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Ordine dei giornalisti, prospettive di riforma e tendenze europee

L’ordinamento giuridico italiano riconosce e tutela la professione giornalistica stabilendo, per il suo esercizio, la necessaria iscrizione in appositi albi o elenchi la cui tenuta è affidata all’Ordine che accerta il possesso dei requisiti per l’iscrizione ed esercita un potere disciplinare sugli iscritti.
Chiunque, oggi, in Italia, voglia intraprendere la “professione” giornalistica deve quindi attenersi a quanto disposto dalla legge 3 febbraio 1963, n. 69, che, equiparando la professione giornalistica alle altre professioni liberali, ne disciplina l’ordinamento sulla base dei principi dell’autogoverno, riconoscendo primariamente la funzione di interesse pubblico che il giornalista assolve all’interno di una società democratica e assicurandone un’adeguata preparazione professionale.
Il percorso che ha portato alla legge n. 69/63 è stato assai lungo e difficoltoso e ad esso occorre guardare per comprendere le ragioni di chi oggi auspica l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti e di chi al contrario sostiene la necessità e l’importanza di un organismo di autogoverno e di autodisciplina della categoria.

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Introduzione L’ordinamento giuridico italiano riconosce e tutela la professione giornalistica stabilendo, per il suo esercizio, la necessaria iscrizione in appositi albi o elenchi la cui tenuta è affidata all’Ordine che accerta il possesso dei requisiti per l’iscrizione ed esercita un potere disciplinare sugli iscritti. Chiunque, oggi, in Italia, voglia intraprendere la “professione” giornalistica deve quindi attenersi a quanto disposto dalla legge 3 febbraio 1963, n. 69, che, equiparando la professione giornalistica alle altre professioni liberali, ne disciplina l’ordinamento sulla base dei principi dell’autogoverno, riconoscendo primariamente la funzione di interesse pubblico che il giornalista assolve all’interno di una società democratica e assicurandone un’adeguata preparazione professionale. Il percorso che ha portato alla legge n. 69/63 è stato assai lungo e difficoltoso e ad esso occorre guardare per comprendere le ragioni di chi oggi auspica l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti e di chi al contrario sostiene la necessità e l’importanza di un organismo di autogoverno e di autodisciplina della categoria. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Michele Crisci Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 848 click dal 23/04/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.