardie cinematografiche degli anni Venti e Trenta. L’analisi ha riguardato, in special modo, il panorama italiano, evidenziandone le evoluzioni e le caratteristiche durante l’ultimo mezzo secolo fino ai giorni nostri.
La capacità evocativa della musica ha favorito il connubio simbiotico dapprima con il mondo del cinema, poi con quello televisivo, in quanto fabbriche dell’illusione per eccellenza. I concetti di “immagine”, “immaginazione” e “musica” sono di per sé già sottesi l’uno nell’altro e le varie modalità del loro incontro costituiscono il filo conduttore di questa tesi.
Il primo capitolo propone una breve introduzione sull’ultimo mezzo secolo di industria culturale in Italia, esplicitandone i tratti caratteristici e le unità costitutive, cioè le strategie, i soggetti e i prodotti. Ciò si è reso necessario per meglio comprendere come si situano i videoclip e, nello specifico, le televisioni musicali all’interno del panorama mediatico italiano. Molto rilievo è stato dato all’aspetto socio-storico, in quanto musica e storia sociale vanno di pari passo e si compenetrano: la musica agisce sulla società, la quale a sua volta riflette nelle canzoni i suoi cambiamenti.
I successivi capitoli 2 e 3 entrano nel vivo del rapporto tra musica e mezzi di comunicazione, esplorandone gli eventi decennio per decennio. Il capitolo 2 raccoglie gli anni Cinquanta e Sessanta, ripercorrendo le innovazioni e i mutamenti in campo discografico e mediatico, tenendo ben presente i contemporanei sviluppi sociali. Nuovi ritmi, come il rock n’ roll ed il beat, penetrano anche nel nostro Paese e con essi tutta un’ondata di “rivoluzioni” nel modo di intendere la musica e di rappresentarla. I primi film musicali (il filone dei musicarelli) costituiscono un fenomeno di costume che ha profondamente segnato l’immaginario collettivo di quegli anni. Il capitolo successivo è imperniato sulle grandi contraddizioni degli anni Settanta, in termini sia sociali che musicali. Compaiono i promo-clips, antesignani degli odierni videoclip, a scopo puramente commerciale.
Con gli anni Ottanta (e la nascita di Mtv nel 1981 ne rappresenta un momento fondamentale), inizia l’era del videoclip e, più in generale, numerosi cambiamenti nelle arti e nella cultura portano vari studiosi a proclamare l’avvento della post-modernità. La videomusica ne costituisce forse l’emblema ed il capitolo 4 tenta di proporre una visione d’insieme del fenomeno, attraverso l’occhio dei fautori e quello dei detrattori. Divampa nuovamente, dopo la fine degli anni Sessanta, il fenomeno del divismo ed il delirio per le star della musica coinvolge soprattutto i giovani, tanto che il videoclip viene visto come una forma di espressione capace di ridefinire l’immaginario delle nuove generazioni.
Gli anni Novanta e i primi di questo nuovo millennio sono l’argomento del capitolo 5, che indaga le nuove tendenze in campo musicale e le continue e intense commistioni con altri media: non più solo il cinema e la televisione, ma soprattutto le nuove tecnologie e la Rete Internet. Anche i clip risentono delle rivoluzioni in atto e si dimostrano particolarmente ricettivi alle innovazioni stilistiche e ai nuovi significati originati da tali innesti. La videomusica si afferma definitivamente pure in Italia, tanto che alla fine del secolo può contare su ben due stazioni televisive ad essa totalmente dedicate: Tmc2 e Mtv sulle frequenze di Rete A. È necessario sottolineare come la disponibilità di così tanto spazio, prima impensabile, per la produzione italiana (fino al 1997, infatti, tiene banco solo VideoMusic, nata nel 1984) abbia inderogabilmente promosso una vera via italiana al videoclip.
L’avvio dei programmi di Rete A – All Music nel 2002 rappresenta, in un certo senso, la continuità con un passato autorevole: l’emittente di Peruzzo ha raccolto l’eredità di VideoMusic e Tmc2, ribadendone l’assunto fondamentale (priorità alla musica italiana), ma coniugandolo con le proprie caratteristiche e peculiarità. Il capitolo 6 delinea questo nuovo soggetto, tratteggiandone i principi guida ed il modo di porsi non solo nell’universo mediatico italiano, ma soprattutto nel grande calderone della musica da vedere.

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5 INTRODUZIONE La canzone è un equilibrio di imperfezioni, di limiti. Il primo, per esempio, è quello che la separa dalla poesia. Il testo di una canzone, infatti, deve possedere la virtù-limite di frenare le immagini affinché esse non scavino oltre la crosta delle sensazioni, dei sentimenti, delle cose quotidiane. (Mogol) La musica sa richiamare nella mente di chi ascolta un’infinità di immagini, legate a ricordi, emozioni, flashback positivi e negativi. Proprio questa sua capacità evocativa ha permesso il connubio simbiotico dapprima con il mondo del cinema, poi con quello televisivo, in quanto fabbriche dell’illusione per eccellenza. I concetti di “immagine”, “immaginazione” e “musica” sono di per sé già sottesi l’uno nell’altro e le varie modalità del loro incontro costituiscono il filo conduttore di questa tesi. In particolare, uno specifico formato ha da sempre attirato la mia attenzione ed affascinato i miei occhi di adolescente di ieri e di laureanda oggi: il videoclip. Nei tre minuti di un video, si apre tutto un dedalo di associazioni, citazioni, in un continuo gioco di rimandi che è impossibile abbandonare prima della fine. Le differenze qualitative e stilistiche tra la videomusica anglosassone e quella di provenienza italiana sono subito evidenti: questa trattazione si pone lo scopo di ricostruirne l’evoluzione partendo dagli anni Cinquanta, stagione d’oro del cinema e della nascita della televisione, ovvero quei media che, insieme alla radio, sono strettamente connessi con questi micro-testi. Il primo capitolo propone una breve introduzione sull’ultimo mezzo secolo di industria culturale in Italia, esplicitandone i tratti caratteristici e le unità costitutive, cioè le strategie, i soggetti e i prodotti. Ciò si è reso necessario per meglio comprendere come si situano i videoclip e, nello specifico, le televisioni musicali all’interno del panorama mediatico italiano. Molto rilievo è stato dato all’aspetto socio-storico, in quanto è impossibile analizzare

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