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La distribuzione dei prodotti ortofrutticoli

Nello scenario competitivo moderno si affacciano alcuni temi che, nonostante abbiano apportato un nuovo abbrivo allo sviluppo socio-economico, scontano distorsioni e presentano aspetti negativi.
Il settore agroalimentare non è esente da queste tematiche che modificano sia le strutture tradizionali che gli strumenti a sua disposizione.
Esempi di tali tematiche sono il processo di internazionalizzazione, visto come apertura delle imprese agricole verso un mercato globale, ed il concetto di marketing territoriale, inteso come promozione delle specificità territoriali ed agroalimentari.
Il primo si inserisce, e con merito, nell’apporto verso processi che, non solo mettono in comunicazione le diverse peculiarità nazionali, ma soprattutto assolvono il compito di mettere in contatto ed in fibrillazione Paesi con posizioni competitive diverse.
Il processo di scambio come già ampiamente risaputo, non solo manifesta la possibilità per Paesi in via di sviluppo di affrancarsi da un passato che per loro sta già stretto (India e Cina su tutti), ma offre ed afferma sempre più uno scenario di divergenza sociale e culturale.
All’interno dell’economia globale si può e si deve, col supporto di un meccanismo virtuoso, valorizzare quelle specificità agricole che, per i più disparati Paesi esteri, garantiscono un ampio apprezzamento.
L’Italia ha già applicato tale via, maturando però la presunzione che un prodotto ortofrutticolo italiano sia, da un lato, qualitativamente migliore e dall’altro che sia da preferire ad altri prodotti stranieri.
Non è pensabile però che non ci sia un Paese oltre il nostro che non sappia fare bene il suo mestiere di contadino…
Non potrebbe essere un vantaggio anche per il sistema ortofrutticolo italiano garantire un tranquillo accesso a prodotti stranieri (e sufficientemente buoni) senza alimentare continue ed inutili diatribe?
L’altro concetto, ovvero il marketing territoriale, abusato e sventolato come vessillo per lo sviluppo di un territorio, non avrebbe bisogno di essere applicato sempre e comunque al di là delle posizioni politiche?
Sarebbe formidabile ed efficiente un sistema di trasmissione continuo e coerente delle politiche ortofrutticole senza interrompere processi virtuosi di marketing per il territorio e percorsi che agevoleranno le filiere ed in generale il sistema agroalimentare.

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INTRODUZIONE Nello scenario competitivo moderno si affacciano alcuni temi che, nonostante abbiano apportato un nuovo abbrivo allo sviluppo socio-economico, scontano distorsioni e presentano aspetti negativi. Il settore agroalimentare non è esente da queste tematiche che modificano sia le strutture tradizionali che gli strumenti a sua disposizione. Esempi di tali tematiche sono il processo di internazionalizzazione, visto come apertura delle imprese agricole verso un mercato globale, ed il concetto di marketing territoriale, inteso come promozione delle specificità territoriali ed agroalimentari. Il primo si inserisce, e con merito, nell’apporto verso processi che, non solo mettono in comunicazione le diverse peculiarità nazionali, ma soprattutto assolvono il compito di mettere in contatto ed in fibrillazione Paesi con posizioni competitive diverse. Il processo di scambio come già ampiamente risaputo, non solo manifesta la possibilità per Paesi in via di sviluppo di affrancarsi da un passato che per loro sta già stretto (India e Cina su tutti), ma offre ed afferma sempre più uno scenario di divergenza sociale e culturale. All’interno dell’economia globale si può e si deve, col supporto di un meccanismo virtuoso, valorizzare quelle specificità agricole che, per i più disparati Paesi esteri, garantiscono un ampio apprezzamento. L’Italia ha già applicato tale via, maturando però la presunzione che un prodotto ortofrutticolo italiano sia, da un lato, qualitativamente migliore e dall’altro che sia da preferire ad altri prodotti stranieri. Non è pensabile però che non ci sia un Paese oltre il nostro che non sappia fare bene il suo mestiere di contadino… Non potrebbe essere un vantaggio anche per il sistema ortofrutticolo italiano garantire un tranquillo accesso a prodotti stranieri (e sufficientemente buoni) senza alimentare continue ed inutili diatribe? L’altro concetto, ovvero il marketing territoriale, abusato e sventolato come vessillo per lo sviluppo di un territorio, non avrebbe bisogno di essere applicato sempre e comunque al di là delle posizioni politiche? Sarebbe formidabile ed efficiente un sistema di trasmissione continuo e coerente delle politiche ortofrutticole senza interrompere processi virtuosi di marketing per il territorio e percorsi che agevoleranno le filiere ed in generale il sistema agroalimentare. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Davide Lupo Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2388 click dal 01/04/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.