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Sostenibilità del debito estero

Informazioni tesi

  Autore: Giulio Montemauri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Istituzioni dell'Integrazione Europea e Internazionale
  Relatore: Mario Nuti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

Il problema del debito estero dei Paesi in via di sviluppo (PVS) rappresenta una delle questioni più importanti con cui la comunità internazionale è chiamata a confrontarsi. A dispetto delle diverse soluzioni approntate in ambito internazionale nel corso degli ultimi venti anni, quali moratorie e finanziamenti agevolati, il peso del debito estero sui paesi più poveri ha continuato ad aumentare sensibilmente, assumendo nella maggior parte dei casi una dimensione insostenibile.Davanti a questo scenario la comunità internazionale ha ideato alcune proposte miranti alla cancellazione o alla sostanziale riduzione del debito dei PVS. Tra queste, quella senza precedenti è l’Iniziativa per i Paesi Poveri Fortemente Indebitati, la Heavily Indebtetd Poor Country (HIPC) Initiative, lanciata nel 1996 di comune accordo con la Banca Mondiale (BM) e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e a cui hanno aderito circa 180 governi.Nel presente lavoro affronteremo lo studio della sostenibilità del debito estero rientrante nel programma HIPC e, in un approccio analitico, considereremo la reazione delle variabili che influenzano la sostenibilità alle politiche di rientro o di cancellazione del debito estero.

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Introduzione Il problema del debito estero dei Paesi in via di sviluppo (PVS) rappresenta una delle questioni più importanti con cui la comunità internazionale è chiamata a confrontarsi. A dispetto delle diverse soluzioni approntate in ambito interna- zionale nel corso degli ultimi venti anni, quali moratorie e finanziamenti agevolati, il peso del debito estero sui paesi più poveri ha continuato ad aumentare sensibilmente, assumendo nella maggior parte dei casi una dimensione insostenibile. È stato stimato che il valore accumulato dei debiti complessivi dei PVS fino al 2001 era pari a 2.442,1 miliardi di dollari, mentre il servizio del debito ha raggiunto l’ammontare complessivo annuo di 381,9 miliardi di dollari 1 . Altrettanto preoccupanti sono i dati relativi agli indici del debito: ξ Il rapporto tra debito estero e PNL dei PVS è passato dal 9,8% del 1970, al 38,2% del 2001. ξ Il rapporto tra debito estero e proventi da esportazioni è passato dall’ 88% del 1980, al 112,2% del 2001. ξ Il rapporto tra servizio debitorio e proventi da esportazione è passato dal 13,5% del 1980, al 17,6% del 2001. Davanti a questo scenario la comunità internazionale ha ideato alcune proposte miranti alla cancellazione o alla sostanziale riduzione del debito dei PVS. Tra queste, quella senza precedenti è l’Iniziativa per i Paesi Poveri Fortemente Indebitati, la Heavily Indebtetd Poor Country (HIPC) Initiative, lanciata nel 1996 di comune accordo con la Banca Mondiale (BM) e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e a cui hanno aderito circa 180 governi. Nel presente lavoro affronteremo lo studio della sostenibilità del debito estero rientrante nel programma HIPC e, in un approccio analitico, considereremo 1 World Bank, Global Development Finance, 2002. 2

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Parole chiave

banca mondiale
cancellazione del debito
debito estero
debt
debto overhang
drop the debt
fmi
hipc

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