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Analisi tecnica grafica e quantitativa. Uno studio empirico sulla validità delle teorie applicate al mercato azionario italiano

Obiettivo di questo studio è valutare la redditività delle regole di analisi tecnicoquantitativa e definire quali di queste sono più profittevoli, applicate sul mercato azionario italiano. In particolare:

(1) Valutare la redditività delle strategie di trading quantitative comparata alla strategia passiva “buy and hold”
(2) Definire quali tra le strategie di trading quantitative studiate sistematicamente superano le altre in redditività
(3) Valutare l’evoluzione della redditività delle strategie di trading quantitative nel corso del tempo
(4) Valutare la reddittivà delle strategie di trading quantitative applicate ai differenti settori industriali.

Per raggiungere tali obiettivi, più di 120 strategie di trading quantitative sono state applicate ai valori di chiusura di 26 differenti indici sull’orizzonte temporale dei 10 anni dal 1997 al 2006.

Il lavoro é organizzato come segue:
La sezione 2 sarà dedicata alla presentazione delle basi teoriche e divisa in due parti: la rima parte descriverà le principali figure “chartiste” di continuazione e di inversione, mentre la seconda passerà in rassegna i principali strumenti quantitativi, ovvero medie mobili ed oscillatori.
La sezione 3 presenterà una panoramica delle ricerche effettuate in passato sull’argomento.
Nella sezione 4 verrà esposta la metodologia utilizzata per scegliere, da un lato, i campioni necessari al test empirico e, dall’altro, le regole di analisi tecnica da essere analizzate.
La sezione 5 servirà ad esporre, commentare ed interpretare i risultati dello studio empirico.
Infine la sezione 6 concluderà il lavoro con una sintesi dei principali risultati ottenuti.

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- 7 - SEZIONE 1 – INTRODUZIONE Con il termine “Analisi Tecnica” viene definito l’insieme di una moltitudine di differenti strategie di trading azionario. Secondo Murphy (1999), l’analisi tecnica può essere definita come lo studio del mercato, in particolare attraverso l’utilizzo di grafici, allo scopo di prevedere trend futuri. Studiando prezzi, volumi e open interests passati, gli analisti tecnici cercano di predire futuri spostamenti positivi o negativi nell’offerta e nella domanda di titoli finanziari. Secondo i più, l’analisi tecnica ebbe le sue origini dalle teorie proposte da Charles Dow alla fine del diciannovesimo secolo, pubblicate dal Wall Street Journal in una serie di articoli. Al fine di fornire buone indicazioni sullo stato di salute dell’economia degli Stati Uniti, il 3 Luglio 1884 Dow creò, insieme ad Edward Jones, il suo primo indice del mercato azionario americano, inizialmente composto da nove compagnie ferroviarie e due imprese manifatturiere. La teoria di Dow fu in seguito rielaborata e pubblicata postuma in un’unica opera da Nelson (1903) e più tardi rivista anche da Hamilton (1932), che ne descrisse le sei basi fondamentali nel suo libro “The Stock Market Barometer”: 1. Le medie scontano tutto 2. Il mercato ha tre trend 3. I trend di lungo periodo hanno tre fasi 4. Le medie si devono confermare a vicenda 5. I volumi devono confermare il trend 6. Un trend è supposto essere in corso fino a che non dia segnali definitivi di inversione Questi principi rappresentano ancora oggi, oltre un secolo più tardi della loro prima pubblicazione sul Wall Street Journal, delle solide fondamenta per qualsiasi studio di analisi tecnica, persino a dispetto delle nuove tecnologie informatiche e dei più complessi e sofisticati indicatori tecnici di oggi.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Michele Cortiula Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.