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La Repubblica Popolare Cinese: evoluzioni del sistema economico e delle relazioni con l'Unione Europea e l'Italia

Chi meglio di uno dei più grandi ingegni della storia poteva già all’inizio del XIX secolo capire le enormi potenzialità di un paese come la Cina (allora ancora consistentemente retrogrado) nel futuro?
“Quando la Cina si sveglierà, il mondo tremerà”: questa previsione è stata pronunciata nel 1816 da Napoleone a seguito della relazione del viaggio in Oriente scritta dall’ambasciatore inglese, Lord Macartney, che riportava dati stupefacenti di questo territorio .
La Cina: Zhōngguó (cinese tradizionale), letteralmente «Paese di Mezzo» (pinyin: 中国), 9.561.000 km² di territorio, 1.306.313.813 abitanti, un calderone di materie prime, manodopera inesauribile a basso costo, ideologie e filosofie di dedizione assoluta alla nazione e al raggiungimento del suo primato su scala mondiale. Osserviamo alcuni dati puramente statistici. Dall’analisi che riportano sia il sito di INFORMEST, sia quello della SIMEST, della SACE e l’Economist Intelligence Unit (Country Report 2007) si può evincere che la profezia fatta da Napoleone due secoli fa si stia avverando pienamente. Di primo acchito si può visualizzare a partire da una base di appoggio data dalle risorse naturali e umane una curva di ascesa economica a livello mondiale. La Cina è uno dei principali partners commerciali di paesi come gli USA, Taiwan, Giappone, Italia e Germania, paesi economicamente consolidati sul mercato globale. Si registrano continui incrementi nell’import e nell’export. Per più di 2000 anni l'economia della Cina si è basata su un metodo feudale, cioè vi erano pochi proprietari terrieri e su tutti dominava l'Imperatore. La Cina ha alternato periodi di elevata prosperità economica sotto diverse dinastie Dopo la guerra dell'oppio, penetrò nel Paese un'economia occidentale. Tale evento portò allo sviluppo dei porti e alla costruzione di ferrovie, affinché si potessero scambiare merci con maggiore celerità. Attualmente, l'economia cinese gioca un ruolo fondamentale nel mercato mondiale, essendo divenuta una realtà sempre più competitiva. Nel corso degli ultimi anni, la struttura economica cinese si è progressivamente diversificata, fino a comprendere ormai tutti i principali settori produttivi. Sono molteplici gli Accordi internazionali che la Cina ha stipulato negli ultimi anni tra cui alcuni con l’Unione Europea e l’Italia, come quelli di cooperazione doganale e di politica di concorrenza.
A questo punto si potrebbe concludere che l’avvento di questo paese sulla scena dell’economia mondiale possa essere registrato in termini del tutto positivi. Ma la situazione è davvero quella che per lo più viene presentata agli occhi del mondo? La storia cinese è costellata di esempi di occultamento delle reali condizioni sofferte dal Paese e dalla maggior parte del popolo, queste spesso mascherate da ideologie e filosofie che venivano e sono tuttora inculcate nella mentalità cinese sin dalla più tenera età. Le caste nobili e feudali, ovviamente minoritarie, e sostituite oggi da una sempre minoritaria casta di grandi ricchi e di politici, hanno mantenuto finora un controllo pressoché totale sulla grande massa, non permettendo quelle evoluzioni democratiche e culturali che dovrebbero essere il fondamento di qualunque società contemporanea. Quali possono essere i vantaggi a livello globale che ci può portare un Paese che per secoli si è difeso con una delle più notevoli meraviglie del mondo, la Grande Muraglia , protezione sì del Celeste Impero, ma tuttavia anche espressione di confine invalicabile dal mondo esterno? Di un paese che ha sempre considerato le donne meno di niente, salvo le rarissime eccezioni di figure femminili che a distanza di secoli sono emerse come eroine, grandi cortigiane o imperatrici? Di un paese che per mettersi alla pari con quelli attualmente più sviluppati sfrutta la “reverse engineering” e il plagio, nei limiti del consentito, quasi come base portante dei suoi studi tecnici, scientifici e perfino comportamentali? E ancora, di un paese che pur volendo entrare a fare parte delle potenze economiche a parità di quelle occidentali, chiedendo anche il riconoscimento della propria lingua in seno alle organizzazioni internazionali allo stesso livello della lingua franca, l’inglese , differisce tanto per cultura da considerare insultante e motivo di non procedere negli accordi previsti una stretta di mano?
Il presente studio si propone di criticare analiticamente sia le potenzialità sia gli aspetti sfavorevoli della Repubblica Popolare Cinese, attraverso diverse tipologie di dati, da storici a statistici, soprattutto nell’ambito dei rapporti economici e internazionali con l’Unione Europea e la Repubblica Italiana.

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1 INTRODUZIONE Chi meglio di uno dei più grandi ingegni della storia poteva già all’inizio del XIX secolo capire le enormi potenzialità di un paese come la Cina (allora ancora consistentemente retrogrado) nel futuro? “Quando la Cina si sveglierà, il mondo tremerà”: questa previsione è stata pronunciata nel 1816 da Napoleone a seguito della relazione del viaggio in Oriente scritta dall’ambasciatore inglese, Lord Macartney, che riportava dati stupefacenti di questo territorio 1 . La Cina: 中國 Zhōngguó (cinese tradizionale), letteralmente «Paese di Mezzo» (pinyin: 中国), 9.561.000 km² di territorio, 1.306.313.813 abitanti, un calderone di materie prime, manodopera inesauribile a basso costo, ideologie e filosofie di dedizione assoluta alla nazione e al raggiungimento del suo primato su scala mondiale. Osserviamo alcuni dati puramente statistici (slides 4-20). Dall’analisi che riportano sia il sito di INFORMEST, sia quello della SIMEST, della SACE e l’Economist Intelligence Unit (Country Report 2007) si può evincere che la profezia fatta da Napoleone due secoli fa si stia avverando pienamente. Di primo acchito si può visualizzare a partire da una base di appoggio data dalle risorse naturali e umane una curva di ascesa economica a livello mondiale. La Cina è uno dei principali partners commerciali di paesi come gli USA, Taiwan, Giappone, Italia e Germania, paesi economicamente consolidati sul mercato globale. Si registrano continui incrementi nell’import e nell’export (soprattutto nel settore tessile e dell’abbigliamento, anche se quello dell’informatica e dell’elettronica cercano di guadagnare terreno) 2 . 1 Cfr. Federico Rampini, Il secolo cinese, Saggi Mondadori ed. 2005, p. 13 2 Da www.informest.com:

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Rossella Capellino Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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