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L'evergetismo nelle citta dell'Italia nei regni di Traiano e Adriano. Fonti epigrafiche e testimonianze

Informazioni tesi

  Autore: Raffaele Castagno
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Archeologia Romana
Anno: 2008
Docente/Relatore: Farbrizio Slavazzi
Istituito da: Università degli Studi di Milano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 308

Questo lavoro, tutt’altro che definitivo, si è posto da un lato il problema di raccogliere le fonti archeologiche, epigrafiche e letterarie relative al fenomeno , dall’altro di arrivare, sulla base di queste, a tracciare un panorama di massima dello stato dell’evergetismo nei regni di Traiano (98 – 117) ed Adriano (117 – 138), guardando non solo alle liberalità connesse ai due imperatori ma anche al fenomeno delle munificenze legate alla dimensione municipale o comunque locale, che seppur in tono minore, continuò a rappresentare un aspetto vitale del fenomeno. La raccolta della documentazione, data la sua eterogeneità ha seguito criteri diversi: per le epigrafi, delle quali si è proposta una scheda “sperimentale”, ci si è limitati a quei testi che consentissero di arrivare a una plausibile ricostruzione dell’atto evergetico, vale a dire quelli che permettessero almeno l’identificazione del monumento e/o dell’evergete, e che, naturalmente, fornissero elementi per una datazione, se non assoluta, quanto meno relativa, che rientrasse grosso modo nell’ambito della prima metà del II secolo .
Per ciò che attiene le evidenze monumentali ci si è concentrati non solo quelle relazionabili alle epigrafi, ma anche le opere pubbliche che potessero essere ricondotte all’età studiata ovvero che non superassero la metà del II secolo, e che offrissero elementi per approdare, seppur in una dimensione ipotetica, ad una ricostruzione e contestualizzazione dell’evergesia: infatti alcuni elementi utili per la comprensione della pratica delle munificenze si desumono anche dai “nudi resti”, come i casi di Ostia ed Herdonia, i quali, pur avendo restituito scarsa o nulla documentazione epigrafica sul tema, consentono tuttavia di ricostruire un quadro verosimile dell’evergetismo, permettendo di rintracciare, benché su un piano di ipotesi di lavoro, le committenze. Infine si sono anche segnalate una serie di opere pubbliche cronologicamente compatibili con l’epoca studiata, ma prive di elementi sostanziali per un adeguato studio della pratica evergetica, ritenendo, che potessero essere comunque dati utili per tracciare gli orientamenti delle evergesie del tempo (in ultima istanza siamo pur sempre di fronte ad opere risultanti da atti di munificenza, qualche che ne sia la committenza).
Si è dunque puntato ad avere un panorama complessivo ed aggiornato, vista l’assenza di studi specifici per il periodo traiano – adrianeo.

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   1 PARTE I – L’EVERGETISMO IN ETA’ IMPERIALE Introduzione L’evergetismo imperiale “Fenomeno collocabile tra il politico, l’economico e il sociale l’evergetismo occupava un posto essenziale nella vita delle comunità. Il termine è un neologismo contemporaneo che indica l’atteggiamento munifico e i benefici (evergesie) degli individui verso le collettività […]. Questa dimensione civica è fondamentale e distingue l’evergetismo da altre forme di generosità, giustificate dalla pietà religiosa, dalla carità o dal mecenatismo, così come dai benefici legati alle relazioni personali” 1 . Strade, porti, acquedotti, terme, teatri, anfiteatri, templi, magazzini, mercati. E’ questa l’immagine dell’evergetismo di età imperiale, prodotto della liberalità delle città, dei magistrati locali, dei collegia, dei privati ed infine strumento fondamentale della politica dei principes, da quando, con Augusto, l’immagine del principe costruttore – architetto divenne il prototipo dell’imperatore “buono” quasi per antonomasia 2 . L’evergetismo imperiale dunque si configurò come il principale, divenendo sempre più centrale non solo a Roma, ma anche in Italia e poi nelle province. Paradossalmente però, a fronte di un fenomeno di così straordinaria importanza, le esegesi dello stesso (strumento di romanizzazione, di continuità dell’impero, di controllo politico - sociale, dimensione agonale dell’evergetismo, etc.), sembrano in buona parte concentrasi sulla dimensione “ideologica – psicologica e politica” del fenomeno 3 , mentre solo da poco si è venuto a porsi il problema della natura delle committenze, le loro motivazioni non solo politiche ma anche economiche, il problema della contestualizzazione delle varie evergesie, nonché sovente le loro relazioni reciproche 4 . 1 JACQUES – SCHEID 2001, p. 416. 2 KIENAST 1999, pp. 417 – 419; 504 – 518. 3 Vedi per es. HUIZINGA 1946 e VEYNE 1989. Mi sembra tradiscano queste medesime prospettive anche i più recenti lavori di M.T. Boatwright (BOATWRIGHT 1989 e 2000) 4 In questo senso rappresentano interessanti novità i lavori del Papi dedicati all’Etruria (PAPI 2000), che pur nel contesto di una singola regio mette in luce quell’insieme di aspetti cui ci si riferiva, ed ancora i recenti contributi su Ostia di Zevi (2001), Mar (MAR 2001 e 2002) e Pensabene (Pensabene 2002), che si concentrano maggiormente sui problemi delle committenze dei singoli monumenti, permettendo di definire un quadro certamente più articolato dell’evergetismo, tanto più in un caso di estrema complessità, soprattutto monumentale, quale è Ostia.

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